Le mappe mentali: coltellino svizzero del cervello

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Affronto un concorso. Il programma è vasto, articolato su diverse materie, frammentato e  dai contorni vaghi. Il bando non indica uno o più  testi da studiare,  ma piuttosto la conoscenza della normativa che regola determinati ambiti. Sulla scrivania si ammassano leggi, regolamenti, manuali, fonti contrattuali, dispense, facsimili di documenti, pile eterogenee di fogli A4 evidenziati e sottolineati, pinzati a blocchi, infilati in buste trasparenti, o in cartelline di cartoncino chiuse da elastici rinsecchiti. Primo problema: cosa includere e cosa no. Secondo problema: come gestire dal punto di vista pratico tutta la carta. Terzo problema: come dare un ordine concettuale a tutto il materiale per poi procedere a memorizzarlo. Deve esistere un metodo per estrarre i contenuti, sistematizzarli in una forma amica e appropriarmene. Devo trovarlo.

Mi affido a Google per scovare miracolose “tecniche di memorizzazione”. Mi imbatto per caso nelle Mappe Mentali,  una tecnica per organizzare il pensiero, per strutturare il discorso, orale e scritto, e per memorizzare nozioni in modo rapido ed efficace. E’ un metodo che ha oramai più di trent’anni, ed è facile che ne abbiate sentito parlare. Per me è una cosa del tutto nuova, ed è una folgorazione.
Il guru della mappe è lo psicologo inglese Tony Buzan, le cui ricerche sul funzionamento del cervello, portate avanti negli anni ’60 e ’70 sfociano nel libro “Usiamo la testa” uscito nel 1974, e ristampato in una nuova edizione completamente aggiornata nel 2009 per i tipi di Frassinelli (costa 17 euro e 50, per quanto mi riguarda ottimamente investiti). Il risvolto di copertina lo definisce come “il libro che insegna a pensare e ad imparare” e, in parte, può essere vero. Buzan delinea le caratteristiche e le potenzialità del cervello umano, passa poi a parlare delle tecniche di lettura e di memorizzazione, per affrontare, nel cuore del libro, il concetto di mappa mentale (mind mapping), una sorta di “coltellino svizzero della mente”.

Cos’è una mappa mentale? Lo spiega in modo efficace la mind mapper Roberta Buzzacchino nel suo blog. In questo spazio la Buzzacchino ci parla di come usare le mappe e perché, anche in connessione all’attività di scrittura.

Questa, che circola in rete su numerosi blog,   si può considerare una meta-mappa che riassume i sette comandamenti del mind mapping:
– Cominciare dal centro di un foglio bianco posizionato in orizzontale, per permettere al cervello di aprirsi a 360 gradi.
– Usare un’immagine come idea centrale, perché vale più di mille parole.
– Usare i colori, perché danno stimolo e vivacità.
– Collegare all’immagine centrale le ramificazioni principali e poi aggiungere i rami secondari, secondo una struttura ad albero; questo favorisce le associazioni e l’architettura di base dei pensieri.
– Le ramificazioni devono essere curve, simili ai rami di un albero, perché il cervello le trova molto più interessanti rispetto alle linee rette.
– Usare parole chiave, che agiscono come moltiplicatori, e generano una particolare serie di associazioni e collegamenti.
– Usare altre immagini: bastano dieci immagini per rappresentare 10.000 parole.

Gli usi delle mappe sono davvero molteplici e una volta appresa la tecnica, si tende ad applicarle in innumerevoli contesti, primo fra tutti prendere appunti nel corso di lezioni o riunioni, o per ragionare in un ambito di problem solving, ma non mancano applicazioni più legate alla vita quotidiana, come fare una check -list  in vista di un viaggio.

Inizialmente mi scoraggiavo al cospetto di alcune mappe che si avvicinano a vere e proprie opere d’arte. Poi mi sono resa conto che il 99% di noi non sarà mai in grado di produrre tali oggetti, sia dal punto di vista dell’abilità nel disegno, sia anche da quello delle soluzioni concettuali  presentate.
E’ importante però rendersi conto che questi aspetti non sono poi così predominanti, e che le mappe sono validi attrezzi di lavoro anche e soprattutto quando si liberano di molti orpelli e si fanno uno scheletro solido ma duttile per supportare i nostri ragionamenti, come in questo esempio, che riguarda la progettazione di un blog.

Chiudo con un’ultima mappa, che riassume il contenuto di questo post. Mi auguro che qualcuno di voi possa trovarlo utile. Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate per parlarne insieme, anche alla luce del concreto utilizzo di questa tecnica nel campo della scrittura, giornalistica e creativa.

mappa mentale riassuntiva di questo post

mappa mentale riassuntiva di questo post

 


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Una Risposta to “Le mappe mentali: coltellino svizzero del cervello”

  1. fridolinwaldenburgf8 Says:

    Le mappe mentali: coltellino svizzero del cervello. by elliferrando. Affronto un concorso. Il programma è vasto, articolato su diverse materie, … coltellino.wordpress.com

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