I panni sporchi si lavano su Twitter.

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Vorrei parlare di una recente tendenza che sta prendendo sempre più piede tra le star di Hollywood (e non solo tra loro): quella di discutere i loro fatti privati attraverso micro messaggi di Twitter, social network della Obvious Corporation nato nel 2006 e particolarmente diffuso negli States (da noi è un po’ meno usato).

In principio, fu Ashton Kutcher, noto più come marito di Demi Moore che per le sue interpretazioni cinematografiche, che dal 2008 posta regolari tweet sulle attività intime della coppia, più volte al giorno, tanto da essere riuscito nell’aprile 2009 a battere la CNN per numero di contatti.

Più di recente, sono stati Billy Ray Cyrus e la sua nota figlia Miley a combattersi a colpi di cinguettii (il nome “Twitter”, deriva dal verbo inglese to tweet che significa “cinguettare”) da 140 caratteri ciascuno (è il limite posto dal social). Dopo che la figlia, star a marchio Disney, si è fatta fotografare attaccata ad un bong di erba salvia alla “veneranda” età di 18 anni, papà Billy Ray ha pensato bene di chiedere scusa ai fans con questo tweet:

@billyraycyrus Billy Ray Cyrus

Sorry guys. I had no idea. Just saw this stuff for the first time myself. Im so sad. There is much beyond my control right now.

La reazione della figlia non si è fatta attendere e così, dopo aver prontamente riaperto il suo account Twitter chiuso tempo fa, ha postato tweet forti accusando il padre di essere geloso di lei e del suo successo. Risultato: padre e figlia non si parlano più, se non ovviamente tramite tweet.

Subito dopo, un’altra notissima star di casa Disney, Demi Lovato, anche lei da poco ricomparsa su Twitter, dopo mesi di silenzio tra le due, ha provato a riallacciare il rapporto con la sua ormai ex storica amica Selena Gomez con questo tweet:

@ddlovato demetria lovato

@selenagomez I miss you because apparently we’re one in the same..!!!

A cui Selena ha subito retweettato (in italiano il termine è pessimo):

@selenagomez Selena Gomez

@ddlovato hahaha flashback!! Oh, good times

Perché non incontrarsi, magari davanti ad un caffè, per ricordare i vecchi tempi invece di farlo davanti al mondo? L’impressione è che, il fatto di essere dei personaggi pubblici, faccia credere loro di doverci rendere partecipi di ogni cosa che accade nelle loro vite, pur continuando, paradossalmente, ad accusare i paparazzi di non rispettare la loro privacy. La stessa privacy a cui loro rinunciano pur di arrivare al milione di followers. Non è una contraddizione bella e buona? Si può arrivare a comunicare con i propri familiari o con i propri amici solo attraverso un blog?

A quanto pare, la risposta è si.

E comunque, anche su argomenti molto più seri, la situazione non è decisamente migliore. Da quando è iniziata l’offensiva militare in Libia, un radioamatore olandese pubblica su Twitter le informazioni sugli spostamenti degli aerei da guerra, informazioni solitamente tenute segrete dagli alti comandi militari, per motivi di sicurezza.

E qui viene da pensare che forse è una fortuna che noi italiani non siamo dei Twitter addicted. Altrimenti, di questi tempi, ci sarebbe da ridere a vedere i nostri politici dibattere i problemi del paese “cinguettando”….

 

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