Archive for giugno 2007

Quando il giornalismo si ribella.

giugno 30, 2007

Tv verità o l’ennesima sceneggiata costruita a tavolino? Quando è il buon vecchio scatolotto a raccontarci queste cose è sempre difficile capire e il più delle volte non ci si azzecca.

Verità o messa in scena … credo che quanto accaduto in apertura del telegiornale di MSNBC possa racchiudere in se un valore simbolico. La giornalista statiunitense Mika Brzezinski si è rifiutata in diretta di aprire il notiziario con l’ennesima notizia sulle avventure (disavventure, rompiventure) di Paris Hilton, l’ereditiera più gossippata degli utlimi tempi.

Il gesto forse un po’troppo teatrale di stracciare i fogli contenenti la notizia mi mette il dubbio sulla sua genuinità … tuttavia, come non essere d’accordo con Mika? Non trovate anche voi che il mondo dell’informazione stia tendendo un po’ troppo al sensazionalismo e alla frivolezza? Sono veramente queste le notizie che la gente vuole sentire?

Un caso di phishing originale

giugno 30, 2007

Due giorni fa sul sito di Repubblica è stato pubblicato un articolo su un nuovo caso di phishing. Questa volta non si trattava però delle solite truffe in cui qualche hacker si fa passare per un ente pubblico o un’organizzazione, ma di un piano molto più originale e diabolico, di cui son stati segnalati numerosissimi casi, specialmente in Inghilterra. All’utente viene inviata una e-mail anonima nella quale un misterioso sicario dice di essere stato pagato da un suo conoscente per ucciderlo. A chi riceve questa mail non rimane altra scelta che pagare il “sicario” per non portare a termine la sua missione. Dato che inizialmente in molti han preso la mail come uno scherzo di cattivo gusto, chi ha architettato il piano contattava nuovamente ogni utente dopo un paio di settimane, mettendolo con le spalle almuro…a questo punto in molti ha preso il sopravvento l’angoscia spingendoli a pagare. Altri, più accorti, hanno segnalato il caso alla polizia che dopo svariate indagini ha smascherato la truffa.

Bisogna ammettere che si tratta di un piano originale e ben architettato, ma mi sembra impossibile pensare che così tante persone non si siano accorte che fosse solo un caso di phishing; possibile avere così tanta fiducia in tutto quello che si trova sul web da pagare cifre di denaro esorbitanti???

