Archive for maggio 2011

Tablet di Microsoft?

maggio 30, 2011

In una delle ultime lezioni abbiamo parlato dell’acquisto di Skype da parte della Microsoft e abbiamo ipotizzato che una delle ragioni fosse quella di introdursi nel mercato della telefonia dove riveste un ruolo marginale. Infatti i due player nella telefonia sono Apple e Android. Microsoft inoltre è completamente assente nel mercato dei tablet. Da domani a Taipei parte Computex, veranno mostrate le ultime novità nell’ambito della comunicazine e c’è la possibilità che venga presentata la versione di Window per il suo primo tablet!

Ecco il riferimento:

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-05-30/padfone-asus-142554.shtml?uuid=AauLYqbD

Serena

Annunci

L’importanza della Parola, pt. II: SCRIVERE E COSTRUIRE

maggio 30, 2011

Salone Internazionale del Libro, Torino, 13 maggio 2011, ore 17. Umberto Eco entra nella Sala Oval e lo fa da grande star qual’è, così deciso e decisivo in ogni suo gesto, che dopo appena qualche istante tutti gli occhi sono su di lui. Non è semplicemente calmo: è colmo di calma. Parla con lo staff, sale le scale, poi si siede e si rialza, va a destra e sinistra e viceversa. Parecchi flash e i fan, ma non può firmare nessun libro, ha fasciato un dito. Il quarto d’ora accademico passa in fretta che sembra il tempo di una sigaretta: manca poco, si sentirà Eco. La lectio magistralis di Umberto Eco s’intitola Fare romanzi: libertà e costrizione dello scrittore. Un romanzo non è solo un fatto linguistico. Il piano della parola ospita l’espressione e quello della narrazione il contenuto, partendo da qui si capisce che nella poesia è l’espressione che sceglie il contenuto (Eco fa l’esempio di Montale: il rivo gorgoglia perché è arsa la foglia), mentre nella prosa è il contenuto che sceglie l’espressione. È il mondo che decide, il romanzo ne deriva. Per questo Eco mostra e dimostra i tanti bozzetti dell’abbazie per Il nome della rosa. Scrivere è costruire: che sia la piantina di un’abbazia o il bozzetto di un personaggio, tutto concorre a costruire. La parola verrà. Eco, scrittore e semiologo, aggiunge che la costruzione è la costrizione: oltre a tutte le libertà che uno scrittore può prendersi c’è quella del costringere il proprio romanzo. Non lasciare che straripi, o lasciare che straripi in’altri argini artificiali (dell’artista s’intende, artifex). Si farà solo l’esempio dell’OuLiPo (Ouvroir de Littérature Potentielle), di quell’incontro tra letterati amanti dei numeri e matematici amanti delle lettere che ha costretto a scoprire il potenziale della letteratura e/o scrivere interi racconti senza per esempio la “e”, o scriverne altri con solo “e”, e così via… scrittori come Raymond Queneau e Italo Calvino. La lectio che in poche righe non rende, è stata una riflessione di un’ora e mezza a tutto tondo sulla letteratura. Qui non intendo riassumere, ma solo riflettere (liberamente). Si concluderà (perché mi ritrovo da qui a scrivervi e perché potrebbe interessarvi) con la scrittura, la costruzione, la costrizione con il computer. Eco si rivela, ancora una volta, grande interprete del tempo che passa, del rapporto tra le parole e le cose: scrivere con la stilo sull’argilla vorrebbe dire avere più tempo per pensare, mentre scrivere a dieci dita con la tastiera è farlo alla velocità del pensiero. Non esiste l’errore, ma la linea rossa. Questo non significa che si possa perderne il romanticismo (“la critica degli scartafacci” di Contini): l’augurio di Eco è che ci siano fior di studenti e ricercatori che faran fortune letterarie a studiare (non più manoscritti, dattiloscritti e opere a stampa) ma le diverse bozze stampate da stampanti collegate a computer: il testo A è un file, il testo B è la stampata corretta a mano, il testo C è il ritorno al computer che però è già testo D per il ritocco ulteriore e  mentale, poi E la seconda stampata ecc… Eco confessa che ne ha a casse. Perché scrivere è costruire, costruire è costringere. Costringere può esser liberare.

