Archive for aprile 2007

Statistiche

aprile 29, 2007

Segnalo che nella giornata di ieri, 28 aprile, il blog ha superato i 3000 visitatori.

Il blog è linkato dal sito del corso di laurea e anche (alternandosi con altri due banner) da quello di Redazione.

Quando la realtà diventa spettacolo

aprile 28, 2007

Tra poco più di un mese ricorrerà il ventiseiesimo anniversario della morte di Alfredo Rampi. Il bambino era caduto in un pozzo artesiano, largo 30 cm e lungo 80metri, sito a Vermicino, nei pressi di Roma.

Polizia e Vigili del Fuoco accorsero immediatamente sul posto. Anche una tv locale si precipitò sul luogo per registrare i primi tentativi di salvataggio.

La Rai trasmise in diretta le immagini di quei giorni, i lamenti del piccolo e le urla di dolore della madre. Era la prima volta che una vicenda del genere veniva affrontata in tal modo. Gli ascolti raggiunsero numeri da finale dei mondiali, 21 milioni di spettatori anche nelle ore notturne.

Ancora oggi, quando si parla di questo caso, non si può far a meno di ricordare il modo in cui i media decisero di trattare la notizia. Badaloni, ad esempio, ha definito l’episodio come il primo reality show della tv italiana.

In molti sostengono che Alfredino cambiò il modo di fare informazione.

Mi domando cosa spinse la Rai a progettare una diretta così lunga. La scelta fu guidata dal ritenere il caso un fatto di pubblica utilità, o dal voler sfruttare al massimo il privilegio di poter trasmettere immagini in diretta danneggiando così le tv commerciali, che ancora non disponevano di questa possibilità?

Certamente, a mio parere, dovrebbe far riflettere che una diretta così lunga non sia stata impiantata neppure per trattare fatti drammatici come la guerra del Golfo e l’attentato alle Twin Towers.

Oggi come sarebbe trattata una notizia del genere?

Non credo sinceramente che la Rai o le tv commerciali opterebbero per una diretta così estenuante. Perché la gente ormai è travolta da un cinismo spietato, o forse perché a livello di auditel si troverebbero a combattere, inutilmente, l’una contro l’altra?

Credo che già 26 anni fa l’obiettivo principale dell’informazione fosse più quello di “movere” e seguire il trend che avrebbe portato ad un picco d’ascolti , piuttosto che offrire un’informazione equilibrata sui fatti quotidiani. I.B.

Internauti a Genova

aprile 28, 2007

Oggi Palazzo Ducale ospiterà il primo Barcamp genovese. Ho letto di questa iniziativa sul Secolo XIX del 25 Aprile, in un articolo intitolato “La scuola ligure dei blogger” che mi ha incuriosito non avendo mai sentito prima il termine barcamp. L’idea di una riunione di internauti nasce in California due anni fa; in poche parole si tratta di una sorta di “campeggio” in cui le varie postazioni non sono tende, bensì computer. Possono partecipare esperti ma anche semplici curiosi, sia in qualità di spettatori che di partecipanti. Il bar camp viene infatti definito come una “non-conferenza” aperta a tutti: per intervenire basta applicare sulla grande lavagna affissa nella sala un post-it con il titolo e l’ora dell’intervento. Il primo barcamp italiano si è tenuto a Milano l’anno scorso e poco a poco la moda ha contagiato tutte le città più importanti d’ Italia, fino ad arrivare da noi, con il titolo di “ZenaCamp”. Gli organizzatori hanno anche creato un apposito sito, che offre tutte le informazioni necessarie per capire di cosa si tratta ed eventualmente partecipare: http://barcamp.org/ZenaCamp
L’articolo del Secolo proponeva anche alcuni dati interessanti sull’ utilizzo della rete in Liguria: secondo dati Istat il 30% abbondante della popolazione ligure usa Internet regolarmente; inoltre c’è una percentuale di connessione alla rete veloce superiore alla media nazionale

Blog made in India

aprile 26, 2007

Vi segnalo un articolo estratto da AsiaTimes che può risultare interessante: in India, il secondo paese su scala mondiale per popolazione, la diffusione dei blog sta seguendo un andamento esponenziale; in questo articolo ne viene sottolineata l’importanza.

Per leggerlo cliccate qui

Venerdì 11 maggio incontro con Carlo Rognoni

aprile 23, 2007

Carlo Rognoni  Venerdì 11 maggio alle 12, all’Albergo dei Poveri, incontro-seminario con Carlo Rognoni, consigliere di amministrazione Rai sul tema “Televisione: le regole del gioco”.