TV e divano: un connubio lungo e duraturo

giugno 29, 2007

Videofonini, Tvfonini e telefonini che preparano il caffè.
Questo è lo scenario che si presenta davanti agli occhi dei molti che il telefono l’hanno sempre usato per telefonare e non sanno che farsene di un telefonino con mille altre funzionalità.
Un mercato, quello dei super telefonini, certamente in espansione ma che, a dire il vero, stenta ad esplodere.
Alcuni sposano la teoria di interfacce troppo complesse per l’utenza di massa, altri denunciano prezzi troppo onerosi per le tasche dei più.
Ma se fosse solo una questione di postura?
Mi spiego meglio. Ciascun mezzo di comunicazione ha una propria modalità di fruizione, in una certa fascia oraria e con risvolti sociali differenti da media a media.
Se si pensa ad una televisione la si associa intuitivamente ad un divano. Il pc invece ad una scrivania. Cambia la postura, insomma.
Quanti dopo aver visto un bellissimo film al pc pensano che alla televisione sarebbe stata tutta un’altra cosa? Eppure l’impianto stereo è lo stesso, se non migliore; stessa cosa vale per la scheda video.
E se anche mettessimo lo schermo del pc davanti al divano, forse, non rimarremmo soddisfatti. Se voglio guardare un film lo voglio guardare alla tv o al cinema. Punto e basta.
Che dire poi del telefono?
Siamo cresciuti con la telefonia fissa: telefono comodamente posizionato sul mobiletto in ingresso e uno affianco al letto per i più pigri. Insomma la staticità fatta a telefono.
Il cellulare, invece, intuitivamente ha sempre dato l’idea di movimento. Chiamare su un telefonino significa nella maggior parte dei casi contattare una persona che sta facendo altro, che è per strada nel baccano del traffico o in una riunione importante di lavoro. Quindi? Facile. Telefonate brevi, incisive e dinamiche.
Se poi si vuole sapere come stanno i bambini e parlare mezzora di ragazze e di sport si chiamerà a casa la sera.
Il cordless ha però in un certo senso cambiato le nostre abitudini: ci ha allenati ad avere telefonate dinamiche anche con l’apparecchio di casa. Spesso si va in bagno, si fa da mangiare o giardinaggio, il risultato è che oramai nessuno sta più fermo mentre parla al telefono.
Ciò presumibilmente significa che la tanto decantata convergenza fisso-mobile potrebbe in effetti svilupparsi con rapidità, poiché non va a rivoluzionare in toto il modo di rapportarsi con il mezzo di comunicazione.
Se però i telefonini di ultima generazione annunciano mirabolanti opportunità come navigare in internet, guardare la televisione, telefonare, scrivere mail e quant’altro, la casalinga di Voghera si tira indietro. Perché rinunciare alla riunione di famiglia davanti al telegiornale? Che utilità ha guardare un programma tv sull’autobus o in coda al supermercato?
Che dire infine degli ormai malandati giornali cartacei?
Se si riflette, non è un caso che le tirature maggiori si abbiano la domenica. Con calma infatti ci si reca dall’edicolante si prende il proprio quotidiano e da seduti lo si sfoglia pagina per pagina. E guai a chi osa disturbare.
Quand’anche i giornali on line siano sempre più aggiornati, precisi e scrupolosi, un conto è l’utilità intrinseca al gesto, un altro è il puro piacere di informarsi.
Per dirla come una famosa pubblicità: telefonino d’ultima generazione 400€ con Mastercard. L’essere aggiornato in qualsiasi momento ed in qualsiasi luogo dal proprio cellulare 19€ al mese con Mastercard. Il piacere di sedersi e sfogliare il proprio quotidiano per il solo gusto di farlo non ha prezzo.
Ogni media ha dunque una sua ritualità, una postura di fruizione e ci vuole tanto, troppo tempo, per cambiare le proprie abitudini.
La fusione di tutti i media in un’unica appliance può avere la sua praticità, ma per molti, non intenzionati a cambiare i propri piccoli gesti quotidiani, risulta un di più, un lusso che non vogliono permettersi.
Tutti i mezzi di comunicazione, in realtà, non sono fatti di sola tecnologia, ma sono contornati anche da calore umano, da gesti, da ricordi e sensazioni.
Il supertelefonino è visto con diffidenza anche per questo motivo.
Il mercato della convergenza mediatica, o meglio della fusione, dovrebbe senza ombra di dubbio tenerne conto.