Ps: il successo. Durante la lezione è accaduto che il computer col quale lo scrittore e semiologo, già impossibilitato da un dito fasciato, stava mostrando alcune immagini e testi si bloccasse: con la mano non bendata ha sbattuto lo schermo contro la tastiera. Esilarante il momento, il gusto del gesto. Perché questa volta tra i due litiganti, la scrittura a mano e la scrittura al computer, è il terzo che gode: la voce.

di Alessandro Ferraro

L’importanza della Parola, pt. I: TRADURRE E TRADIRE

maggio 30, 2011

Salone Internazionale del Libro, Torino, 13 maggio 2011, ore 15. Erri De Luca entra nella sala Oval e lo fa così in silenzio, così sereno e serafico, che solo dopo qualche minuto il pubblico lo nota tra la gente sotto il palco. È pacato. Il passo sembra affondare sulla neve, lo sguardo affrontare il nulla. Parla con lo staff, sale le scale, poi si siede. È decisamente un bell’uomo, scavato in volto, occhi e baffi chiari. Ricorda Clint Eastwood. Autografa dei libri, abbozza dei sorrisi poi la stessa penna la stringe tra le dita, scrive qualche appunto e comincia. De Luca parla del delicato problema della traduzione. Tradurre è tradire, la polemica è secolare. Qui mi limiterò a riportare soltanto qualche esempio dalla sua lezione Sulla traccia dell’alfabeto antico, aggiungerei: sull’importanza della parola (detta e scritta). Con E disse e Le sante dello scandalo, Erri De Luca torna a raccontare della marcia trionfale di Mosé, e torna a tradurre l’ebraico antico dopo Esodo (Shmot): «Nel Sinai avviene qualcosa di speciale – dice De Luca – La Divinità trasforma in scrittura le sue parole, che vengono improvvisamente incise su pietra. Mosè sale sul Sinai leggero, fermo e fiducioso. Arriva in cima e gli vengono consegnate le tavole di quella legge che è anche alleanza: lui deve recapitarle a quel popolo, che le accetta […]. In Italia successe qualcosa di simile – è la riflessione dello scrittore e traduttore – quando, dopo la Seconda guerra mondiale, il popolo ha accettato la Repubblica e la Costituzione, sancendo un’alleanza (che oggi risulta indebolita)». Il secondo esempio assomiglia a uno scempio, fatto sul corpo della donna: «Il ruolo delle donne è stato sacrificato dalle traduzioni dei testi sacri. Da 2.000 anni ci portiamo dietro la mortificazione del corpo femminile ma il peccato originale non esiste. E i traduttori trafugano, ingannano». De Luca potendo consultare direttamente i testi in lingua originale, potendo contare sulla lucidità di un non credente (non un ateo, lui non esclude la religione dalla vita degli altri) può ora urlare a gran voce (non lo fa: l’intera lezione si è svolta sul limite del sussurrio) che è lì che si è infilata l’inferiorità della donna. Il peccato originale non esiste perché “partorirai con dolore” non è una traduzione, ma un tradimento. Con la parola si può rafforzare un popolo (antico e moderno) come indebolire una posizione (quella della donna), per questo bisognerebbe fare attenzione con Lei: non tentarla né attentarla.

