Le affissioni telematiche

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A pochi giorni dalle elezioni è a mio avviso utile porsi una domanda: che valore aggiunto porta internet alla politica? E la politica ad internet? L’avere un proprio sito è ormai diventato un trend, una moda. Se poi ci si candida alle elezioni, agli occhi dei più il non essere aggiornato coi tempi rischia di essere un fatale errore a cui bisogna porre rimedio. E così nei pochi giorni che precedono la tornata elettorale fioriscono siti internet come margherite a primavera. Una grafica accattivante, un bel conto alla rovescia e una sezione dedicata al download di noiosissimi programmi sono quello che ci vuole per fare una bella figura tra i cyber-elettori. Il punto è: dal punto di vista comunicativo cosa c’è di così innovativo? La maggior parte dei siti internet sorti in questi giorni si presentano semplicemente come una vetrinetta, uno spazio pubblicitario sterile e morto già in principio. Si percepisce da subito l’idea che allo scadere delle elezioni tutto verrà rimosso o, ancor peggio, lasciato al proprio destino. Non si da idea di continuità, si usa la rete come fosse uno spazio dedicato alle affissioni con l’unico vantaggio di non sprecare carta e collante. Tanti faccioni e pochi contenuti. Non voglio inalberarmi su discorsi del tipo la politica è autoreferenziale, non penso sia la sede opportuna. Ritengo però che nell’era della multimedialità si potrebbe pensare ad un diverso modo di coinvolgimento dell’elettorato che esuli dalla classica affissione cartacea o telematica che sia.

Giusto per farsi un’idea:

www.massimochiesa.it  Massimo Chiesa, candidato l’Italia di Mezzo

www.mussosindaco.it , il sito per la candidatura alle elezioni comunali

http://www.movpartecipazione.it/altre/trombetta.aspx  Michelangelo Trombetta, candidato di Pigreco

 

www.genovaperblog.it, agorà virtuale genovese per sostenere la candidatura alle elezioni comunali

 

http://www.mil2002.org/ea2007/ge_comune.htm  Federica Sattanino, pagina personale nel sito M.I.L.

paolocortesi.blogspot.com Paolo Cortesi (Ulivo)

www.alessandroarvigo.eu Alessandro Arvigo (Lista civica La nuova stagione)

www.paolocasalino.it Paolo Casalino (Udc)

http://www.sergiomaifredi.eu  Sergio Maifredi (Cdl)

http://www.gianfrancotiezzi.it  Gianfranco Tiezzi (Ulivo)

www.dellabianca.net Raffaella Della Bianca (FI)

fedepico.

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8 Risposte to “Le affissioni telematiche”

  1. nicolaimi Says:

    é un grande classico il fiorire di iniziative interessanti sotto campagna elettorale, e il ricorso al web ne è la versione anni 2000…

    Dando un’occhiata ai siti che hai indicizzato, ho notato che molti hanno comunque spazi per fare interagire il navigatore (potenziale elettore), cosa che almeno sulla carta risulta interessante. Purtroppo l’efficenza è discutibile. Quale può essere infatti il target dei siti politici elettorali? soprattutto, che percentuale di popolazione può realmente accedervi in maniera utile (andare in un e-point non si può considerare utile, e penso che in pochi ci vadano per sfogliare propagande virtuali)?

    il problema di questo potente mezzo rimane sempre lo stesso: siamo pochi ad avvallerci del web come fonte di informazioni… fino a che le cose saranno così, dal mio punto di vista, l’interazione politica on line tra elettori e candidati/eletti rimarrà solamente strumentale alle urne…

    il dramma è che il digital divide non sembra essere nelle agende politiche del paese…

  2. muscolicchio Says:

    Il fatto che in ogni sito compaia una sezione “contattami” non significa che si voglia o si possa interagire con i propri e-lettori. Sono molto scettico sul voler instaurare un dialogo con la cittadinanza a dieci giorni dal voto. Il problema del digital divide è senza ombra di dubbio realistico ma il punto è a mio parere un altro. Quanto sono realmente interessati i candidati/eletti a creare una rete di comunicazione diretta e continuativa con il proprio elettorato? Ai webmasters l’ardua sentenza…

  3. marioelio Says:

    Però, oltre a indicare un po’ di siti, non sarebbe stato (o non sarà) carino analizzarne qualcuno proprio sulla base dei concetti che state esprimendo in questo dibattito?

  4. Furyo Mori Says:

    A mio modesto avviso, perdonatemi ma ho smesso di credere nella democrazia rappresentativa da tempo, i siti internet dei politici sono un altro modo, sicuramente meno invasivo di altri, per accaparrarsi il voto dei cittadini. Come avete detto è ben difficile che si instauri un dialogo, e anche se fosse? Come dicono a Genova, lo dico in italiano dato che non so il genovese, “Digli di sì che è contento”; cioè si fa presto ad ascoltare le proposte dei cittadini, ma poi a metterle in atto? Fra di loro i politici sono sempre a litigare anche per la più piccola sciocchezza per dimostrare che le differenze tra i vari partiti esistono. Per la più piccola soggettività politica che possa portare qualche seggio sono disposti a fare i capricci per nulla, mentre con gli elettori (o potenziali tali) sono spesso concilianti, ma poi? Se i siti internet rappresentano la nuova frontiera dell'”incantamento di serpenti”, allora che se li tengano!

  5. nicolaimi Says:

    purtroppo non siamo più in una democrazia rappresentativa, ma bensì delegativa: deleghiamo le decisioni ad uno piuttosto che ad un altro.

    Ma se la situazione è così da tanto tempo, non è detto che non si possa cambiare. Volenti o nolenti siamo in un’epoca dove la massificazione dell’individuo ha raggiunto gli apici, ma anche le possibilità comunicative, inedito della storia dell’uomo. Abbiamo strumenti formidabili, ma ci lasciamo distrarre da moltissime “caramelle” moderne…

    abbiamo grandi strumenti, usiamoli alla grande…basta una breccia, e la diga crolla da sola…

  6. Furyo Mori Says:

    Purtroppo non credo che la via verso la democrazia “decisionale” sia così semplice. Il discorso è lungo, ma la colpa non è solo di chi detiene il potere, ma soprattutto dei cittadini-sudditi. E comunque penso resterà l’ennesima bella utopia fissata nel mondo delle idee…

  7. marioelio Says:

    Quanti “purtroppo”, ragazzi.
    Il problema non sarà che non si è ancora inventato nulla di meglio della democrazia? Con tutte le sue deviazioni, i suoi costi assurdi (in Italia), i suoi limiti.
    Forse basterebbe che la “partecipazione”, anzichè uno slogan preelettorale fosse un modo di “starci dentro”. O no?

  8. Furyo Mori Says:

    La democrazia rappresentativa odierna non è più quella di quando è nata, perlomeno in Italia. La carica ideale che animava i partiti (di tutte le estrazioni) e la popolazione non esiste più, senza contare che lo scenario è cambiato. Per quanto si possa eleggere un governo, c’è sempre qualche altra categoria che tiene banco nelle decisioni, mi riferisco in particolare alla finanza. I membri dei CDA delle varie aziende non possono essere eletti dalla popolazione, eppure incidono sulle loro vite. I politici fanno a gara per seguirli e nel contempo intontiscono le persone offrendo un grado di istruzione sempre più basso per far loro porre sempre meno domande e usando i mezzi di comunicazione in modo da tale da occupare la testa con idiozie.
    La democrazia rappresentativa – perlomeno questa – è il male minore, ma pur sempre un male.

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