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dicembre 8, 2010

L’edicola digitale salverà la stampa in crisi?

PARIGI – Cinque quotidiani (Les Echos, L’Equipe, Le Figaro, Libération, Le Parisien) e tre settimanali (Le Nouvel Observateur, Le Point, L’Express) sono decisi a lanciare una propria piattaforma per contrastare il dominio di Apple e Google sul mondo dell’informazione online.

L’obiettivo del nuovo consorzio è quello di restituire alla stampa il controllo dei propri contenuti e della loro diffusione, di smarcarsi  da Apple (che preleva il 30% sul fatturato delle applicazioni) e da Google (che assorbe quasi tutto il mercato pubblicitario sfruttando i contenuti giornalistici).

La piattaforma, operativa forse dalla prossima primavera, dovrebbe riunire l’offerta delle singole testate, consentire  l’acquisto di un solo esemplare o di semplici articoli attraverso un sistema di micro pagamento, la sottoscrizione di abbonamenti.

Secondo Xavier Spender, amministratore delegato dell’Equipe e presidente del consorzio, “l’edicola deve offrire un margine di distribuzione ragionevole, compreso tra il 10 e il 15%, contro il 30% richiesto da Apple. Quando avremo dimostrato le capacità della nostra offerta, apriremo un negoziato un Apple, Google e Facebook affinché tornino ad essere i nostri partner di distribuzione nel quadro che avremo fissato”.

Un obiettivo eccessivamente  ambizioso per molti osservatori e, ovviamente, per i sostenitori dell’informazione libera e gratuita. Essi sottolineano le contraddizioni degli editori: distribuire un’applicazione per l’iPod e poi voler fare concorrenza a quella stessa applicazione attraverso una piattaforma digitale non ha molto senso.

Altri riflettono sui contenuti: solo chi produce inchieste, reportage e analisi effettivamente diversi e approfonditi riuscirà a trovare acquirenti.

Gli editori francesi confidano nel loro progetto: “Per noi è una questione di sopravvivenza”, dichiara Frédéric Filloux , amministratore delegato del consorzio. La stampa transalpina è in crisi, specialmente quella cosiddetta nazionale, cioè parigina: le vendite sono scarse, la pubblicità è insufficiente, le riduzioni dei costi impoveriscono sempre di più l’offerta, quindi la diffusione.

Gli internauti saranno disposti a pagare? Le alternative gratuite rimangono molteplici e non si limitano alla free press: i siti radio e tv, per esempio, sono di ottima qualità.

L’edicola digitale, in conclusione, è una scommessa che si giocherà principalmente sui contenuti.

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