Primocanale: la tv all’avanguardia

giugno 25, 2007

www.primocanale.it non è solo un sito che presenta un’emittente locale ma, a ben vedere, rappresenta un buon esempio di convergenza mediatica dove internet e televisione si fondono uno nell’altra senza distinguerne più i confini.
Appena si accede al sito si viene accolti dalla tv in streaming: con due o tre secondi di differita viene presentato il regolare palinsesto.
Navigando ulteriormente si arriva alla sezione dedicata alle cosiddette video news: un ricco archivio di servizi giornalistici che in un certo senso può essere assimilato ad una tv on demand dove ciascuno guarda ciò che più gli interessa nel momento in cui lo gradisce.
L’utente non è più condizionato al palinsesto, ma è lui stesso a crearselo attivamente.
Infine, fiore all’occhiello, la sezione dedicata ai blog. Qui, attraverso una serie di rubriche, gli utenti possono leggere e commentare i post messi in rete dai singoli giornalisti.
L’impressione è quella di una sorta di community attenta e giudice dei fatti cittadini. Ma forse è qualcosa di più.
Un nuovo modo di fare giornalismo, una tv maggiormente attenta alle esigenze e agli usi degli ascoltatori o semplicemente un’operazione di marketing?
A ben vedere l’esempio del portale di Primocanale rappresenta un esperimento ben riuscito di informazione multimediale. Non ci si limita a trasmettere in streaming le trasmissioni regolarmente trasmesse via etere, ma si va creando un giornalismo adattabile ad ogni mezzo di comunicazione che si sceglie di utilizzare.
Multimedialità, precisione e immediatezza sono le parole d’ordine.
L’introduzione del Tg55 (una serie di lanci di agenzia trasmessa al cinquantacinquesimo minuto di ogni ora) ne è una testimonianza. Un escamotage, questo, preso dalle radio interamente dedicate all’informazione dove ciclicamente si alternano seguendo un ordine temporale ben definito notizie, aggiornamenti, commenti e spazi pubblicitari.
I radioascoltatori sono più instabili, difficilmente si soffermano su una trasmissione per più di mezz’ora e così il palinsesto si adegua, creando ciclicità al fine di accontentare tutti.
Stessa cosa avviene per gli utenti di una tv via Internet.
Per quanto Tg55 sia trasmesso in diretta sul proprio televisore, appare evidente che il pubblico a cui si è pensato in fase di progettazione è stato piuttosto quello frettoloso quanto esigente di Internet. Si può dunque chiamare ancora Primocanale una semplice emittente locale?

L’ultima bassezza della nostra tv nazionale

giugno 19, 2007

Solo una domanda: cosa ne pensate della fiction trasmessa ieri da mediaset sulla strage di Erba? Io sinceramente da un giornalista come Mentana non me lo sarei aspettato (anche se già qualche puntata di Matrix aveva affrontato temi fin troppo “leggeri” e di intrattenimento). La notizia raccontata in questo modo, invece che con un approfondimento o un dibattito, farà sicuramente più audience ma che squallore…

Ancora un po’ di ipertesto

giugno 12, 2007

Vi segnalo tre siti che riguardano argomenti di cui abbiamo discusso durante le prime lezioni del corso.

Il primo, molto dettagliato e purtroppo in spagnolo (tuttavia si capisce abbastanza), è stato dedicato a Luis Bunuel nel 2000, in occasione del centenario della nascita di questo irriverente artista (regista mi sembra limitativo) di origine aragonese – ma madrileno di adozione – le cui pellicole hanno un andamento molto ipertestuale e non lineare sia nella trama sia nei dialoghi, basandosi tutto il surrealismo (movimento di cui Bunuel faceva parte insieme, tra gli altri, a Salvador Dalì) sulle libere associazioni di pensiero.

Il secondo – questa volta in italiano – racconta tutto quello che si può voler sapere su quel ragazzaccio di Tarantino. Non solo biografia e trame dei film, ma anche curiosità appunto più “ipertestuali”, come per esempio le centinaia di citazioni che costellano e caratterizzano tutte le pellicole del giovane (oddio, ormai neanche più di tanto) regista americano . Per esempio lo sapevate che possono essere di tre tipi? Orientali, occidentali e autocitazioni (quelle che, personalmente, mi piacciono e mi divertono di più).

Infine il sito della Società Filosofica Italiana, che ha una ricca pagina dedicata agli ipertesti. Oltre a Nietzsche, Schopenhauer, Platone e molti altri, c’è anche una pagina dedicata all’ipertesto nel cinema con molti spunti interessanti, trai quali un parallelismo tra Kurosawa e Pirandello.

Proposta indecente

giugno 11, 2007

Vi segnalo un articolo riguardante La7, pubblicato sulla Stampa venerdì 8 giugno; si tratta di una curiosa e provocatoria “proposta” di Antonio Campo Dell’Orto, amministratore delegato della Telecom Italia Media. L’idea – molto improbabile se non irrealizzabile – è quella di creare (ribattenzando La7) una “Rai 4”, più meritevole del canone perchè “si fa carico delle esigenze del servizio pubblico “, pur operando in una realtà molto meno fastosa di quelle Rai e Mediaset.

