Archive for aprile 2012

Il caso di Clio: da You Tube a Real Time

aprile 23, 2012

Clio

Ripensando alle possibilità che offre il web e di cui spesso si è accennato durante le lezioni, mi è venuta in mente la fortunata vicenda di Clio, meglio nota come Clio Make Up. La truccatrice bellunese, infatti, ha da poco inaugurato una sua trasmissione sul canale televisivo Real Time, dopo aver raggiunto un vero e proprio record di popolarità sul web, grazie al suo canale You Tube seguito da ben 168275 iscritti (numero continuamente in crescita!) e contenente 447 video caricati. La vicenda di Clio è un indicatore di quanto il web abilmente sfruttato, possa offrire delle enormi potenzialità.

Elisa Piana

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aprile 23, 2012

Frodi telematiche: Italia-Programmi.net nel mirino della Guardia di Finanza

aprile 19, 2012

Frodi telematiche: Italia-Programmi.net nel mirino della Guardia di Finanza

il Colonnello Umberto Rapetto

La vicenda  ha origine nell’offerta via Internet di software gratuiti.
I numerosissimi utenti della Rete a caccia di “free – software” possono trovare sui motori di ricerca il sito “Italia – programmi.net” come contenitore di tutte le informazioni utili per scaricare (apparentemente senza spese) le applicazioni di proprio interesse.
Una volta raggiunto il sito web e individuato il software che si vuol scaricare, “Italia – Programmi.net” chiedeva di compilare una scheda dove solo da poco tempo si parla della sottoscrizione a titolo oneroso di un abbonamento del costo di 8 euro (scritta ben evidenziata) e con il pagamento anticipato di 96 euro per il primo anno (circostanza scritta a caratteri minuscoli).
Tale indicazione risulta essere visibile solo negli orari diurni (durante i quali le autorità possono effettuare controlli) mentre in altri periodi della giornata – in assenza di “avvisi” – l’utente rischia di inciampare nell’illusione della totale gratuità. I finanzieri del Nucleo Speciale Frodi Telematiche hanno stretto il cerchio attorno alle attività della fantomatica società di servizi infornatici che richiedeva indebitamente soldi agli internauti.
I finanzieri del Nucleo Speciale Frodi Telematiche, comandato dal Colonnello Umberto Rapetto, hanno finalmente incastrato la società “Italia – Programmi.net”, che sta da tempo tempestando di mail e di lettere decine di migliaia di persone (compreso il presidente della Repubblica!), con la pretesa di ricevere quote per circa un centinaio di euro da versare a fronte un presunto abbonamento a servizi telematici.

Gli uomini del GAT – NUCLEO SPECIALE FRODI TELEMATICHE – reparto specialistico della Guardia di Finanza deputato al monitoraggio della rete Internet per prevenire, ricercare e perseguire gli illeciti di tipo economico finanziario, sono stati protagonisti di operazioni di servizio di indubbio impatto internazionale fin dall’esordio dell’affermatissimo team. Un gruppo di persone scelte tra le professionalità eccellenti, soggetti con uno skill tecnico – culturale tutto particolare in cui le competenze tecnologiche si mescolano alle abilità investigative tradizionali, a una curiosità fuori dal comune, a una volontà che non conosce fatica né sosta, a un senso di appartenenza alla squadra che contribuisce a materializzare il più invidiabile modello di partnership. Ingredienti davvero rari che, dosati a dovere e miscelati con pazienza, hanno dato luogo a un sorprendente risultato di alchimia organizzativa.
Due sezioni con funzioni operative e di analisi di settore, una terza con non trascurabili mansioni logistiche, amministrative e di funzionamento visto l’impegno del reparto su tutto il territorio nazionale: gli ingranaggi sono oleati e la fluidità con cui vengono affrontate le problematiche quotidiane consente di superare anche i momenti più difficili.

 

il logo del GAT


Vi segnalo questa pagina, può aiutarvi ad orientarvi nella rete, evitando “fregature”:

http://www.gat.gdf.it/sito_php/impaginatore.php?pagina=internet

Fonte: Il Corriere della Sicurezza e il Sito istituzionale del GAT

Elisa Piana

Adobe abbandona Flash…anzi no

aprile 16, 2012

-MAGGIO 2011: Steve Jobs, fondatore e Guru della Apple, lancia la bomba contro Adobe, nel comunicato intitolato “Thougs the Flash” (Considerazioni su Flash): “Adobe Flash è lento, divora le batterie e non è utilizzabile per periferiche touch screen, oltre a creare problemi di sicurezza” afferma il compianto ideatore della Mela più famosa del mondo. Per la cronaca, ricordiamo la definizione di Flash Player:

Adobe Flash (in precedenza Macromedia Flash e ancora prima FutureSplash) è un software per uso prevalentemente grafico che consente di creare animazioni vettoriali principalmente per il web. Viene utilizzato inoltre per creare giochi o interi siti web e grazie all’evoluzione delle ultime versioni è divenuto un potente strumento per la creazione di Rich Internet Application e piattaforme distreaming audio/video

(fonte: Wikipedia)

Immediata la risposta da parte di Adobe, con Michael Chambers. Il progettista capo del gruppo  Flash, nella pubblicazione rivolta a Jobs, dall’eloquente titolo “Datti una regolata”, nella quale afferma che Apple continua a produrre piattaforme chiuse, al contrario di Adobe.

