Rivoluzione militare, ma solo virtuale: nasce il sito “Esercito della Libertà” per sostenere Silvio Berlusconi

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ESERCI~1

Nostalgici della naja di tutta Italia, riunitevi… o meglio, iscrivetevi! Apposta per essere assimilato da coloro che piangono la scomparsa della leva obbligatoria e della cartolina di precetto oppure dagli amanti delle battaglie e delle gerarchie militari senza l’uniforme mimetica è nato esercitodellalibertà.it, l’ultima idea concepita da Silvio Berlusconi. L’Esercito della Libertà, detto anche Esercito di Silvio, balza agli occhi del curioso internauta come una piattaforma web organizzata a mo’ di modulo di arruolamento e di caserma multimediale. Sorvolando sugli ideali e sulla filosofia di tale strumento, una sorta di Risiko virtuale dove la Jacuzia e l’Europa Meridionale lasciano il posto alle Toghe Rosse e ai nemici della Costituzione (e naturalmente della Libertà), è interessante analizzare il contenuto tecnico e la strategia comunicativa dei webmasters e dei community manager al soldo del Cavaliere, fra i quali troneggia l’artefice massimo Simone Furlan, trentasettenne imprenditore veneto.

Il sito si apre con un form-modulo di arruolamento da compilare solo se realmente interessati alla mission e anagraficamente maggiori di 16 anni. Ecco alcuni stralci del contenuto: “Io sottoscritto […] dichiaro di volermi arruolare nell’Esercito di Silvio per difendere il presidente Berlusconi e combattere al suo fianco la Guerra dei Vent’anni (si allude alla diatriba giudiziaria inaugurata con la discesa in campo del 1994, ndr.), di riconoscermi in lui, nel suo pensiero, nei suoi ideali e nel suo operato, di volermi battere per la libertà, per una Italia libera e democratica, di essere pronto a partecipare ad eventi o manifestazioni in supporto del Presidente Berlusconi per affermare il principio che la sovranità popolare non può essere sovvertita in alcun modo tranne attraverso l’azione politica”. Immancabili anche la richiesta di un account e-mail e di un numero telefonico, nonché l’accettazione al trattamento dei dati personali, come impone l’attuale normativa sulla privacy.

L’iscrizione è solo una piccola fetta della monumentale “torta” multimediale offerta ai candidati militanti e militari. Oltrepassata la sezione “arruolamento”, che di default compare una volta entrati nel sito, è possibile cliccare sulla corposa biografia del protagonista e consultarne materiale fotografico e audiovisivo, come pure è ammessa la visione del profilo dei “promotori”, antichi e moderni sostenitori, giovani e meno giovani esperti di comunicazione, marketing e strategie web attivi nei vent’anni della Seconda Repubblica. Nel calderone propagandistico non possono mancare i social network e infatti i profili Facebook dei soldati già in prima fila per difendere il Presidente capeggiano sul lato destro della sezione. Ma il vero e proprio Campo di Marte della piattaforma si palesa nei “Reggimenti”: ai più focosi aficionados è data l’opportunità di accedere senza mostrine, medaglie e conquiste sul fronte al grado di comandante; quest’ultimo dovrà arruolare nuovi adepti, gestire le milizie territoriali e partecipare a vari eventi. Il candidato comandante riempirà dunque un secondo form di compilazione, ove sono richieste le sue generalità, il consenso ai trattamenti personali, le reali motivazioni (Amo Silvio perché) e una foto. I fortunati verranno contattati dallo staff e inseriti nel portale. Vi sono infine altre informazioni disponibili: accanto alle “organizzazioni aderenti” (fra le quali I Promotori della Libertà e Dai Forza All’Italia), spiccano una minutissima rassegna stampa (attualmente gravitano solo i servizi di Libero e dell’Huffington Post, ma ogni testata, blog e piattaforma giornalistica web ne parla, naturalmente con toni meno ossequiosi e spesso “sbeffeggianti”) e un’area “contatti” con un numero di cellulare e l’indirizzo mail ufficiale.

A fine maggio l’Esercito enumera in trincea circa 16.000 avvocati della Libertà, cifra discreta che comunque non può scongiurare l’inevitabile ondata di detrattori e falsi compilatori già impegnati a produrre parodie del sito e a riempire i moduli con insulti, guizzi satirici e quant’altro. Particolarmente esilaranti sono appunto le parodie e i “memes” (fenomeni e tormentoni web replicati in svariate forme), con signorine discinte (ovvio riferimento alle “olgettine” e alle accuse di favoreggiamento della prostituzione imputate all’ex Premier, senza dimenticare la contestata lascività dei palinsesti Mediaset) e frasi ironiche e pungenti che invitano alla diserzione più che all’arruolamento.

In questa sede non c’è bisogno di disquisire in modo valutativo e magari moralistico dell’iniziativa. Resta invece la possibilità di osservare da vicino l’evoluzione della propaganda berlusconiana che, accortasi di essere troppo distaccata e arretrata in termini di socialità 2.0, tenta di venire incontro all’elettorato con una proposta utile a fronteggiare, ad esempio, la concorrenza del ciclone Grillo (probabilmente il Berlusconi iper carismatico del web) e dei canali tematici del Partito Democratico (YouDem). Riusciranno le milizie del Centro Destra a fare breccia nel fortino degli internauti “social”? Ai vincitori, Crociati espugnatori della Gerusalemme (o meglio, della Babele) della viralità, l’ardua sentenza.

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