 Ps: il successo. Durante la lezione è accaduto che più volte il megafono richiamasse all’infopoint il bimbo Andrea. De Luca ascoltando il silenzio la prima volta, e sorridendo la seconda, alla terza ha esortato Andrea a tenere duro, a non andare, continuare a vagare. Così non mi resta che citare le stesse parole dello scrittore riferite al popolo ebraico: «questa moltitudine di persone uscita trionfalmente dall’Egitto ma tragicamente esposta a quel labirinto che è il deserto, alla sua vastità. Ecco che cos’è improvvisamente la libertà: lo sbaraglio di fronte all’insondabilità del futuro, la via di un ubriaco che non trova la via di casa».

di Alessandro Ferraro

Freaks! : aggiornamento

maggio 30, 2011

Quasi due mesi fa veniva lanciata su YouTube la prima puntata di Freaks!, web serie che vede come interpreti alcuni dei volti italiani più noti della rete, tra cui il più volte citato sul nostro blog Guglielmo Scilla.

Mi ero riproposto di fare degli aggiornamenti per monitorare la crescita del fenomeno ed osservare il grado di viralità del prodotto.

Freaks! ha un sito web (www.freaktheseries.com) con un archivio delle puntate, una sezione di contenuti extra e foto dei protagonisti e del dietro alla quinte.

Il canale creato su YouTube invece conta 33.808 iscritti. La prima puntata è stata visualizzata 626.401 volte, minori le visualizzazioni per le puntate successive: 389.901 per la seconda, 362.407 per la terza, 369.424 per la quarta ed infine 265.747 per l’ultima che risale ad una settimana fa.

Il numero di amici della pagina Facebook è salito a 40.331. E’ qui che lo staff pubblica i contenuti extra con il backstage, le interviste, una serie di video, “Appunti di produzione”, in cui uno dei ragazzi dello staff risponde alle domande dei fan. Ovviamente ad ogni post o video corrisponde un alto numero di “mi piace” e di commenti.  La pagina è diventata un luogo in cui i seguaci della serie possono discutere su cosa avviene nelle singole puntate, sollevare critiche o quesiti.

Il cast è stato anche invitato il 18 aprile scorso alla trasmissione “Deejay Chiama Italia”, presentata da Linus e Nicola Savino su Radio Deejay.

Voi cosa ne pensate?

http://www.freakstheseries.com

https://www.facebook.com/pages/Freaks-The-series/140108282726345?sk=wall

Gabriele

Current verrà eliminato?

maggio 30, 2011

Sky vuole cancellare il canale Current creato da Al Gore. Nasce subito la polemica: per quali ragioni Sky improvvisamente vuole cancellare Current? Il canale ha davvero avuto un calo degli ascolti o Sky vuole ingraziare Berlusconi per salvaguardare gli accordi per ottenere frequenze sul digitale terrestre?

Segnalo alcuni articoli che trattano della questione in modo che ognuno si faccia un’idea.

http://www3.lastampa.it/spettacoli/sezioni/articolo/lstp/403154/

http://www.digital-sat.it/ds-news.php?id=26123

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/19/sky-cancella-current-italiaal-gore-in-italia-per-mobilitare-lopinione-pubblica/112323/

http://www.tvblog.it/post/25426/al-gore-sky-cancella-current-tv

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=149926&sez=HOME_SPETTACOLO

Serena

“Mi piace”?! Lo pseudo-consenso ai tempi della rete

maggio 27, 2011

Riporto la video segnalazione di Claudio Messora, collaboratore del Fatto Quotidiano, pubblicata sul suo vlog un paio di giorni fa con il titolo “La truffa della pagina pubblica della Moratti”.

Nell’era della rete e dei Social Media il consenso non si fabbrica più con i sondaggi, ma (anche) a colpi  di “mi piace”; non  importa se tanti utenti ignari, che volevano soltanto vedere un video di calcio, si ritrovano, senza saperlo, ad essere sostenitori di donna Letizia.  Tutta colpa di una stringa di comando nascosta  nel  sorgente html di una pagina come tante, di quelle frequentate dagli utenti più sprovveduti e privi di strumenti critici.

Nello staff professionalizzato che affianca i politici, adesso i sociologi, sacerdoti delle proiezioni, lasciano il posto a programmatori informatici.