Risultato? Niente più Flash Player su Iphone. Non che il device non fosse in grado di supportare la tecnologia, ci mancherebbe.  D’altronde se riflettiamo, un “Melafonino” riproduce tranquillamente video da Youtube, quindi l’assenza della tecnologia flash su questi smartphone è da interpretarsi come vera e propria presa di posizione da parte dell’azienda di Cupertino.

-Portiamo adesso l’orologio a NOVEMBRE 2011: Tutti i tifosi di Adobe (o meglio, tutti gli A.A, Anti-Apple),  provano un senso di disorientamento al seguente comunicato:

“Il nostro lavoro futuro con Flash sui dispositivi mobili sarà focalizzato consentendo agli sviluppatori Flash di creare pacchetti per applicazioni native con Adobe AIR per tutti i principali app store. Non sarà più sviluppato il Flash Player per dispositivi mobili e browser di nuova versione del sistema operativo o configurazioni del dispositivo. Alcuni dei nostri licenziatari del codice sorgente possono scegliere di continuare a lavorare e rilasciarlo nelle loro implementazioni. Noi continueremo a sostenere Android e configurazioni PlayBook con bug fix e aggiornamenti di sicurezza.”

“Ve l’avevo detto” starà ridacchiando Steve Jobs.

Una delle controversie tecnologiche più accese degli ultimissimi anni iniziava a delinearsi sempre di più, e la forma ricordava tanto quella di una mela. La scelta di Adobe di investire su HTML 5 , tecnologia più aperta e leggera, va di pari passo con quella del suo dichiaratissimo ex nemico.

-Oggi (più o meno), Marzo 2012:  tramite il sito http://www.informationweek.com, l’ennesimo colpo (colpetto) di scena, tramite il quale apprendiamo che Adobe ha leggermente modificato il tiro:

“Our future work with Flash on mobile devices will be focused on enabling Flash developers to package native apps with Adobe AIR for all the major app stores.”

(Il nostro lavoro futuro con Flash sui dispositivi mobili sarà focalizzato nel consentire agli sviluppatori Flash di confezionare applicazioni native con AdobeAIR per tutti i principali app store.)

Ossia: potenziando Adobe Air e Adobe Flash player per supportare soprattutto videogiochi graficamente più intriganti. Questo perchè le attuali piattaforme non supportano ancora bene l’HTML5: Quale ottima occasione per sfruttare (per ora?) economicamente le modifiche effettuate, con un nuovo sistema di licenza?

“Make money through the App Store, Apple takes a share,make money through the Android Market, Google takes a share. Make money through Flash, Adobe takes a share”

(dal blog di Lucas Meijer)

Bel dilemma, non c’è che dire. Si tratta del canto del cigno di Flash Player? Jobs aveva ragione oppure Adobe sta rilanciando il suo prodotto?

Ai twitters l’ardua sentenza.

Francesco Colombo

“La pena è gratis, l’invidia te la devi sudare”.

aprile 16, 2012

LePerlediPinna è una fanpage di Facebook. Il suo riquadro informazioni recita: l’irriverenza e l’avanguardia linguistica volte all’analisi della feccia quotidiana. Le “perle” in questione infatti sono frasi, aforismi, riflessioni, critiche dedicate ai gusti e ai costumi più comuni. Alcuni esempi? Tra le più innocenti si possono citare:
– Perdere la stima di qualcuno perché privo di gusto musicale.
– Se lo riempi di messaggi, di regali, di chiamate, di post in bacheca, di canzoni, di dediche e di pensieri, non è romanticismo: è STALKING.
– Ai preti preferisco le puttane. Non mi piace la gente che fa le cose di nascosto.
Antonio Andrea Pinna, giovanissimo ragazzo cagliaritano, ha creato la pagina nel novembre del 2010 ed ha raggiunto ad oggi (16 aprile 2012, ore 16.30) i 68.904 fan. Il caso della sua fanpage è interessante per comprendere dove può portare un uso oculato di Facebook.

Andrea ha pubblicato le sue frasi, ormai più di 1600, pressoché ininterrottamente per un anno e mezzo. Ha curato LePerlediPinna giorno e notte e le visualizzazioni della pagina sono cresciute in fretta, così come le condivisioni delle sue note. Il motivo del suo successo? Un’ironia dissacrante che non risparmia nessuno e la capacità di esprimere quello che molti pensano ma non hanno il coraggio di dire.

