Ho trovato interessante nel testo “Web 2.0- Internet è cambiato” di G. Prati, la divisione che O’Reilly fa per spiegare le differenze tra la piattaforma Web 1.0 e Web 2.0. Dopo una descrizione generale, egli passa alla comparazione tra portali simili per funzioni ed argomenti trattati, ma gestiti e portati avanti con metodi diversi: DoubleClick e Google AdWords, Britannica Online e Wikipedia, Geocities e MySpace, Ofoto e Flickr. Nel primo confronto, la differenza sta nel fatto che per avere una buona visibilità su DoubleClick, che O’Reilly considera facente parte del Web 1.0, è necessario investire di più, anche in termini di denaro rispetto a Google AdWords, dove bastano piccole quantità di denaro ed un uso intelligente delle parole chiave. Sempre su AdWords, la pubblicità è meno aggressiva e non si apre automaticamente, cosa che invece è frequente nell’altro banner. Il secondo portale poi, essendo basato sul motore di ricerca Google contiene in sé, quelle caratteristiche di condivisione, facilità d’uso e basso costo di manutenzione, tipiche dell’Internet degli ultimi anni. La seconda comparazione riguarda l’enciclopedia Britannica e Wikipedia: la prima, nata nel 1768, ad una prestigiosa versione cartacea, aggiunge una versione in DVD e dal 1994 una versione on-line, accessibile attraverso abbonamento annuale, continuamente aggiornata da esperti di vari campi scientifici. Wikipedia, invece, è un’enciclopedia libera che si può consultare e sulla quale si può aggiungere materiale nella piena condivisione; così facendo l’utente, oltre a poter usufruire del servizio fatto da altri utenti, può alimentarlo e migliorarlo attraverso l’uso delle proprie conoscenze. Nella Britannica, il materiale usufruibile non è gratuito, anche se il controllo della veridicità delle informazioni è maggiore perché è fatta da esperti, mentre su Wiki l’autorevolezza degli autori o la selezione del materiale non è così sicuro. Per la costruzione di pagine web, Geocities sembrava un colosso imbattibile sino a poco tempo fa’, ma MySpace è stato in grado di togliergli l’egemonia, grazie ad una maggiore facilità d’uso e la non necessaria conoscenza di linguaggi di programmazione come HTML. Il web 2.0 ha portato delle variazioni nel mondo dei blog e dei social network. Il fenomeno facebook, di cui si parla tanto oggi, è sicuramente positivo, perché permette di tenere contatti diretti e veloci con persone lontane o che non si vedevano da tempo; è facile da usare ed aiuta anche a pubblicizzare l’organizzazione di eventi. Il problema di uno strumento del genere, è che cambia la percezione dello spazio e del tempo da parte dell’individuo, che può crearsi una vita ed un’identità parallela a quella reale, che la persona stessa percepisce come vere.
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