Archive for aprile 2010

Il tweet diventa informazione

aprile 26, 2010

Nei giorni scorsi, durante il corso di IMI, si è discusso di come la rete sia un contenitore potenzialmente infinito di informazioni, un bagaglio di conoscenze in grado di essere presentato alla portata di tutti.

Esistono diverse applicazioni, motori di ricerca, ma soprattutto social network. Il modello fino ad ora adottato è stato impostato sulla ricerca in grado di fornire un servizio sempre più utile, chiaro e funzionale alle esigenze degli utenti della rete. Ma da quest’ultimo i produttori  non hanno ancora trovato modelli di business necessari a reperire risorse per migliorare le loro produzioni.

Proprio da un accordo siglato pochi mesi fa tra Twitter, il terzo social network più famoso della rete dopo Facebook e MySpace, e i più importanti motori di ricerca di Google, Yahoo e Microsoft, è nata l’idea di utilizzare i messaggi postati dagli utenti (tweet) come informazione reperibile digitando le famose parole chiavi sulla barra dei search engine.

Bloomberg , che ha dato la notizia, ha parlato di un contratto (solo per l’azienda di Mountain View) di 25 milioni di dollari per il fringuello (twitter), 10 milioni di dollari, invece, per Bing.

Da esigenze puramente economiche è possibile rilevare un nuovo concetto di informazione che sta prendendo campo e di cui il giornalismo si è interessato. Esso prende in considerazione soprattutto la specificità del mezzo, in un ottica di informazione fruibile in tempo reale e vicina alle esigenze istantanee dell’utenza.

Infatti, con questo accordo, gli utenti possono conoscere la situazione del traffico se si trovano in viaggio verso una meta di vacanza, oppure possono conoscere parere ed opinioni su un locale che è già stato visitato da altri amici della rete.

Il punto di forza è nell’aggiornabilità, l’up to date al minuto dove, se da una parte il carico informativo aumenta, dall’altro diventa più specifico, o meglio “tagliato su misura” per bisogni più particolari.

Oltre a garantire un ritorno economico ai suoi dipendenti (Twitter ne conta 105), sarà possibile per le aziende avere più efficacia nella promozione dei loro prodotti, ma anche per gli stessi consumatori sarà un ottimo strumento per avere più informazioni riguardo ai prodotti che intendono acquistare.

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“Imagine a world without fish”

aprile 20, 2010

Secondo Rupert Murray, mantenendo i ritmi attuali, tra meno di quarant’anni il mare rimarrà privo di pesci. Il suo film “The end of the line” sta facendo molto discutere e, insieme agli altri due eco-docufilm “The Cove” e “Food, inc.”, sta rimbalzando nel web, utilizzando Facebook, ormai divenuto (purtroppo) luogo esclusivo di autocelebrazione, quale canale principale per promuovere la propria battaglia. “The Cove”, di Louie Psihoyos, denuncia il massacro di delfini che ogni anno, da settembre a marzo, insanguina le acque di Taiji, paesino di pescatori a sud-ovest di Tokyo.  “The end of the line” (premiato al Sundance festival) denuncia lo sfruttamento sconsiderato dei mari, mentre “Food, inc.” (pellicola diretta da Robert Kenner in coproduzione con l’autore di “Fast food nation” Eric Schlosser) invita a riflettere su ciò che mangiamo, esplorando la grande industria alimentare statunitense che non si cura né dell’ambiante, né della salute dei consumatori.

Chissà che questi film non riescano a racimolare qualche manciata di pubblico in più servendosi dei social network; il problema sta poi nel mutare l’attenzione che si ha nel virtuale in qualcosa di reale, palpabile, qualcosa che non rimanga “fluttuante e invisibile”, ma che si concretizzi. In caso contrario possiamo pur cominciare a cercare un pianeta alternativo sul quale rifugiarci, magari creato unicamente da successioni di 0 e 1.

KIN One e KIN Two: cellulari per le Generazioni Y

aprile 17, 2010

Della serie: quanto è importante Facebook a livello commerciale e quanto sta invadendo sempre più la nostra esistenza.

Microsoft, insieme a Sharp, ha creato un prodotto su misura per i giovani che aggiornano la propria vita sui social network come Twitter o Facebook. Si tratta di KIN One e KIN Two, detti anche Turtle e Pure, due cellulari la cui priorità, secondo Robert J. Bach, presidente della divisione Entertainment and Devices di Microsoft, è una sola: social.
KIN One è piccolo e squadrato, dotato di una tastiera QWERTY a scorrimento verticale. Lo schermo è molto piccolo per lasciare spazio a tasti più grandi in maniera da rendere più semplice l’invio di messaggi di testo o l’aggiornamento del proprio status sul social network. La sua memoria interna è di 4GB, con una fotocamera di 5 megapixel. E poi Bluetooth, GPS e mono speaker.

