Generazione di fenomeni

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E’ di questi giorni l’ennesima polemica innescata dal ploticante di turno (seppur siano politicanti tecnici) sui presunti bamboccioni o giovani sfigati che non si laureano entro i ventott’anni o che vogliano ad ogni costo lavorare vicino a mamma e papà. La notizia , per molti di noi, giovani, studenti e lavoratori, si commenta da sola. A parte il fatto che il signor Monti è stato financial advisor ,nel 2008, allo scoppio della crisi, di una delle più grandi banche da cui la crisi mondiale è scoppiata. e ciò basterebbe per chi avesse della cottolica umiltà a tacere; a parte che la Fornero non so chi sia o cosa abbia fatto e questo basti; a parte che sono state battute infelici ed evitabili, voglio raccontare una storia del tutto personale ma che sia una storia comune a molti altri della generazione di sfigati che prendono le distanze da quella precedente e da quella dei nonni. Certo, bisogna fare un distinguo a monte: quei giovani che girano in Audi a vent’anni, che passano le serate a imbottirsi di alcool e droghe, quei giovani che (sono 2.000.000 secondo i quotidiani di oggi) non studiano e non lavorano, ebbene, quei giovani non siamo Noi. Noi , siamo gente figli di istintivi presuntuosi ragazzi, che si sono sposati sull’onda dell’emozione  , che ci hanno messo al mondo sull’onda dell’ignoranza e che hanno cercato per tutta la vita di vivere al di sopra delle proprie possibilità. Siamo i nipoti di quelli che si indebitano per fare le crociere sul mar nero, di gente che la guerra non l’ha vista che col cannocchiale e che pure tutta la vita non ha fatto che indebitarsi per cercare qualcosa che, citando guccini, non hanno trovato mai. Noi, studiamo sodo, e lavoriamo sodo, ci abbassiamo a fare lavori usuranti e denigranti perchè dall’esperienza di quelle generazioni fallimentari, abbiamo tratto insegnamenti morali ed economico- morali di una lungimeranza tale che mai temeremo una crisi del debito, perchè l’idea stessa di “debito” ci fa schifo.

Invito politici, dirigenti e, tutta l’attuale classe dirigente a pensare prima di giudicare uno di noi, perchè Noi, il nostro giudizio l’abbiamo già scritto.

 

d.o.

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