Internet e televisione, uno sguardo al futuro.

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La nascita della tecnologia digitale ha segnato il passo della convergenza in ambito multimediale, con quali conseguenze? Una prima osservazione (un po’ riduttiva, ma in grado di dare una connotazione generale) ci consente di rilevare come la digitalizzazione delle informazioni ha reso possibile la fruibilità di media diversi in un unico dispositivo in grado di recepirli tutti. Le nuove tecnologie non hanno soltanto modificato il modo in cui gli utenti recepiscono le informazioni, ma hanno cambiato (e stanno cambiando) il modo di orientarsi al pubblico, da parte di chi fornisce i servizi. Una sorta di personalizzazione mediatica in cui l’utente ottiene ciò che gli interessa (e quando lo desidera), grazie a una rete bidirezionale (o multidirezionale, all’occorrenza) capace di metterlo in comunicazione diretta con chi offre il servizio.

Un esempio di convergenza, particolarmente calzante, è offerto dall’evoluzione della televisione nella direzione di internet. Nello specifico vorrei portare alla vostra attenzione due fenomeni – non necessariamente concorrenti – in grado di dare il segno di quanto detto finora: iptv e webtv.

Sotto il profilo tecnico, l’iptv (internet protocol television) consente di trasportare contenuti televisivi, compressi in un formato digitale, attraverso una connessione internet a banda larga; i dati vengono inviati da un emittente a un dispositivo (set-top box) in grado di recepirli e riprodurli su un comune apparecchio audiovisivo. Il sistema di trasmissione (a differenza della tv analogica) è bidirezionale e questo lo rende la piattaforma ideale per contenuti di tipo on-demand (a richiesta). Le conseguenze sono facilmente intuibili: l’utente può scegliere cosa vedere e quando farlo in una logica che inverte la realtà fin ora conosciuta, secondo la quale le abitudini televisive dovevano essere adeguate al palinsesto.

Attualmente, nel nostro paese, alcuni limiti alla diffusione di questa tecnologia risiedono nella copertura territoriale della banda larga (che nonostante i progressi vede tagliata fuori buona parte della popolazione) e da una cultura ancora ricca di pregiudizi verso le tecnologie legate alla rete (la casalinga di Voghera, spesso chiamata in causa nelle discussioni di questo calibro, potrebbe esclamare l’ormai celebre “è troppo complicato!”).

Quando invece parliamo di webtv ci caliamo in una realtà leggermente differente, i contenuti video sono di norma forniti tramite una pagina web e vengono trasmessi in streaming al richiedente. Questo nuovo modo di fare televisione ha già conquistato un discreto successo di pubblico e ha attirato l’attenzione di grandi nomi del settore. La tv diventa community e l’utente diventa a sua volta protagonista. Contenuti di tipo amatoriale e professionale vengono così a coesistere in una dimensione che lancia una sfida al classico modo di concepire la tv.

Quale sarà il futuro é difficile dirlo e spesso le previsioni degli esperti si sono rivelate un buco nell’acqua.

 

 

 

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Una Risposta to “Internet e televisione, uno sguardo al futuro.”

  1. quaddot Says:

    Non si può mancare una citazione del più importante lavoro svolto in Italia: Fastweb merita la palma dell’innovatore in ambito di convergenza domestica. Il proprio servizio di iptv costituisce un esempio emblematico di come si può realmente realizzare un servizio di altissimo livello, semplice, efficente e a “misura di utente”. Ricordiamo che Fastweb opera da ormai quasi un decennio: guardando a ritroso di dieci anni mi rendo conto di quale grande idea hanno avuto Scaglia e i suoi compari e il grande coraggio nell’andarla a realizzare un sogno. Purtroppo l’economia non ha dato ragione a questi personaggi audaci: come spesso accade agli innovatori, lo sforzo iniziale non è stato compensato da adeguati flussi finanziari provocando quello che è sotto gli occhi di tutti ovvero una proposta di acquisizione del pacchetto di controllo da parte di SwissCom.

    Se chi ha avuto coraggio è stato punito pur avendo fatto un buon lavoro, cosa ci aspetta nel futuro? Probabilmente ci dobbiamo aspettare un lungo periodo di sonnolenza tecnologica e un’inevitabile retrocessione miltimedialtecnologica in serie “B” rispetto agli altri paesi europei che invece stanno correndo verso reali ambiti convergenti a disposizione di tutti.

    Speriamo che sia solo pessimismo cosmico… temo di no.

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