Cani in affitto.

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Probabilmente qualcuno penserà che questa sia la mia solita invettiva contro un mondo dell’informazione tendente sempre più al futile sensazionalismo; in realtà questa volta vorrei soffermarmi sull’aspetto sociale (a dire il vero un po’inquietante) collegato alla “notizia” stessa.

Ieri sera il tg2 riportava un servizio sulla nuova moda-business proveniente dagli USA, il “cane in affitto”. La nuova attività consente infatti – a chi ne fosse interessato – di noleggiare il “miglior amico dell’uomo” per un tempo determinato, alla stregua di un qualsiasi altro bene di consumo.

Io penso che per chi come me ama gli animali, un cane sia un compagno per la vita e non un oggetto, uno status symbol da far sfilare per le strade per gratificazione personale. Non credo nemmeno che un vero amante degli animali (ma che per motivi di varia natura non può averne con se) possa sentirsi soddisfatto da una soluzione come quella proposta … eppure ecco nascere un business e ciò può implicare una sola cosa, esiste una domanda.

Ciò che si prospetta (se già non è così) è un futuro in cui i cani saranno considerati definitivamente oggetti pret-a-porter ???

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6 Risposte to “Cani in affitto.”

  1. marioelio Says:

    ma a quale scopo uno prende un cane in affitto?
    e da chi?
    (se mi rispondete, magari affitto il mio…)
    🙂

  2. Valen Says:

    Qua l’articolo come riportato dalla Stampa.

    Stento a trovare un senso alle motivazioni sull’utilità di questa attività, ma ciò che mi preoccupa di più è il fatto che il business sembra andare a gonfie vele.
    Trovo invece più plausibili le osservazioni avanzate dai veterinari:

    polemiche ed a sollevarle sono stati veterinari come Melissa Bain, dell’Università di California a Davis, secondo la quale «non è detto che per tutti i cani sia positivo cambiare frequentemente padrone, anzi si possono causare anche conseguenze molto negative per la loro psiche»

  3. nicolaimi Says:

    una sorta di prostituzione…

  4. carlotta Says:

    A parte l’ultima “trovata” americana, per la quale mi sembra più che sufficiente la lapidaria ed esauriente considerazione di nicolaimi (con la piccola differenza che un essere umano può scegliere di prostituirsi, un cane no…), colgo l’occasione per farvi conoscere un’altra squallida figura del mondo della “cinofilia”: l’handler. Si tratta di una persona pagata per portare i cani degli altri alle esposizioni e farli diventare campioni, soprattutto grazie alle giuste conoscenze nell’ambiente e all’assiduità con cui frequenta le passerelle rispetto alla gente che
    ha anche – per fortuna – altro da fare nella vita.
    L’handler di solito possiede un’automobile di grandi dimensioni e innumerevoli gabbie
    dove mette i poveri animali anche per molte ore, portandoli su e giù per l’Italia tutti i week end. Premesso che io non affiderei il mio levriero a un simile individuo neanche per un minuto, conosco invece molte persone che consegnano il proprio animale per più di un anno e pagando anche parecchio. Non finisce qui: se il bassotto, pastore tedesco, terrier o quant’altro è stato affidato all’handler ritorna indietro senza un titolo, questi irreprensibili proprietari cominciano a prodigarsi per cercare un nuovo padrone al povero animale, che magari è bellissimo, ma ha gli occhi troppo chiari, la dentatura irregolare o qualche centimetro in più rispetto allo standard ufficiale. E così, nel giro di due/tre anni, un cane di razza si ritrova a cambiare casa per almeno quattro volte, con tutti i disturbi psico-fisici che ne possono derivare.
    Con il risultato che l’ultimo proprietario-
    quello più “di cuore”che se ne frega dei ring d’onore e delle coccarde appese alle pareti – avrà il difficile compito di restuire un equilibrio all’animale adottato, per troppo tempo vittima dei capricci di noi esseri “umani”.
    Come vedete gli americani ne pensano sempre una più del diavolo, ma anche noi europei non scherziamo…

  5. isabellapuma Says:

    A proposito di cani e del loro uso strumentale, mi viene in mente la moda nata negli Stati Uniti tra le attrici ed i personaggi famosi di farsi fotografare e riprendere in qualsiasi luogo pubblico con i loro minuscoli cani. Da qui è nata la moda anche in Italia di sfoggiare con sè questi cagnolini perchè è “trendy” e fa tendenza.
    Penso che uno status symbolo dovrebbe limitarsi ad oggetti materiali e non coinvolgere anche gli animali. E poi si sa, le mode sono passeggere: forse la prossima stagione userà sfoggiare cani taglia gigante…

  6. Leon Says:

    bene trovare in rete persone sane di mente ….. possiedo un cavalier king charles da + di 5 anni e per uno scherzo del destino dopo un anno finii nel “girone dantesco” delle expo.
    essendoci capitato per sbaglio ho sempre mantenuto un approccio non maniacale alla cosa non dovendo sfoggiare premi coccarde con nessuno,ho conosciuto ottime persone,ottimi allevatori “pochi” alcuni professionisti del ring. beh dopo 4 anni di expo anche all’estero e conoscendo quasi tutti devo ammettere che da privato si contano sulle dita della mano gli handler a cui affiderei il mio Leon, non dico che sia colpa loro ma solo l’esigenza di muoversi e presentare diversi cani fa si che il singolo soggetto abbia un margine minore di attenzioni. il discorso sarebbe immensamente + lungo. ma sconsiglio ai privati il cui cane vive coccolato in famiglia di cercare gloria in manifestazioni con un handler salvo pochi casi .il rischio è di stressare il cane,al limite iniziate voi ad abituarlo andando ad expo all’aperto e poco competitive tipo le amatoriali o regionali poi magari se il cane reagisce bene “il che non vuol dire che vince”,ma che alla sera non è stressato ,potete pensare a cose + importanti tipo expo C.A.C.I.B .
    se potessi tornare indietro cosa farei ? eviterei molte expo terribili come luogo e viaggio
    le altre le rifarei per le persone conosciute a cui devo il fatto di capirci ora un poco di cinofilia e Cavalier King Charles e in particolar modo per non avermi fatto divenire uno di quei pazzi-e che digitano nella maggior parte dei forum di cinofilia. un graze per avermi letto LEON e bipede

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