Digrii, a un passo (anzi 5) dal mondo

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Da patita della privacy e vittima di una cittadina chiusa e pettegola, ho sempre odiato i social network. Da un po’ di tempo a questa parte, vuoi per dovere vuoi per curiosità, mi sto addentrando a passi da lumaca nel magico mondo della condivisione. Nasce da questi presupposti la decisione di iscrivermi a Digrii (in swahili significa gradi).

Digrii è un social network nuovissimo, ovviamente in fase beta, sviluppato con Joombla e ispirato alla teoria dei sei gradi di separazione (quella che prevede che due persone qualsiasi nel mondo siano collegate da una catena di conoscenze con non più di cinque intermediari, teorizzata prima da Karinthy poi, nella versione famosa e “sperimentata” da Stanley Milgram, per tutte le info rimando a Wikipedia, gli esperimenti sono interessantissimi).

Comunque. Una volta creato l’account e la rete di connessioni (preesistente o da zero) puoi conoscere persone da tutto il mondo consultando la mappa di Google, tramite Mashup. Sia la versione “politica” che quella con le immagini da satellite, indicano il posizionamento degli utenti registrati (al momento 483, ma è in fase di lancio).

E’ possibile navigare sul profilo dei propri contatti cercandoli sulla mappa o “scegliendo” il loro nome ai lati del layout, con un sistema di “frecce” che simula una vicinanza fisica e dinamica (le persone scorrono orizzontalmente). Al centro, ciascuno ha la sua Google Maps che lo geolocalizza (strumento non futile, così come la possibilità di verificare visivamente la posizione degli altri, per la serie “imprarando un p0′ di geografia…”).

Quando visiti il profilo di una persona l’applicazione ti rivela il grado di separazione (o il legame) tra voi due e evidenzia la successione di utenti che vi dividono in accordo con la teoria di cui sopra.

Per il momento la mia prima connessione (in attesa di approvazione, in realtà) é Marybel Anaya, ventenne di Navojoa (Messico!), scelta anche per la preferenza della lingua spagnola. La prima impressione è positiva: la grafica è piacevole e lo strumento risponde alle regole di accessibiltà e usabilità. Trovo molto carina la prassi di assegnare 100 punti ogni nuova connessione accettata o proposta e ottenuta. Ignoro ancora a cosa servano, ma credo sia il modo giusto di stimolare l’integrazione e la curiosità verso l’altro, mai così lontano e vicino allo stesso tempo!

Per chi volesse provare: www.digrii.com

 

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