L’invasione delle fashion blogger

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Si  tratta del fenomeno più ampio e di successo di tutto il web: creare un blog di moda è diventato il must degli ultimi anni e le critiche non mancano né sono mancate.

Caratteristiche della fashion blogger: spiccato gusto nel vestire, fisico snello, quasi da modella, possedere una reflex e un amica o un fidanzato pronto a fotografarti in ogni occasione.

Certo, raccontata così, sembra più che altro un modo per smontare un fenomeno in realtà apprezzatissimo, che sta quasi scavalcando il più autorevole giornalismo di moda, ma per essere una fashion blogger basta semplicemente essere “fortunate” e certo molto coraggiose.

Agli occhi di noi spettatrici si tratta di fotografare degli outfit (non in gergo degli abbinamenti di vestiti), raccontare il luogo e l’occasione e citare le marche dei capi e degli accessori indossati. Poi? Aspettare i commenti delle followers e aumentare la propria visibilità.

Poche blogger hanno davvero raggiunto questo obiettivo e  proclamando di interpretare la moda dal loro personalissimo punto di vista sono diventate un punto fermo nel web, anche se ciò che salta all’occhio è una accentuata “ripetitività” più che l’ “originalità” di cui si fanno profete.

Sia in Italia che all’estero, le blogger più seguite spesso si fotografano vestite con capi molto simili, se non uguali, eppure il loro successo è indiscusso e il loro stile imitatissimo. Le più cliccate?

Certamente l’italiana Chiara Ferragni, il cui blog “The Blonde Salad”, nato nell’Ottobre 2009, ha raggiunto in pochi anni le 100 mila visualizzazioni al giorno; la 24 enne ragazza milanese si è trovata al centro dell’attenzione: ha intrapreso diverse collaborazioni con maison importanti (la più recente è quella con Yamamay), è ospite spesso di trasmissioni radiofoniche e protagonista in molte riviste e magazine non solo italiani ma anche internazionali, ed ha addirittura creato un proprio marchio di abiti e accessori, Werelse, insieme ad altre due blogger, la messicana Andy Torres (“Style Scrapbook”) e Carolina Engman (“Fashion Squad”).

Ironia a parte, critiche o non critiche, le fashion blogger sono seguitissime soprattutto perché rendono la moda più fruibile, non solo legata alle grandi case di moda, ma è anche vero che sono diventate delle vere e proprie vetrine, addobbate dagli stilisti che cercano visibilità; non a caso sono invitate a sfilate, party e inaugurazioni e sfoggiano accessori e abiti griffati ricevuti in regalo.Image

Un’industria del fashion vera e propria? Forse si. Quello che inizia ad esaurirsi è il concetto di moda intesa come stile personale e unicità; ecco, manca la personalità, eppure i blog di moda e i social network legati ad essa (Lookbook ne è un esempio) sono tra i più cliccati e conosciuti di tutto il web.

                                                                                         

 

                                                                                           Chiara Durante

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