L’incontro è aperto a tutti gli studenti ed è obbligatorio per chi frequenta Imi.

Carlo Rognoni, nato a Parma il 2 gennaio 1942, giornalista, ha cominciato a 19 anni a “24 Ore”. Dopo due corsi ai approfondimento negli Stati Uniti, fu assunto nel 1966 da “Selezione del Readers’ Digest”, passando nel 1969 a “Panorama” di cui divenne direttore nel 1979 (fino al 1985). Ha fondato il mensile “PM, Panorama Mese”, e dal 1985 al 1987 ha diretto il settimanale “Epoca”, ricoprendo anche l’incarico di direttore editoriale per il settore dei periodici maschili della Mondadori (facendo anche parte del cda della Repubblica). Nel 1987 si è trasferito a Genova, come direttore del “Secolo XIX”, portando il quotidiano ligure al massimo di copie vendute nel 1990.

Eletto senatore nel 1992, rieletto nel 1994, dal 1994 al 2001 è stato vicepresidente del Senato. Nel 2001 è stato eletto deputato.

Dal maggio 2005 fa parte del consiglio di amministrazione della Rai.

Nel 2003 ha pubblicato “Inferno Tv – Berlusconi e la legge Gasparri” (Tropea editore), libro che, con lo stile dell’inchiesta, racconta le origini, l’iter parlamentare e le conseguenze della legge Gasparri, provvedimento di riforma del sistema radiotelevisivo.

Il bimbo-boia

aprile 23, 2007

Diffuso in questi giorni sul web e prontamente ripreso dalla carta stampata che pubblica i suoi fotogrammi, fra le sue pagine, il filmato del bambino boia in Afghanistan. Grazie a Internet, l’informazione è stata tempestiva: in Afghanistan la carriera di boia può iniziare a dodici anni. Senza voler fare un’analisi morale del fatto, metto in evidenza l’utilizzo del web per strumentalizzare un messaggio: l’assassino è un innocente. I fotogrammi ritraggono un giovane ragazzo che sembra più bambino che boia, a dir la verità, mentre giustizia un traditore con un coltello; le immagini si fermano poco prima che questo avvenga, per bontà dell’emittente che le ha diffuse, penso! L’ennesima strumentalizzazione della notizia dunque. I media si compenetrano e le notizie si moltiplicano e fra queste appare anche il bimbo-boia. Questo non è un passo avanti per l’informazione, ma oramai a questo tipo di filmati, che domani sarà già dimenticato, siamo abituati da tempo. Non interessa nemmeno sapere se sia vero o costruito (solo per fare da strumento), il messaggio è stato ricevuto e diffuso comunque.

Morti bianche: fino a quando se ne parlerà?

aprile 20, 2007

In questi giorni i media stanno trattando in modo approfondito il problema delle “morti bianche”. Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha richiamato l’attenzione su questo tema, ponendo in evidenza l’elevato numero di vittime. Come nel caso del bullismo solo oggi si richiama l’attenzione su questo dramma che in realtà è esistito fin dai tempi più remoti.

Personalmente disapprovo l’atteggiamento che i media adottano in casi di questo genere, sembra quasi che morire in un certo giorno sia più rilevante che morire in un altro. A questo punto la domanda sorge spontanea: Per quanto tempo ancora le “morti bianche” continueranno a riempire i notiziari? E quando il silenzio tornerà ad eclissare questo dramma? i.b.

TUTTI IN RETE

aprile 19, 2007

E’ uscito un articolo interessante che vi segnalo, il 14/04/2007 sul corriere della sera a proposito della banda larga e le connessioni senza fili, argomento che abbiamo affrontato a lezione ultimamente, ritengo che sia una valida tecnologia che porti grandi vantaggi ai consumatori, e che coinvolga sempre maggiori utenti.

questo il link.

Web fai-da-tutti!