Redmond ci tiene a precisare che Turtle e Pure non sono telefonini in competizione con l’Iphone di Apple. Hanno un’area di condivisione unica chiamata Loop, ovvero l’interfaccia primaria di KIN One dove ricevere tutti gli aggiornamenti a sfondo social e sono basati sul real time, di modo da permettere agli utenti di sfiorare appena un’icona sullo schermo per rispondere subito al commento di un amico. Poi, una zona in basso sullo schermo chiamata The Spot. Un punto che aiuterà l’utente a creare notizie ed eventi, ovviamente da trasmettere ai vari social network.
KIN Two è ancora più potente, con una forma abbastanza tradizionale simile ai già esistenti smartphone, possiede un display 480×320 e 8GB di memoria interna, 8 megapixel di fotocamera ed è in grado di registrare filmati video in alta definizione (HD), con GPS, Bluetooth e stereo speaker.

Tutti contenuti multimediali che potrebbero attirare un’utenza base, ma ci sono delle limitazioni che potrebbero scoraggiare un’utenza più esigente. Quali per esempio il sistema operativo Windows Phone, che non è Windows Phone 7 e quindi non ne supporta determinate caratteristiche, non integra un software di editing per foto e video. Inoltre non esiste la piattaforma per il caricamento di immagini e video su Twitter, il browser non supporta né Flash Lite né Silverlight, un po’ strano se si considerano cellulari basati sul criterio del social.
C’è poi chi ha sottolineato come The Loop sia un’ottima idea solo teoricamente e c’è l’interrogativo sulla reale utilità di The Spot, nel momento in cui gli utenti non passino molto tempo a creare informazione da condividere con i propri amici, limitandosi magari soltanto a farla circolare.

Domande a cui potranno rispondere innanzitutto gli utenti statunitensi: i due KIN usciranno sul mercato a maggio, dopo un accordo tra Microsoft e Verizon Wireless. L’Europa dovrà invece attendere il prossimo autunno, quando Germania, Italia, Spagna e Regno Unito saranno i primi paesi a poterlo acquistare. Ma non si sa a quale prezzo, dato che nessun dettaglio è trapelato.

http://en.akihabaranews.com/43200/phone

Chi dorme in democrazia si sveglia nella dittatura

aprile 7, 2010

Ieri, martedì 6 aprile, alcuni telegiornali hanno mandato in onda un filmato diffuso da wikleaks (http://wikileaks.org/). Il filmato testimonia l’uccisione di undici civili scambiati erroneamente dai militari USA per terroristi. Uno di questi “terroristi” avrebbe infatti avuto in mano una telecamera, scambiata dal plotone americano per un lanciarazzi.

La guerra è la guerra, i soldati fanno i soldati…

Non è tanto l’efferatezza nella voce del soldato che preme per ricevere il via libera a sparare sul target, a lasciarci sbigottiti: “Guardate quei bastardi morti!” 1  e ancora: “Forza, lasciateci sparare!” 2  Non è tanto la giustificazione che apporta uno dei soldati, una volta scoperto che nel furgone, sopraggiunto per soccorrere il giornalista ferito, c’erano dei bambini: “È colpa sua, non doveva portare i bambini nella battaglia!” 3 . Non doveva portare i bambini nella battaglia. Già, la battaglia…ma di chi? Chi stava facendo fuoco? Come possono vivere le persone che abitano in un contesto di guerra se non normalmente? Non doveva portarte i bambini nella battaglia. Già, avrebbero dovuto chiudersi in casa e non pretendere di uscire dato che: ” Hey, stiamo lavorando per voi no? Vi stiamo esportando la democrazia no?”

La guerra è la guerra, i soldati fanno i soldati…

Non ci lascia sbigottiti neanche la censura apportata dagli uffici stampa dell’esercito americano i quali, fino a prima della divulgazione di questo filmato, sostenevano che i morti sarebbero stati causati da uno scontro a fuoco fra i soldati del bene e un manipolo di terroristi.

Quello che lascia basiti è l’indifferenza dell’informazione italiana. Se nella prima edizione dei telegiornali infatti è stato sottolineato il misfatto censorio made in USA, nelle edizioni serali nulla più. E’ passato il filmato senza commento alcuno, preceduto da servizi sul dis – riarmo nucleare USA contro il “pericolosissimo terrorismo nucleare”, sulle scuse di Putin per l’eccidio di Katyn 4 . Seguìta da altri servizi dalla pochezza contenutistica, la questione è passata in secondo piano per i più.

La domanda è quindi la seguente, sarà stato percepito il raggiramento? Sarà stato compreso ed accettato, o non percepito e subito?

1,2,3  http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201004articoli/53866girata.asp

http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/view.jsp?id=19&p=101

La tv che cambia la tribù

aprile 6, 2010

Non ho molto tempo da dedicare a un esauriente preambolo, ma volevo solo segnalare questo curioso reportage di Repubblica.it.

Ne riporto solo alcuni stralci e vi rimando alla fonte per il pezzo completo!

