Il Grande Fratello ci punisce o forse è censura?

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Un vecchio proverbio diceva”non è tutto oro quello che luccica” e purtroppo questo detto vale anche per Internet.

Che il Web non fosse proprio il paese dei balocchi dove tutto è a disposizione di tutti e regna sovrana la libertà di pensiero già l’avevo capito ma curiosando un pò sul sito di “Reporter Senza Frontiere” si possono conoscere realtà sconvolgenti.

A Febbraio è infatti uscito il nuovo rapporto sulla libertà di stampa per l’anno 2007 : il documento è suddiviso per aree geografiche e analizza ogni stato descivendone la situazione politica e sociale e denunciando l’operato della censura che va a colpire i media in genere. Nulla di sorprendente quindi finchè si và a leggere la scheda della Birmania dove chiunque abbia un modem senza autorizzazione viene condannato dalla Costituzione con una pena che va dai 7 ai 15 anni di carcere; oppure dell’Arabia Saudita o dei Paesi arabi in generale dove Internet è considerato un veicolo di informazione contraria all’Islam e dannoso alla società. Qualche perplessità in più sorge poi  constatando che su 186 Paesi in tutto il mondo, almeno 66 sono sottoposti a censure o a controlli in generale sui media e che di questi “sorvegliati speciali” 9 sono nel continente europeo.

In Bielorussia una legge approvata dal Parlamento di Minsk impone controlli agli Internet caffè obbligando i gestori a spiare gli utenti e a segnalare alla Polizia la fruizione di contenuti sospetti; inoltre i Provider sono obbligati ad oscurare siti anti-governativi o erotici ed i possessori di modem hanno obbligo di conservare i log per 12 mesi.

La situazione non è di certo migliore in Turchia, Paese candidato all’Unione europea, dove l’articolo 301 del Codice Penale punisce per vilipendio alla turchicità ( concetto per altro molto vago in cui possono rientrare le azioni più svariate) qualunque atto e specialmente quelli trasmessi attraverso la rete. Proprio per questa ragione recentemente è stato oscurato il sito di youtube colpevole di offendere Ataturk e l’integralismo islamico.

Tra i Paesi asiatici il caso più ecclatante è certamente quello della Cina, che RSF segnala tra i 15 nemici mondiali di Internet, qui dal 2006 è aumentata la censura governativa con accuse penali per i giornalisti . Inoltre Microsoft,Yahoo e Google pur di conservare una fetta del mercato cinese accettano la censura che li ha obbligati ad eliminare alcuni termini dai loro motori di ricerca diventando così complici di chi cerca di oscurare la libertà di pensiero. Ad oggi in Cina ci sono almeno 60 cyber dissidenti in prigione.

Neppure la patria della libertà passa esente dal velo della censura: mascherati da metodi per tutelare dei minori anche in Australia esistono sottili sistemi di controllo, simili alle intercettazioni telefoniche, che permettono al Governo di identificare gli IP dei “pensatori pericolsi” costringendo gli autori ad una vera e propria auto-censura dei contenuti pur di non incorrere in sanzioni.

La censura, di certo, non si preoccupa delle conseguenze: in Siria, ad esempio, è stato oscurato il sito ” Blogsbat” che conteneva oltre 50 milioni di blog personali, producendo così una grave perdita di informazioni e contatti per gli utenti siriani. Caso analogo è riscontrabile anche nei Paesi arabi dove Internet vive grazie ad un pubblico giovane che lo considera un mezzo per aprire i propri confini e comunicare con il mondo, anche se questo gli risponde oscurando interi siti e decine di milioni di blog.

Il quadro proposto da Reporter Senza Frontiere potrebbe continuare all’infinito senza purtroppo segnalare realtà un pò più incoraggianti: di fatto la censura esiste , e non solo in zone limite , forse è venuto il tempo di chiamarla col suo vero nome e smettere di credere che il Grande Fratello sia un’invenzione, “Lui” c’è, ci punisce e quel che è peggio è che spesso siamo stati noi a dargli potere!

Maggiori informazioni sul contenuto della mia riflessione si trovano all’indirizzo : http://www.rsf.org/ nella sezione “Annual report 2007”.

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3 Risposte to “Il Grande Fratello ci punisce o forse è censura?”

  1. Furyo Mori Says:

    Curioso che i turchi abbiano oscurato “youtube” per anti-kemalismo e anti-integralismo islamico: i due concetti sono antitetici come i recenti accadimenti dimostrano…

  2. nicolaimi Says:

    nel dubbio, hanno oscurato per entrambi i motivi… tipico della mentalità turca: evitare ditinzioni. Guarda i bagni alla turca: non sono nè per uomini, nè per donne..sono per tutti, senza distinzioni…

  3. Furyo Mori Says:

    Beh, questo significa che è una società che non fa discriminazioni però…

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