Dal canto mio, considero questa rete solitaria molto più nelle mie corde rispetto alle altre 6 messe insieme, nelle quali da troppi anni ormai domina sia il cattivo gusto sia il livellamento. I tanto citati reality sono soltanto la punta dell’iceberg: anche la maggior parte delle trasmissioni di approfondimento giornalistico non riesco più a seguirle dall’inizio alla fine. Trovo La7 una rete molto più “elegante” (se così si può definire un’emittente televisiva) non solo nei contenuti, ma anche nella fattura, e il tutto è possibile anche con una disponibilità economica più contenuta. Tanti bei film non per forza in prima tv, Otto e mezzo e L’infedele, interviste più leggere – ma spesso piacevoli – come quelle di Daria Bignardi, Chiambretti e la new entry Paolini, documentari: mi sembra ce ne sia un po’ per tutti i gusti. Purtroppo io posso monitorare poco il palinsesto, perchè nella casa dove vivo in affitto a Genova La7 non si vede (e un po’ mi manca). Mi hanno detto che i reality ci sono anche lì; in uno di dubbio gusto pare che tate esperte tipo Mary Poppins si ritrovino alle prese con piccoli “bambini-demoni” e tentino di redimerli in 7 giorni. Però un giorno alle 4 del pomeriggio ero davanti alla tv intenta nello zapping…e a Maria De Filippi, Cucuzza, cartoni animati con animali gialli che ricordano vagamente conigli (un Lupin – lo confesso – me lo sarei guardato!) o telenovelas che sanno di naftalina, ho preferito un documentario sulla storia del gelato senza tante pretese, ma ben fatto, con documentazioni storiche, immagini risalenti a molti secoli fa e simpatici aneddoti: lo trasmetteva “Rai4″…ops, La7, un lapsus.   

 Ecco l’articolo della Stampa    

Il phishing della protesta

giugno 8, 2007

L’accusa inoltrata alla Polizia Postale è chiara: si tratta di phishing.

Per essere più chiari, si tratta di un sistema illegale che sfrutta la somiglianza grafica e contenutistica di portali web di istituzioni e grandi aziende per raggirare i visitatori, generalmente per raccogliere dati sensibili come le informazioni sulla propria carta di credito o accessi ad account bancari.

In questo caso però l’intento era diverso: ironizzare e far riflettere sul sistema dei crediti formativi, annunciando una vera e propria caccia al tesoro per trovare all’interno delle strutture universitarie bollini valenti un credito formativo.

Questo il senso di un’iniziativa portata a termine da alcuni studenti dell’Università di Bologna.

Questi, sotto il nome di “Gianfranco Pepone”, hanno acquistato un dominio simile a quello di Ateneo ed hanno creato nello spazio web annesso una home page graficamente identica a quella del Portale.

Il sito-clone annunciava, però, una simpatica iniziativa dell’Università di Bologna: cercando tra banchi, sedie e bacheche delle strutture di Facoltà, gli studenti avrebbero potuto trovare “bollini” del valore di un credito formativo e registrarli tra i crediti liberi o a scelta nel piano di studi. Il tutto semplicemente presentandosi in segreteria entro il 15 giugno e richiedendone la modulistica necessaria.

Un modo come un altro per far riflettere.

Tutto all’interno della facoltà si trasforma in crediti: Stage creditizzati, seminari creditizzati, parole e pagine creditizzate.

Ogni cosa ha un prezzo, come se il sapere fosse quantificabile.

E allora perché non organizzare una bella offerta (formativa) promozionale?

