INFORMAZIONE: QUALCOSA E’ CAMBIATO

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INFORMAZIONE: QUALCOSA E’ CAMBIATO

Per iniziare ad affrontare l’argomento voglio definire, in linea generale, un filone come quello del reportage e dell’inchiesta. ”Il reportage è un ampio servizio, che non si limita a fornire una serie di notizie, ma cerca di descrivere l’ambiente, il contesto, il retroterra dell’avvenimento di cui si occupa”1.
“L’inchiesta è un articolo o più articoli che trattano a fondo un argomento mescolando generi giornalistici come il reportage e l’intervista”2.
La parola inchiesta è mutata nel lessico giudiziario; esprime l’idea che il lavoro del giornalista sia parallelo a quello del giudice. E’ organizzata in una serie di pezzi, anche di più autori, che mira a scoprire e spiegare verità nascoste; è in piena sintonia con l’ideale professionale del giornalista: cercare la verità. L’inchiesta può essere composta di denunce, rivelazioni e ricostruzioni di vicende non chiare del passato, ma può anche essere il tentativo di interpretare avvenimenti politici, sociali ed economici. Esistono vari tipi di inchiesta, che si possono riunire in due grandi categorie: 1) l’inchiesta investigativa, che mira a spiegare vicende misteriose per l’opinione pubblica. Di questa tipologia fanno parte le inchieste su casi giudiziari, scandali politici, guerre economiche ed illeciti sportivi. Alcuni esempi possono essere le inchieste sulla strage di Ustica, sulla loggia P2 e su Tangentopoli. 2) l’inchiesta conoscitiva, che serve ad informare sulla società e la cultura del tempo in cui viviamo. Questa categoria comprende l’inchiesta sociale sui problemi italiani, per fare un esempio. Essa vede nel giornale, lo strumento di difesa dei cittadini.
Dalla fine degli anni ’80, è iniziato il declino dell’inchiesta, per diverse ragioni: la prima è che la sua preparazione e stesura richiede tempi lunghi, quindi non va d’accordo con il modo di fare informazione oggi, che è basato più sulla quantità, che sulla qualità. Un altro motivo è il cambiamento culturale posteriore agli anni ’70, quando la società italiana ha registrato una caduta delle tensioni politiche ed un generale disinteressamento da tutto ciò che è politico, che si rispecchia nella crisi dell’inchiesta3.
Oggi l’inchiesta è diventata uno strumento utilizzato soprattutto dalla televisione e raramente dai giornali.
Tutto ciò, fa capire come è cambiato il mestiere del giornalista, specie dopo l’ingresso nel mercato dell’informazione delle televisioni private e di Internet. Un genere come l’inchiesta, che è la massima espressione dell’ideale professionale del giornalista, la ricerca della verità, è passato in secondo piano. Oggi, a farla da padrone è il continuo aggiornamento e una quantità sempre maggiore di notizie; a risentirne, è sicuramente l’approfondimento.
Dal 1954, anno in cui la RAI ha iniziato a trasmettere via cavo, ad oggi, ne è passata di acqua sotto ai ponti: la televisione è diventata un oggetto che tutti possiedono, con il trascorrere degli anni si sono aggiunti nuovi canali: oltre a RAI 1 (dal volto istituzionale e governativo, quindi democristiano), RAI 2 nel 1961 (di controllo liberal-socialista), RAI 3 nel 1979 (più vicina alla sinistra ed al PCI), che ha creato un sistema di informazione di matrice regionale. Le TV private, invece, entrano in scena a partire dal 1974 con Telemilano, di proprietà dell’allora imprenditore edile Silvio Berlusconi. Poi, un altro elemento rivoluzionario, diffusosi in Italia nei primi anni ’90, sarà la rete Internet.
Tutti questi cambiamenti hanno avuto delle conseguenze su tutta la rete dell’informazione: è cambiato il mestiere di chi fa informazione, ma anche gli spettatori sono diversi ed hanno aspettative importanti. Essi non vogliono più subire passivamente il mezzo d’informazione, anzi desiderano scegliere, dare giudizi, e sono persino disposti a pagare per avere la possibilità di interagire con esso.

FONTI:
– Rognoni ed Ercolani, Da mamma Rai alla tv fai da te, Rai Eri, Roma 2009.
– Papuzzi, Manuale del giornalista, Donzelli, Roma 1993.

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