Firefox 4 e la tutela della privacy

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Segnalo un’intervista di Federico Guerrini a Tristan Nitot, presidente di Mozilla Europe, pubblicata oggi su lastampa.it.

In occasione del lancio della nuova versione del celebre browser di Mozilla, Firefox, arrivato al suo quarto sostanziale aggiornamento, Nitot spiega che nella visione aziendale di Mozilla il web è una risorsa pubblica e condivisa di cui prendersi cura, non una commodity da vendere. Gli argomenti toccati nel corso dell’intervista sono vari, dalla diffusione dell’HTML 5 ai prodotti lanciati dai competitors. Punto saliente, a parere di chi scrive, è l’accenno alle innovazioni in fatto di tutela della privacy proposte dal nuovo Firefox.

Firefox 4 rende disponibile una nuova funzione, chiamata Do not track, per richiedere ai siti web visitati di non tracciare l’utente al fine di mostrare sulla pagina pubblicità “mirate”. L’intervistatore ritiene poco probabile che i siti stessi accetteranno di “autolimitarsi” in questo senso, ma Tristan Nitot si dice fiducioso e incoraggiato dalla buona risposta al momento ricevuta.

Al di là dei dubbi sulla fattibilità o meno di questa operazione, lo trovo un tentativo interessante e assolutamente “controtendenza” rispetto ai tempi. È un approccio molto diverso da quello di Google, che invece tende sempre più a personalizzare i contenuti pubblicitari all’interno delle pagine. Vero è che i Google Ads sono testuali e “discreti”, ma chi scrive li trova comunque, da un altro punto di vista, fastidiosi. È difficile scrollarsi di dosso una sensazione di controllo “orwelliano” quando, visitando ad esempio una pagina sui felini, ci troviamo davanti una pubblicità di cibo per gatti.

Senza contare che spesso Ads “inadeguati” al contesto, perché assegnati solo in base a parole chiave più o meno pertinenti, regalano alla pagina visitata un contrasto grottesco o comico. Guardiamo ad esempio l’immagine seguente, salvata dal post di un blog dedicato alle nuove proposte del web.

Il tema dell’articolo è il lancio di una versione gratis online del celebre programma di fotoritocco di Adobe. Tra gli annunci pubblicitari, spicca per la poca pertinenza quello sulle foto memorabili della presentatrice Simona Ventura, evidentemente attribuito al nostro link per via della parola chiave “foto”.

È molto comune imbattersi in questi contrasti grossolani, e, a parere di chi scrive, doppiamente fastidiosi per l’utente anche se a loro modo divertenti. Ben venga, quindi, il tentativo da parte di Mozilla di provare un approccio diverso, offrendo, se sarà possibile, un’alternativa a chi vuole leggere un articolo su Photoshop senza scoprire chissà cosa sulla carriera di Simona Ventura.

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