della serie a volte ritornano!..eccomi ci sono ancora anche se non sembra..
Ho trovato questo articoletto su Repubblica.it, che mi sembrava potesse interessarci.
Si parla di ragazzi che tendono trascorrere la maggior parte del loro tempo su internet, facendo ad esempio giochi di ruolo on line, o attaccati ai cellulari, trascurando la loro vera vita. I rapporti “faccia a faccia” di queste persone diminuiscono sempre di più creando loro non pochi problemi per un futuro inserimento sociale.
Personalmente ho giocato per qualche tempo ad un gioco di ruolo on line, ma nel momento stesso in cui mi sono ritrovata a dire ad un amico “stasera non esco perchè devo giocare”, mi sono fermata a riflettere su cosa fosse più importante..dopodichè ho chiuso internet e pc e sono uscita!
Voi cosa ne pensate di questo problema?
Buona lettura e buone vacanze.
Francesca
Agosto 3, 2007 alle 1:23 am |
Io penso che internet e videogiochi siano spesso state vittime di un’indiscriminata caccia alle streghe. Una persona può trovare modo di isolarsi dalla realtà in mille maniere, ciò significa che il vero problema è molto più profondo e che “internet” o “il videogioco” siano soltanto dei modi in cui il disagio trova espressione … ma non sono LA CAUSA.
Non posso credere che un individuo riesca a passare 12 ore al giorno a giocare a World of Warcraft (tanto per citare uno dei più diffusi giochi di ruolo online di massa) a causa di un alchemia, intrinseca al videogioco stesso, capace di tenere incollato al monitor il suddetto giocatore; ritengo che questa persona abbia dei problemi più grossi alle spalle.
Io conosco tante persone che come me hanno la passione per l’entertainment tecnologico e i videogiochi e vivono una vita sociale equilibrata; magari la sera preferisco navigare, parlare con gli amici attraverso la chat (è un modo sicuramente più pratico ed economico che non incontrarsi tutte le sere) o giocare online (anche se a dire il vero preferisco i giochi sportivi, i videogiochi di ruolo li trovo monotoni; di ruolo preferisco giocare attorno a un tavolo), piuttosto che annestetizzarmi davanti alla tv.
Sono abbastanza soddisfatto della mia vita sociale e chi mi conosce penso si sia fatto l’idea che non abbia difficoltà a relazionarmi col prossimo; sono per caso immune alla dipendenza?
Agosto 3, 2007 alle 12:27 pm |
più che immune, hai buon senso… dal mio punto di vista, vedo che la componente virtuale sta prendendo sempre più spazio, lanciata in volata anche da un mercato in forte crescita. Ora, preso atto del fatto che la virtual age è un’evoluzione in corso della socialità dell’uomo, bisogna discernere da cosa serve e cosa no…cosa è reale progresso e cosa solo spazzatura. I videogiochi sono fantastici, e portano il player in un altra dimensione, in cui interagisce (più o meno integralmente) e si muove. Un’ottima invenzione. Dedicare la vita a questo, magari è un po’ alienante, e sicuramente non nasconde un disagio dela vita sociale reale.
Il passo per diventare comode vie di fuga è molto breve, come molti altri amenicoli tecnologici sempre più nati intorno all’individuo in quanto tale, non in quanto persona facente parte di una comunità sociale… l’elenco è molto lungo…
Agosto 3, 2007 alle 1:10 pm |
Ma non credo che il mio sia semplicemente “buon senso”. Nonostante abbia una passione per i campi incriminati e vi dedichi molto del mio tempo libero, non lotto contro la mia volontà per potermi svincolare dalle maglie informatiche … così come farebbe un fumatore che (consapevole dei danni per la sua salute) rinuncia all’ennesima sigaretta della giornata.
Io credo che dedicarsi unicamente a una sola cosa (qualunque essa sia) sia alienante.
Chi legge solo libri dalla mattina alla sera, chi ascolta solo musica, chi guarda solo la tv, si ritrova infine in uno stato di alienazione .. ma per la semplice mancanza di equilibrio nella vita di queste persone.
Io sono d’accordo sul fatto che gli eccessi portino dei danni, ma le cause di questi eccessi non sono da attribuire direttamente ai mezzi in cui si manifestano.
Dovremo seguire l’esempio di Elthon John che propone in modo esagerato la CHIUSURA di internet per i motivi parzialmente discussi in questo post ?
Attenzione la caccia alle streghe è pericolosa e svia dai reali problemi.
Agosto 20, 2007 alle 8:26 pm |
A proposito di questo argomento vi invito a leggere un articolo di Psicocafè che tratta un comportamento “ribelle” di molto adolescenti e post adolscenti giapponesi, definito tecnicamente Ikikomori. Secondo le stime del ministero della sanità nipponico, oltre il 20 per cento dei ragazzi tende ad isolarsi in una sorta di vero proprio autosequestro per periodi lunghissimi, che in alcuni casi arrivano ai 15 anni. L’unico legame con la società rimangono internet i videogiochi. Probabilmente la situazione in Giappone è molto più grave, ripetto ad altre realtà, ma non bisogna sottovalutare gli indicatori sociali che ci vengono forniti. Arrivare a bloccare la diffusione di internt, come proposto da Elton John è assurdo, perchè il web non è la causa dell’alinazione, anzi, portebbe essere uno dei mezzi per reprimerla; cosa, meglio di internet favorisce lo scambio di idee e opinioni in scala globale? La questione è più profonda: Quali sono le cause e come è possibile risolvere a monte il problema della “dipendnza dal PC”?
Buone vacanze a tutti
Dicembre 4, 2007 alle 3:08 pm |
Io penso che i giochi presenti su Internet si debbano considerare proprio in quanto tali, e cioè come giochi aventi le loro regole ed una fine. Sta nel buon senso e nelle capacità di ognuno rendersi conto di quale sia il confine fra la realtà e la finzione. Sono invece completamente sfavorevole all’utilizzo ed al relativo commercio di videogiochi il cui contenuto ed insegnamento sia di tipo violento.