La tv nella tribù dei Toda
i pastori che adorano il dio bufalo
Così cambia la vita in uno degli ultimi territori vergini dell’India
Tutto nasce da un regalo elettorale del governo
di MARIO CATANIA e MATTIA COLETTO

[…] Ravi ha 28 anni e da circa venti è sposato con sua moglie Latha: fino a qualche mese fa la loro vita era scandita da ritmi ancestrali e con l’arrivo della notte solo la luce della stufa e delle candele illuminava le loro capanne. Da qualche mese, però, c’è una novità che rischia di sconvolgere la loro semplice quotidianità: il governo del Tamil Nadu, prima delle elezioni, nel tentativo di accaparrarsi dei voti, ha distribuito un televisore per ogni villaggio.

La casa di Ravi è l’unica che è stata dotata di una parabola satellitare, ed è diventata in breve tempo il ritrovo serale di tutto il villaggio. I Toda, riconosciuti come una delle “sei tribù primitive” del Tamil Nadu abitano le Blu Mountains nel distretto delle Nilgiri Hills da centinaia di anni, forse migliaia. Le loro vite hanno attraversato immutate nei costumi e nelle usanze, regni, imperi e rivolte. Ma come reagiranno, e come cambierà la loro vita così strettamente legata alla natura, ora che la rivoluzione mediatica li sta investendo? […]

Warner Bros Entertainment: tirocinanti cercasi

aprile 2, 2010

Di questi periodi un argomento che ci sta particolarmente a cuore è senz’altro quello degli stage. Se ne parlava proprio ieri a lezione di IMI, quanto sia importante affiancare lo studio a esperienze pratiche lavorative.

Nel Regno Unito questo bisogno l’hanno saputo capire molto bene, tanto che la Warner Bros Entertainment ha “affisso” un particolare annuncio di lavoro alle bacheche digitali dell’Università di Manchester. La grande industria cinematografica cerca uno stagista che dovrà impegnarsi nell’eterna lotta al file sharing selvaggio.

Il tirocinio durerà un anno, con inizio da luglio, e si svolgerà presso gli uffici di Warner Bros a Londra. A quanto attesta la descrizione del lavoro, gli aspiranti stagisti dovranno monitorare forum e canali IRC, alla ricerca di materiale illecito di proprietà sia di Warner che di NBC Universal.
Un vero e proprio lavoro di spionaggio in certi ambienti della Rete, con il fine ultimo di raccogliere quanta più informazione possibile sulle attività online dei cosiddetti pirati. Sempre secondo l’annuncio, i tirocinanti dovranno creare dei propri account, in modo da apparire normali utenti alla ricerca di contenuti illeciti. Una trappola, perché i dipendenti di Warner avrebbero a disposizione degli strumenti per analizzare i link postati oltre che la capacità di inviare notifiche di avvenuta violazione del diritto d’autore.

Il candidato ideale richiesto dall’annuncio dovrebbe possedere una buona esperienza in ambiente Internet, in particolare per quanto riguarda IRC, FTP e P2P. Meglio ancora se pratico di Java e PHP, con capacità organizzative e di comunicazione, che probabilmente dovrà mettere a frutto per non essere scoperto e bandito dalla comunità dei file sharer. Rischio che dovrà essere corso per un salario annuale di 17500 sterline (circa 20mila euro)…mica male, no?

Per chi volesse dare un’occhiata all’annuncio:
http://arstechnica.com/tech-policy/news/2010/03/hey-students-snitch-on-pirate-classmates-earn-26k-a-year.ars?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss

YouTube lancia il formato TEXTp…ma è solo un pesce d’aprile

aprile 1, 2010

Un post leggero, per sorridere un po’ prima delle vancanze pasquali.

Anche quest’anno dalle parti di Mountain View non hanno resistito a giocare un piccolo scherzo ai milioni di affezionati internauti. Puntuale come non mai ecco il pesce d’aprile 2010 targato YouTube.

“Per mantenere i costi sotto controllo – si legge sul blog ufficiale – abbiamo deciso che il 1° di aprile è il giorno perfetto per compiere un importante passo per un nuovo modo di navigare YouTube con il formato testuale o TEXTp”.
In breve, si tratta di una “nuova funzionalità” che consente di ridurre i video al loro formato originale, trasformando le immagini in una serie di numeri e lettere colorati. Un modo per  far risparmiare a Google 1 dollaro al secondo in costi per la banda larga e promuovere l’alfabetizzazione. O meglio, un creativo pesce d’aprile, come la stessa compagnia ammette con una breve nota informativa in calce a ogni video visualizzato con la nuova, scherzosa modalità.

Per farsi due risate, duqnue, basta aggiungere il suffisso “&textp=fool” alla URL della maggior parte dei video. O, forse ancor più semplicemente, cliccare su TEXTp nel menù a tendina che elenca tutti i formati qualitativi nei quali un video è disponibile.