La somiglianza grafica del sito fasullo poteva effettivamente trarre in inganno: un caso perfettamente riuscito di phishing. Ma la credulità degli studenti, in coda per farsi registrare i “bollini da un credito”, fa riflettere sullo stato attuale dell’Università Italiana. L’offerta “Ti regaliamo un credito” risulta in fin dei conti credibile, in piena sintonia con la mercificazione del sapere in atto da diverso tempo in tutte le Università italiane. E in fondo la “Latte Oro” queste operazioni di marketing le attua già da diverso tempo…

 

Il Sito clone della protesta studentesca

Il sito ufficiale dell’ateneo Bolognese

La convergenza fisso-mobile: un mercato tutto da sfruttare

giugno 7, 2007

Il consiglio dell’Autorità per le Comunicazioni ha approvato uno schema di provvedimento che in pratica liberalizza i prodotti fisso-mobile di Telecom Italia e Vodafone. Una volta acquisiti i pareri dell’Antitrust e della Ue, si darà pertanto inizio all’effettiva commercializzazione dei due servizi, senza più limiti di utenza coinvolta.

Lo schema di provvedimento adottato mette fine ad una lunga successione di eventi che ha visto i due operatori al centro di un duro scontro, con tanto di ricorsi alla magistratura.

Nello specifico le due offerte Vodafone/Telecom fotografano dal punto di vista tecnico due differenti sfumature del concetto di convergenza fisso-mobile, accomunate però da un unico risultato: entrambe rincorrono l’obiettivo di consentire all’utente una soluzione del tipo “un telefono e un numero”.

 

Segnalo a questo proposito un articolo del  quotidiano “Punto Informatico”

 

Basta! Mi rifaccio una vita…

giugno 5, 2007

Second Life, ne avete mai sentito parlare?

Si tratta di una comunità virtuale tridimensionale online creata nel 2003 dalla società americana Linden Lab.

L’architettura è quella di un mondo basato su ambienti, aree e terre di diverso genere. Ogni area geografica gira su una singola applicazione software chiamata simulator o “sim”.

 

L’accesso avviene attraverso un software client gratuito (solo all’inizio…) previa registrazione di un account basic.

Basta inserire i dati anagrafici e selezionare l’aspetto del proprio personaggio e si è subito catapultati nell’iperrealtà.

Una volta entrati, ognuno è libero di girare liberamente attraverso le ambientazioni create ad hoc dagli altri utenti e, soprattutto, può fare tutto ciò che gli è di gradimento.

Ti va di ballare? Balla. Vuoi conoscere la biondina sullo sfondo? Basta presentarsi e il gioco è fatto. Insomma, una seconda vita da architettare a piacimento.  

 Ad oggi ”vivono” nel mondo di Second Life oltre 6 milioni di utenti di tutto il globo, e ciò che differenzia “Second Life” dai consueti giochi 3D online è che ogni personaggio che prende parte alla “seconda vita” corrisponde ad un reale giocatore.

Gli incontri tra personaggi si configurano dunque come reali scambi tra esseri umani attraverso la mediazione “figurata” degli avatar. Tutto come nel mondo reale, o quasi. 

 

Ma è corretto considerarlo solo un giochino, un passatempo per interagire con migliaia di altre persone? Non tutti la pensano così.

Società hi-tech, come Sony, Sun Microsystems e Intel hanno pensato di predisporre negozi virtuali (sapientemente linkati a siti di negozi reali) e di organizzare eventi in Second Life.

La stessa cosa hanno fatto anche aziende più tradizionali ma rivolte ad un target giovane come Toyota, Nissan, Reebok e Adidas, sempre alla ricerca di nuovi modi per avvicinare i consumatori delle nuove generazioni, anche solo in forma virtuale.
La Intel ha organizzato la
conferenza stampa di presentazione del suo nuovo processore nel suo negozio virtuale.

E c’è chi nel mondo virtuale ha trovato un modo per arricchirsi.

Reuben Steiger ha addirittura lanciato una propria azienda virtuale, la Millionsofus.

Il suo lavoro è quello di consulente di marketing per grossi clienti. Ogni giorno qualche importante azienda apre un proprio quartier generale in Second Life, per farsi pubblicità.

Ebbene, aiutare le aziende a interfacciarsi con questo nuovo mondo sembra essere remunerativo: solo nel 2007, Steiger prevede di guadagnare sei milioni di dollari.

In fin dei conti, quando si parla di denaro conviene lasciare la virtualità un attimo da parte…