A Viareggio un flash mob per non dimenticare

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Il nuovo millennio ha visto la nascita, a cominciare da New York, di un genere di movimento apolitico e senza fini di lucro chiamato flash mob: in genere tramite comunicazioni via Internet si stabilisce un luogo pubblico in cui si riunirà un gruppo di persone che replicherà gli stessi gesti per un certo periodo di tempo, per poi disperdersi.

Le iniziative da allora sono state innumerevoli: si parte dai motivi più futili per arrivare ai più sentiti da intere comunità, come quello che si terrà il 29 giugno nella Stazione di Viareggio per non dimenticare il disastro ferroviario che ha cancellato nel cuore della notte la vita di trentadue abitanti della Perla della Versilia.

Quella notte, come tutti ben sanno, un treno merci deragliò con le sue quattordici cisterne di gpl: un picchetto da sostituire trafisse come una lama nel burro una di esse, causando l’esplosione che incenerì un intero quartiere.

Un evento che ha sconvolto l’Italia intera e non solo, che mi ha vista coinvolta in prima persona essendo viareggina e che non potrà mai essere rimosso dalla memoria di chi ha vissuto quella notte infernale.

Da mesi su Facebook è nata la suddetta iniziativa che vede fino ad oggi 2.284 persone aderenti, e sembra che sarà uno fra i più popolosi flash mob mai avvenuto in Europa.

Queste sono le modalità di partecipazione che figurano nella pagina appositamente creata per l’evento sul famoso Social Network:

“Il 29 giugno ore 21, vi aspettiamo nella piazza della stazione. Partecipare è molto semplice.

1. Essere nella piazza della stazione di Viareggio entro le 20.55;
2. Camminare tranquillamente in piazza fino al primo segnale, che sarà il botto di un petardo;
3. Appena sentirete il botto, sdraiatevi a terra come vi trovate, fino a quando, dopo quattro minuti esatti, sentirete il secondo segnale: il suono di una sirena che simboleggerà l’arrivo dei soccorsi;
4. Dopo il secondo segnale ci si alza velocemente e parte un applauso di un minuto;
5. Al terzo segnale, che sarà un suono di tromba da stadio, ci si disperderà come se nulla fosse.

Due consigli.

1. Quando sarete a terra, non vedrete quanti sono fermi come voi e questo vi farà pensare di essere soli. Non è così, tranquilli!
2. Venite in tanti!”

Questa iniziativa, oltre che per non dimenticare, nasce anche per gettare luce su una strage a cui solamente adesso, a distanza di un anno, si inizia ad attribuire delle responsabilità: stanno finalmente per essere iscritti nel registro degli indagati decine di nomi.

La potenza dell’evento sta anche nei forum nati su Internet, nei quali persone di tutta Italia si mettono d’accordo per esservi presenti.

In genere dopo i Flash mob le persone si disperdono per la città come se non fosse accaduto niente, ma in questo caso credo che, anche se i punti del regolamento non lo prevedano, ci sarà un corteo spontaneo per le vie di Viareggio, perché non si può dimenticare, non si possono lasciare impuniti coloro che hanno reso la città del Carnevale d’Italia e d’Europa, così piena di vita, con il suo mare, con la sua pineta e con i suoi abitanti salmastrosi, un luogo infernale, con immagini che non provocano neanche i peggiori incubi.

Invito i miei compagni e professori della facoltà di Genova, salvo impegni, a partecipare numerosi a questo evento che simboleggia la rabbia di una città che chiede giustizia.

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