Riflessioni sulla tematizzazione del bullismo

by

Ieri sera, mentre guardavo non ricordo quale telegiornale (forse più di uno), un paio di fatti avvenuti in questi giorni e a lungo trattati dai media mi hanno riportato alla mente avvenimenti che risalgono alla mia adolescenza.

I due argomenti a cui mi riferisco sono il suicidio del ragazzo torinese di 16 anni, preso in giro dai compagni perchè sospettato di essere omosessuale, e l’estorsione-record (9 mila euro) di alcuni quattordicenni ai danni di un coetaneo.

Negli ultimi mesi ha preso sempre più campo nel panorama dell’informazione l’argomento “scuola e bullismo”, con un brulicare di servizi che da subito hanno “puzzato” di tematizzazione (quando alcuni fatti, di per sè purtroppo sempre avvenuti, improvvisamente guadagnano punti nel processo di notiziabilità e si trasformano in tema).

Destino vuole che io sia stata spettatrice involontaria (e avrei voluto volentieri farne a meno) di due avvenimenti analoghi, ormai risalenti a  una decina di anni fa.

Un ragazzo del mio liceo, il Gabriello Chiabrera di Savona, si gettò nel vuoto proprio durante l’orario di lezione nell’aula vicino alla mia e morì poche ore dopo in ospedale. Anche alla base di quel gesto disperato pare ci fosse stata una lite con un compagno e comunque più in generale l’impossibilità -per tutta una serie di motivi che non sto qui a elencare-da parte del giovane di inserirsi nel gruppo.

Sempre in quel periodo dei giovanissimi “bulletti”(mi sembra 4 0 5) noti nel mio quartiere si erano cimentati in un’estorsone analoga (non nella cifra,comunque consistente, ma nell’intenzionalità) a quella avvenuta ieri. Questi ragazzi furono subito denunciati dal malcapitato coetaneo e ognuno di loro ha seguito l’iter tipico in questi casi (servizi sociali, lavori socialmente utili ecc…).Qualcuno è diventato una brava persona, qualcun altro è stato protagonista di reati ben più gravi negli anni successivi. 

Ricordo benissimo che il suicidio fu toccato di striscio da alcuni tg (non tutti)esclusivamente nell’edizione della sera. Dell’estorsione non parlò nessuno. Mi domando se i media nazionali farebbero la stessa cosa oggi (e credo che la domanda sia retorica).

Annunci

6 Risposte to “Riflessioni sulla tematizzazione del bullismo”

  1. nicolaimi Says:

    va detto che i trend esistono in ogni ambito delle attività umane; sarebbe strano che il mercato dei media fosse un’eccezione…ieri erano i cani mordaci, oggi il bullismo, domani chissà. Devo confessarvi che a volte però mi diverto a vedere certi servizi così artefatti, così finti…

  2. furyomori1 Says:

    Su Il Secolo XIX di ieri c’è un articolo dedicato a quanto accaduto a Savona nel 1997.

  3. carlotta Says:

    Allora ho avuto una “premonizione” perchè ieri non ho letto il Secolo XIX. Vi assicuro che è stata un’esperienza scioccante.

  4. giorgiaro Says:

    A mio avviso il fenomeno della tematizzazione è inevitabile,i trend nella società di massa sono qualcosa a cui tutti, anche involontariamente, siamo sottoposti. Pensiamo solo alla moda o a certi locali che attirano folle di gente in una stagione per poi scomparire quella successiva…il meccanismo di base è lo stesso. Comunque penso che nel fenomeno mediatico della tematizzazione non ci sia in fondo nulla di male: spesso a render importante un evento non è tanto l’evento in sé quanto il fatto che in un certo periodo ne accadono tanti dello stesso tipo. I fenomeni di bullismo c’ erano sicuramente anche in passato ma la frequenza con cui si propongono adeso è indice forse di un fenomeno più vasto e preoccupante, legato al vuoto di valori e alla “ferocia” delle nuovissime generazioni. Io ho un fratello di 15 anni che frequenta la prima liceo e guardando il suo mondo mi accorgo sempre di più di quanto sia diverso dal mio quando avevo la sua età; eppure abbiamo solo otto anni di differenza, non si può parlare di un vero gap generazionale!
    Resta però l’ipotesi che invece forse a quell’età era il mio mondo ad esser ristretto e che oggi siano i media a creare il fenomeno bullismo solo dandogli una voce che prima non aveva…io resto però fedele a quanto detto prima.

  5. marioelio Says:

    Per tematizzazione s’intende, in genere, accostare fatti diversi, lontani geograficamente e anche temporalmente tra di loro: il ragazzo di Torino, i finti “bulli” che picchiano il finto disabile, eccetera e farne un “caso” che diventa argomento di discussione prer i media e anche per l’agenda politica (appunto il presunto bullismo a scuola è diventato tale). E’ anche tematizzazione ricordare sui giornali il fatto citato da Carlotta e metterlo accanto all’episodio, avvenuto dieci anni dopo e a 150 km di distanza, di Torino.
    Con la tematizzazione, insomma, si fornisce una visione particolare (in genere distorta) della realtà, assumendo e proponendo per ripetitivo ciò che – fortunatamente – ripetitivo in genere non è.
    A me pare che la questione del bullismo facia parte soprattutto di uno degli elementi più caratteristici del processo di notiziabilità: l’adesione – quando non è costruzione – a trend (giustamente è stato citato il caso dei cani “mordaci”): mettere cioè in agenda temi apparentemente “nuovi” e proporli in modo spettacolare. Nasce una spirale di notizie che in altri momenti sarebbero state ignorate o sottovalutate.
    Divertente è anche notare come buona parte dei fatti (veri e finti) di bullismo, siano assorbiti a causa di una sorta di provincialismo culturale dei media cartacei e televisivi: in un percorso di convergenza fittizia, si prendono dei filmati su youtube e si trasformano in notizia. Sprofondando in una delle tante trappole di internet (al proposito vi ricordo: https://iminotauri.wordpress.com/2007/03/29/cercare-sul-web-cenni/), la mancanza di credibilità delle fonti. E aprendo una voragine su un altro problema del giornalismo attuale: le fonti non vengono verificate, ma qualunque cosa viene infilata nel minestrone delle “notizie”.

  6. iaietta Says:

    Personalmente credo che ciò avvenga perchè anche i media sono soggetti alle leggi del mercato, ciò che fa notizia in un determinato periodo appare del tutto privo di importanza a distanza di pochi giorni.
    Circa un anno fa siamo stati sommersi di notizie sull’aviaria, i media non fecero altro che presentare casi di morte sospette diffondendo il panico tra la gente che, improvvisamente, non acquistò più polli e quant’altro potesse essere infetto.
    Tutto ad un tratto l’argomento non fu più affrontato e sembrò quasi che quel mostro, capace di uccidere migliaia di persone, fosse stato il protagonista di un incubo.
    Credo che l’argomento “scuola-bullismo”, per quanto affrontato solo di recente dai media, sia un fatto da sempre esistito, intanto ce lo presentano come un fenomeno appartenente solo ai tempi di oggi.
    La cosa grave, a mio parere, consiste nel fatto che tra qualche mese per casi simili a quelli verificatisi nei giorni scorsi non ci sarà più spazio in alcun tg o giornale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: