Chi è Luther Blisset?

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«Lo spettacolo è il capitale a un tal grado di accumulazione da divenire immagine»
(La Società dello Spettacolo – Guy debord)
Chi è Luther Blisset? Impossibile dirlo. Luther Blisset è il risultato di anni e anni di azioni collettive dietro cui si sono nascoste le più disparate persone, tantissime idee e le provocazioni più assurde nei confronti della società e dei mezzi di comunicazione.
Il reale Luther Blisset in carne ed ossa, impersonificato dall’omonimo centravanti della nazionale inglese, ingaggiato dal Milan a metà degli anni ’80, non ha nulla a che vedere ( e nemmeno saprà di essere stato protagonista di innumerevoli casi mediatici) con ciò di cui stiamo parlando. Luther Blisset è un nome collettivo dietro cui negli anni si sono in realtà celati artisti, performer, gruppi politici, operatori del virtuale. Il suo nome, definito anche “un’opera aperta”, è stato la firma attraverso cui si sono rivendicate le più svariate performance . Una tra le più riuscite è stata la canzonatura operata nei confronti della Biennale di Venezia. Nel 1999 l’artista serbo Darko Maver venne selezionato alla Biennale per esporre alcune delle sue opere, ma prima dell’esposizione venne annunciata la sua morte provocata da un bombordamento NATO. La direzione della Biennale decise ugualmente di istituire una galleria postuma all’interno di un padiglione. In realtà l’artista non è mai esistito e la beffa verrà rivendicata dal gruppo Luther Blisset. Un altro eccellente esempio di performance firmata Blisset è la colossale montatura dei riti satanici di Viterbo. Tra il 1995 e il 1997 i quotidiani di Viterbo denunciano pratiche di messe nere nelle campagne della città laziale. Il caso prende così piede che, strano a dirsi (è un eufemismo!), si scomoda anche il noto telegiornale di Italia1 con un servizio sulle pratiche sataniche. Nel corso del programma Tv7, settimanale del Tg1, la beffa verrà poi svelata attraverso una rivendicazione a firma Luther Blisset. Nel numero del 26 maggio 1997 i quotidiano tedesco Der Spegel avanzerà l’ipotesi, poi smentita, che dietro il famigerato pseudonimo si nasconda Umberto Eco.
La spietata e disincantata critica verso la società dello spettacolo delle azioni blissetiane fa emergere il lato sinistro e distorto di tale società: la superficialità e la malafede con cui i mass-media affrontano i casi di cronaca, nonché politici e sociali, mirando spesso e volentieri ad imbastire un tetrino di sensazionalizzazione della notizia o di colpevolizzazione della “vittima preconfezionata” di turno (magnifici a proposito sono alcuni film: “Idagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Elio Petri e “Sbatti il mostro in prima pagina” di Marco Bellocchio), piuttosto che un’informazione genuina e imparziale delineano un fosco futuro per la vera libertà di stampa. Indagando nel passato possiamo trovare altri esempi di beffe colossali volutamente operate questa volta dagli “addetti ai lavori” nei confronti degli ascoltatori: memorabile fu la beffa messa in scena, o dovrei dire in radio…, da Orson Welles nel 1930 all’interno del programma radiofonico “Mercury Theatre on the air”, durante il quale fece credere a migliaia di ascoltatori che i marziani stavano sbarcando sulla terra, seminando il panico collettivo. In realtà era solo un adattamento per la radio del romanzo fantascientifico “La Guerra dei Mondi”.
Nel 1967 Guy Debord, fondatore del Situazionismo a cui i Luther Blisset devono molto, ebbe a dire: Il senso dello spettacolare integrato è che si è integrato nella realtà stessa man mano che ne parlava; e che la ricostruiva come ne parlava. […] Lo spettacolo si è mischiato ad ogni realtà irradiandola”.
Seppur, allo stato attuale, sia necessaria una depurazione ideologica del pensiero situazionista le parole di Debord suonano oggi come un’agghiacciante profezia.
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4 Risposte to “Chi è Luther Blisset?”

  1. maddogmccain Says:

    A proposito mi sembra giusto ricordare che sotto il nome di Luther Blisset/Wu Mung vanno anche segnalati una serie di romanzi, scritti a più mani, di tutto rispetto ; tra tutti spicca Q. Per una breve trama rimando a http://it.wikipedia.org/wiki/Q_(romanzo) ; è anche possibile scaricare tali romanzi dalla rete (e poi stamparli per chi ama avere qualcosa di concreto tra le mani!). Nei romanzi, ma non solo, è possibile comprendere come tale “movimento” non si limiti alla critica della società dello spettacolo, ma si estenda ad una riflessione sul concetto di cultura nell’ intera società.
    Una curiosità che ho trovato navigando in internet: Wu Mung in cinese mandarino significa Nessun Nome. Vi segnalo l’interessante sito (scritto in più lingue!!) http://www.wumingfoundation.com/ .

  2. ellergg Says:

    Il pezzo è molto interessante anche perchè, devo ammettere, non mi ricordavo nessuno degli episodi di Luther Blisset.
    Certamente lo scopo che il collettivo si è posto è stato raggiunto con successo: è stato dimostrato quanto vulnerabile e facilmente falsificabile sia il mondo dell’informazione, quanto siano superficiali i media che, in una disperata corsa alla spettacolarizzazione, troppo spesso non vanno fino in fondo nel verificare l’attendibilità delle fonti.
    Secondo me dovrebbe far ancor più riflettere il fatto che, sempre più spesso, sono gli stessi “professionisti” dell’informazione che creano ad arte delle notizie false (come il pensionato sardo che rubava da mangiare perchè non poteva permettersi di comprare nulla) e di certo non con lo spirito di Orson Welles. Già questo basta a far capire quanto sia semplice far crollare il fragile castello di un informazione che ha proprio nelle sue peculiarità (rapidità, globalità e sensazionalismo) i suoi limiti più grandi.

  3. elenabocerani Says:

    Forse ho capito come loggarmi… comunque il commento di prima era mio.

  4. etcasa Says:

    Un lato interessante di questo articolo e` stato sicuramente notare come i fautori di questa iniziativa abbiano saputo sfruttare l`anonimato che derivava dalla formula Luther Blisset. Infatti, se da un lato l`anonimato puo`essere una maschera dietro cui si nasconde solo vigliaccheria, dall`altro e` un potente strumento di protesta e critica della societa`.
    Ne deriva cosi` una maggiore liberta` di azione e possibilita` da parte di tutti di sfruttare il nickname coerentemente con i fini per i quali e`nato.
    La `formula aperta` Luther Blisset potrebbe in parte richiamare la democraticita` partecipativa di internet, ma con un`incisivita` decisamente maggiore.

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