La notorietà così ottenuta gli ha permesso inizialmente di approdare alla collaborazione con un magazine mensile e con la radio più seguita della Sardegna.
Sette mesi fa Andrea ha pensato bene di stampare alcune delle sue frasi, scelte attraverso un sondaggio tra i suoi fan, su delle semplicissime T-shirt bianche e nere che poi ha messo in vendita online. In questo modo ne ha venduto qualche migliaio.
Ben presto l’hanno quindi contattato alcuni negozi e da solo è arrivato a servirne 12 in tutta Italia.
È così che è stato adocchiato da Happiness, linea di abbigliamento nata a Los Angeles nel 2007, che produce prevalentemente in Italia e vende in tutto il mondo. Andrea aveva infatti venduto le sue T-shirt ad un negozio di Roma che vendeva anche le loro. Il titolare di Happiness l’ha chiamato e gli ha proposto di collaborare: oggi figura come Artista Happiness e le sue T-shirt sono vendute in tutta Europa, negli Stati Uniti e perfino in Giappone.
Lo step più recente è la pubblicazione di un libro che raccoglie alcune delle perle scritte fino ad ora e che sarà disponibile a breve.

Andrea ha fatto per se stesso quello che un community manager fa per un’azienda: utilizzare gli strumenti offerti dai social media per arricchire un progetto e contribuire al raggiungimento di un obiettivo, facendo spinta comunicativa sugli utenti.
I traguardi raggiunti da LePerlediPinna e dal suo fondatore sono un esempio delle possibilità che può aprire Facebook, tant’è che Andrea è stato contattato da alcune aziende, in cerca di aiuto per orientarsi nel mondo dei social network, delle quali oggi gestisce le reazioni pubbliche online, promuovendone la visibilità proprio attraverso il loro profilo Facebook.

Una piccola curiosità. Come spesso accade alle fanpage di successo, LePerlediPinna è stata copiata. Non solo. Sono state copiate e vengono copiate tuttora le sue T-shirt, ci sono perfino negozi che ne vendono la versione “taroccata”.

Questo il video che Andrea ha pubblicato come Artista Happiness. In una settimana ha superato le seimila visualizzazioni.

Elisa Mallegni

Comunicazione di servizio

aprile 13, 2012

Buongiorno a tutti, volevo comunicare che la lezione integrativa di IMI – Informazione Multimediale Integrata, si svolgerà lunedì 16/4 presso l’aula 14.

Buon weekend.

Mario Clavarino

Kim Kardashian, l’imprenditrice del niente

aprile 7, 2012

Ha 32 anni, è di Los Angeles, ha studiato – più o meno 😉 – in una scuola privata, amica di Paris Hilton, ha lavorato come stylist per attrici. Suo padre, morto nel 2003, di origine armena, è stato l’ex socio e uno degli avvocati di O.J. Simpson, nel processo per l’omicidio della moglie Nicole. Dalla casa di Kardashian era partita la fuga autostradale di Simpson, in diretta tv.

Kim Kardashian ha due sorelle Kourtney e Klohe e un fratello, che si chiama semplicemente Robert. Esibizionista, è una perfetta imprenditrice del niente, dopo essere apparsa in qualche telefilm americano e aver posato per Playboy nel 2007, la sua vita viene raccontata dal reality Al passo con i Kardashian (Keeping Up with the Kardashians) sul canale satellitare E! dove c’è tutta la famiglia, compresa la mamma Kris (in famiglia le “K” piacciono, le figlie avute dal secondo marito – le sorellastre di Kim – si chiamano Kendall e Kyle).

Lo scorso 29 marzo, Forbes, l’ha decretata il personaggio tra le più sovraesposte, tra televisione, internet e giornali. Ovunque la si trova, dove ci sono i gossip lei c’è.

Su Facebook piace a più di 8 milioni e 448 mila persone, su Twitter i suoi “followers”, quelli che la seguono, sono invece 14 milioni e oltre 321 mila!

Un suo tweet, uno di quei messaggi lunghi al massimo 140 caratteri che famosi e non possono scrivere, sul social network Twitter, valgono migliaia di dollari.

Dopo due matrimoni falliti, l’ultimo è durato solo 72 giorni, con un cestista del NBA Kris Humphries (…e di nuovo una “K”), ora pare abbia un flirt con il cantante Kanye West.

Unico obiettivo fare parlare di sè, per fare soldi, e nel 2011 la sua “impresa” familiare ha fruttato circa 65 milioni di dollari, ma come? Con il reality che la segue nella vita di tutti i giorni, le vacanze, lo shopping, le litigate, gli amori, le sfilate, eh, che vita stressante.
E anche l’ultimo matrimonio pare sia stata una montatura, organizzato solo per farsi pubblicità e guadagnare qualche extra, e con il finale della scorsa stagione ha raddoppiato il numero del pubblico dell’anno precedente.

Tra comparsate in telefilm come “CSI” o “90210”, pubblicità, gossip e un red carpet, la cara Kim è dappertutto. E lo show non è finito, ci rassicura lei stessa, anche dal suo sito web ufficiale  è in arrivo la stagione numero 7 del reality del fenomeno del nulla e della vanità:
i Kardashian.