Credo occorra meditare sul tema Internet e Democrazia. Spesso, in una visione semplicistica, si contrappongono old media e new media: i primi sono visti come strumento del potere, i secondi come spazio di libera espressione e cyber-democrazia. Ma siamo proprio sicuri che sia così? Se è vero che la rete non è soggetta a censure e a un certo tipo di informazione calata dall’alto, è altrettanto vero che può essere anch’essa manipolata, e quel che è peggio, lo si fa strumentalizzando la finta spontaneità  dei  formati e dei linguaggi tipici del Web 2.0.

.

Viral Ads

maggio 26, 2011

Sperando sia ancora valido l’invito a dare la caccia ai video virali, mi sembra interessante il fenomeno degli spot pubblicitari estremi, o semplicemente di dubbio gusto che, proprio a causa di queste loro caratteristiche che li rendono poco adatti ad un pubblico generalista, non possono approdare in tv, ma trovano una loro dimensione come video virali.

Oramai i pubblicitari hanno capito lo spirito del gioco, e danno libero sfogo alla loro creatività senza sottostare a troppi vincoli, sapendo fin da subito che il messaggio seguirà canali alternativi, ma non per questo meno efficaci.

Due sono gli esempi che vi propongo, si tratta di due video secondo me molto divertenti, anche se non  recentissimi.

Il primo, risalente a un anno fa, è lo spot della Wilkinson per un rasoio da zona bikini, l’oramai celeberrimo “Rasa il pratino”. Attenzione all’effetto tormentone. Una volta sentita la canzoncina, non è più possibile togliersela dalla testa.

Segnalo a margine che è uscito proprio ieri il nuovo spot wannabe viral di casa  Wilkinson dal titolo “Chiomette perfette”, a ritmo di dance anni ’80. Ha già collezionato più di 500 visualizzazioni in meno di 24 ore.

Il secondo esempio, risalente all’ormai lontano 2009, è targato Durex, e lo spot si intitola “Get it on”. Il consiglio è di attivare l’audio, che gioca un ruolo non secondario per il raggiungimento dell’effetto comico.  Anche di questo simpatico spot, in TV nemmeno l’ombra, o per lo meno, io non l’ho visto; d’altra parte, almeno in Italia, la pubblicità dei profilattici ha sempre incontrato notevoli ostacoli, e non certo per ragioni di buono o cattivo gusto.

Ancora su Twitter.

maggio 22, 2011

A riprova del fatto che ormai Twitter è diventata quasi un’arma di distruzione di massa, la notizia dell’arresto di Dominique Strauss – Khan ha fatto la sua prima apparizione sul social, grazie allo studente Jonathan Pinet, che ha battuto sul tempo il New York Times. Ed ora gli avvocati difensori parlano addirittura di complotto.

Qui un riassunto della vicenda:

http://www.linkiesta.it/dsk-scandalo-nell-era-twitter

Rosaria

Due news….particolari

maggio 22, 2011

Navigando alla ricerca di news curiose, mi sono imbattuta in queste due notizie:

La prima riguarda una nuova, “brillante” idea del creatore di Facebook per arricchire ulteriormente le sue tasche: il tag diventa marchio registrato

http://www.tecnocino.it/articolo/ora-i-tag-di-facebook-diventano-marchio-registrato-la-mossa-di-zuckeberg/29579/

Sulla seconda notizia, mi sento di dire che era questione di tempo prima che succedesse: gli ebook hanno ufficialmente scavalcato i libri cartacei per numero di copie vendute. Almeno, questo è quanto sostiene Amazon. Ma considerato il volume di vendite del portale, mi pare un dato abbastanza affidabile:

http://ehibook.corriere.it/2011/05/amazon_venduti_piu_ebook_che_l.html

Rosaria

Will Woosh, per farsi due risate

maggio 21, 2011

Adoro Will Woosh e credo che già molti di voi lo conosceranno! Per chi non lo conosce consiglio di vedere alcuni suoi video, oltre quello che ho postato, e sono sicura che finirete per vederli tutti! L’unica presentazione è che mi fa morire dal ridere!!!

Questo è l’ultimo video che ho visto.

Serena