aprile 19, 2007

La tendenza dei media a convergere implica la condivisione, in linea generale, cosa positiva: tutti dovrebbero ottenere qualcosa. Nel web funziona esattamente in questa maniera: le informazioni, i dati scambiati, siano essi immagini, suoni o testi, sono fruibili da tutti, in ogni momento. Ogni utente è nella posizione di condividere ciò che vuole con altri, semplicemente “mettendo” quella “cosa” sul web (creando siti, tramite blog). Oppure navigando fra una pagina e l’altra per reperire le informazioni che cerca.
Ma ora è possibile fare di più, con la tecnologia web 2.0, tutto si amplifica fino all’opportunità del fai-da-te. Creando propri contenuti, modificandoli e rimaneggiandoli. Il passo però, mi sembra molto più lungo della gamba: questa tecnologia permette anche di modificare gli altrui contenuti, vanificando, secondo me, il tentativo di comunicare messo in atto.
Ogni informazione è a disposizione e soprattutto modificabile! Si tratta di comunicazione a richiesta: in qualsiasi momento si desideri, se una connessione è disponibile è possibile ottenerla. Ne consegue immediatamente un rapido consumo di dati tramite consultazione visiva. Rimane il dubbio di quanto sia attendibile il dato trovato, ma questo è un altro problema. Inutile aggiungere che, in tale situazione, è la quantità a trionfare sulla qualità. Ed è la velocità a farla da padrona su tutto.
Nel web si è tutti sullo stesso piano, non esistono gerarchie di nessun tipo, ogni persona può essere autore di qualcosa.
Quello che mi lascia interdetta è, in tutto questo fantastico mondo della comunicazione via web (immediata e molteplice), dove si trovi l’essere umano. Indubbiamente è, esso stesso, causa del flusso di informazioni ma ciò implica, anche, che ne subisca inevitabilmente le conseguenze. Il risultato è un’imbottitura di suoni, immagini e ipertesti (che ci rimandano ad altre immagini, altri suoni e altri testi) che giungono all’utente. La mia paura è proprio questa: che non si tratti più di essere umano ma di utente: chiuso nella sua stanza con cuffie, tastiera e mouse. La comunicazione e la condivisione sono altro da questo, secondo me. Si perde il senso della comunicazione: interagire realmente; se ognuno può modificare l’altrui pensiero. Sembra questa la strada a cui conduce il web fai-da-te, la comunicazione si annulla in se stessa. Insomma, se voglio comunicare qualcosa di me al mondo, posso creare il mio sito, il mio blog ma l’eventualità che a chiunque sia permesso modificare ciò che ho fatto, non permette più che il mio scopo sia raggiunto. Le lamentele continuano e continuerò ad asserirle, perché la consapevolezza è cosa fondamentale nell’uomo. Rimane il fatto, da non sottovalutare, che ogni persona è portata a far l’abitudine a qualsiasi cosa e io ho paura che la “stanza dell’utente” sia molto più vicina di quanto non possa sperare.
Fatta l’abitudine, spero con coscienza. Rimane all’uomo doversi rapportare con il web tramite il suo essere persona. Sarò tradizionalista ma i rapporti si costruiscono e si rafforzano dal vivo.

Free download

aprile 18, 2007

La scorsa settimana a lezione si è discusso molto sul tema del download di prodotti artistici da Internet, siano essi libri, canzoni o film. Si tratta di un dibattito  molto attuale, in cui si contrappongono due schieramenti. Da un lato ci sono i sostenitori di un Internet libero e democratico, in cui gli utenti hanno il diritto di fruire gratuitamente dei prodotti che vengono immessi nella rete. Dall’altro troviamo coloro che difendono invece la tutela dei prodotti artistici e i diritti di chi li crea, cantanti, autori e registi ai quali spetta una giusta ricompensa.

Nella “Stampa” del 16 ottobre si trova un articolo intitolato “Il download va depenalizzato”, in cui viene riportata l’intervista fatta a Pietro Folena, esponente di Rifondazione Comunista e presidente della commissione parlamentare  per la cultura, in occasione del Convegno sui media digitali, promosso dalla Sinistra europea. Folena si dice favorevole alla depenalizzazione assoluta del download e contrario all’utilizzo del Drm, sul quale la Fimi (Federazione italiana industria musicale) non è disposta invece a trattare. Ciò che critica Folena è la posizione repressivo-penalistica nei confronti del download, nonché un sistema Siae che favorisce più le imprese e gli editori che gli autori delle opere. Il politico inoltre mette sul tavolo la scottante questione della privacy che, in caso di controlli volti a penalizzare il download libero, verrebbe violata, permettendo a banche e istituti di vario tipo di entrare in possesso dei dati degli utenti. Folena non si limita però soltanto alle critiche,  ma elabora anche un progetto alternativo, basato su due sistemi paralleli:

Uno in cui l’autore invia la propria opera ad una sede istituzionale, per registrarla e tutelarne la paternità creativa in modo del tutto gratuito….poi locali pubblici che non pagherebbero nulla alla Siae, perché vi si ascolterebbe solo musica gestita con la licenza Creative Commons…l’altro circuito passa invece per una Società degli Autori ed Editori riveduta e corretta, che potrebbe gestire il settore profit.”

Il sito www.lastampa.it contiene cinque interviste pubblicate da Tuttosoldi sul tema del mercato musicale in Italia.