Archive for giugno 2011

Internet ombra

giugno 13, 2011

Come tutti abbiamo visto in questi mesi, le nuove tecnologie sono state fondamentali per l’inizio della “Primavera araba”. Non solo, in tutti i paesi dove la democrazia è un’utopia, è solo grazie ad internet, ai social network e alla comunicazione che si tiene in vita la speranza di un futuro migliore. In questo articolo, apparso oggi su Repubblica, si spiega come e perchè la più grande democrazia del mondo si stia impegnando attivamente per creare una sorta di “internet ombra” che non possa essere censurato o chiuso, per aiutare tutti i paesi dove la libertà non esiste.

Questo il link: http://www.repubblica.it/esteri/2011/06/13/news/internet_invisibile-17608484/?ref=HREC1-2

VOGUE: COME ON VOTE

giugno 12, 2011

Appunto di uno scrutatore di provincia sulla vittoria dei social network sulle televisioni (riporto qui quello che mi sono scritto su un foglietto, oggi al mio seggio, di getto).

Se questo referendum dovesse passare, se il quorum si potesse superare, se si riuscisse a mandare un segnale, io credo che di tutte le considerazioni possibili, politiche apolitiche e populistiche che si potrebbero fare sarebbe lecito aggiungerne una: la vittoria dei social network sulle televisioni. Forse parlo di informazione, sicuramente parlo di coerenza, copertura e contagio. Se da una parte le date venivano balbettate se non sbagliate, se i mezzucci erano anche meteorologici, se i palinsesti erano troppo piccoli per argomenti così grandi, dall’altra parte la mobilitazione era mirabile. Credo ci sia una parte modaiola certo, l’appeal rockstar di Barack Obama e l’appeal politico Lady Gaga parlano da soli e non sempre parlano per loro e i contenuti sono cantonati (io stimo uno e l’altra). A parte la moda che vuole che l’arancione sia (sia stato almeno per maggio) il nuovo colore “giovane”, la moda che riesce a svuotare frasi come “vota sì per dire di no” (perché spesso non ci si informa), i social network (al netto dei ragazzi che prendono quindi tutto questo come un mitico carrozzone caciarone o come un momentaneo cosmetico cerone) hanno fatto tanto. Hanno detto, soprattutto. Le date erano chiare, e non si sono pubblicizzati due giorni al mare con vitto alloggio e menefreghismo inclusi, ma due giorni ai seggi con schede matita e coscienza non esclusi, eccome. Hanno creato un’atmosfera che si poteva respirare a pieni polmoni (che speriamo si possa rigettare fuori in sospiro di sollievo).

Sta venendo tanta gente, e sì: l’aria che si respira è davvero splendida. Di parte. Io che in questi minuti non posso dire mezza cosa a proposito, imparziale, parziale appunto qui la mia gioia e quella di questa gente. Sono convinto di una vittoria dei social network sulle televisioni, e ne sono convinto come ho scritto e come vedo in questo giovane salotto, ma. C’è qualcosa che mi perplime e prende allo stomaco allo stesso secondo: la quantità di anziani. A parte l’incredibile effervescenza di donne che a sessant’anni hanno voglia di svoltare e l’inevitabile emozionalità che ti può dare il signore del 1914 che bisbiglia “speriamo bene”, a parte tutto questo la quantità di anziani mi fa riflettere: forse non è solo facebook. Che se ne abbia davvero abbastanza?

Lo penserei se l’Italia non dicesse da decenni di averne abbastanza, per poi mangiare da sempre la stessa paranza. Si passerà il quorum questa volta, ma spero che si possa passare ben altro quorum: quello del livello di sopportazione (nella Storia d’Italia intendo, di cui questo quorum del 12 e 13 giugno 2011 è comunque una percentuale). Io al mare ci andrò  quando non avrò niente di meglio da fare, quando non avrò più da pensare.

di Alessandro Ferraro

giugno 12, 2011

Un video virale in tema con la giornata odierna. In pochissimo tempo ha superato le 500.000 visualizzazioni, effetto domino?

Una licenza Creative Commons per You Tube

giugno 7, 2011

Il diritto d’autore e il web 2.0 non sono poi così incompatibili. You Tube, la piattaforma che più ha mandato in crisi il copyright musicale, ha accolto una licenza Creative Commons: chi la sottoscrive autorizza gli utenti a modificare e commercializzare l’opera, a patto che citino sempre l’autore.

Per gli iscritti alla community è stata anche creata un’area di “editor” che raccoglie tutti i video con licenza CC in cui ci si può sbizzarire nel remix dei video a disposizione senza passare per pirati. Ciò non vuol dire che si potranno caricare video protetti da copyright tradizionale aggiungendoci semplicemente la licenza CC. A guadagnarci, però, sono tutti quegli utenti che caricano video per farsi conoscere, i giovani artisti soprattutto, e non volendo o non potendo affidarsi al copyright tradizionale per limiti di tempo e denaro, d’ora in avanti potranno sottoscrivere la licenza direttamente sulla pagina di caricamento di You Tube.

Un tentativo di mettere un pò’ d’ordine nella giungla del web, sperando che gli utenti capiscano la differenza tra “copiare” e “condividere”, verbi diventati spesso sinonimi anche se solo il secondo è davvero in linea con la logica del web 2.0.

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