Le regole di Internet. Quelle vere.

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Anche se la penetrazione di internet in Italia non è capillare come sarebbe auspicabile, e come è in Paesi più avanzati dal punto di vista dell’accesso alla “rete delle reti”, come la Corea del Sud, per citarne uno, al giorno d’oggi quasi tutti siamo a conoscenza delle sue regole: scrivere in maiuscolo equivale a gridare; per posta, nei forum e sui social network si deve evitare di “spammare” (che, per i profani, significa intasare la casella/discussione/bacheca di qualcuno con messaggi inutili); non si “trolla” (per i profani di cui sopra, che a questo punto non si sa bene cosa ci facciano su questa pagina, significa provocare intenzionalmente con messaggi polemici gli altri utenti per puro divertimento); non si scatenano “flame” (liti virtuali, spesso fomentate dagli utenti che trollano, i quali –incredibile dictu– si chiamano “troll”); non si deve mai dare il proprio numero di carta di credito a sconosciuti o a siti di dubbia affidabilità, o ancora in risposta a mail sospette, eccetera.
Ma queste regole sono un misto di buon senso, che purtroppo a molti utenti manca (i quali rientrano nella categoria degli “utOnti”) e di netiquette, il codice di comportamento che ci permette di interfacciarci con gli altri utenti in modo civile.

Ma quanti sono a conoscenza delle vere regole di internet?

1. Do not talk about /b/

2. Do NOT talk about /b/

3. We are Anonymous

5. Anonymous never forgives

11. Anything you say can and will be used against you

20. Nothing is to be taken seriously

34. There is porn of it. No exceptions

Queste sono soltanto alcune delle 47 regole stabilite da Anonymous per il “corretto uso della rete”. Queste regole sono nate nell’ambito della board 4chan, ideata dal giovane Christopher Poole: una specie di immenso forum in continuo aggiornamento, non indicizzato da google e le cui discussioni sono cancellate a cadenza regolare.

La registrazione alla board non è obbligatoria per postare (pubblicarvi qualcosa, se i profani si stessero domandando che cosa significhi), e per questa ragione la quasi totalità degli utenti posta anonimamente. Proprio così, il nome utente più ricorrente su 4chan è Anonymous. E proprio su 4chan nasce il gruppo di hacker che sta terrorizzando il pianeta, e a ragione, e quelle pubblicate poco sopra sono alcune delle regole che Anonymous, inteso in senso lato come utente di 4chan, segue.

Esistono diverse versioni di queste regole: pare che il primo nucleo ne contenesse 18 quando, nel 2006, fu pubblicato su Encyclopedia Dramatica; col tempo il numero è cresciuto fino a raggiungere le 50 regole, per poi stabilizzarsi sulle attuali 47.

Oltre alle Rules of the Internet 4chan ha anche dato origine alla maggior parte dei meme che circolano oggi per la rete, e continua a generarne senza sosta, ma di questo parleremo in un’altra occasione. Per ora basti sapere che Nothing is Sacred (rule 42), con tutto ciò che ne consegue.

L’autore non si assume alcuna responsabilità per quanto scritto. Chi volesse avventurarsi su 4chan lo fa a proprio rischio e pericolo.

Anonymous never forgives.

Gabriele Pastore

 

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