SOCIAL NETWORK E CIBO: UN SODALIZIO ORMAI CONSOLIDATO!

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Il cibo spopola sui media e non è difficile rendersene conto: dai cooking show presenti su moltissimi canali tv, ai numerosi food blog che stanno letteralmente invadendo la blogsfera. Il cibo quindi non è più solo un alimento, è diventato un driver importante nelle comunicazioni tra le persone. Poteva quindi il mondo dei social network uscirne indenne? Certo che no! Su questo trend infatti sono nati social network e app dedicati interamente alla cucina: in alcuni come Istagram o Pinterest il cibo è una delle categorie tematiche più condivise. I social network, da un lato, aiutano a soddisfare le curiosità dei consumatori (ormai sempre più abituati a conoscere gli alimenti online, ahimè, senza il bisogno di toccarli, sentirne odori o consistenza), dall’altro sono un potente e innovativo strumento per le aziende specializzate nel settore, per coinvolgere i clienti e rendersi maggiormente competitive. Quindi, anche le amanti della cucina più tradizionaliste (un pò mi ci riconosco, lo ammetto) devono accettarlo: c’erano una volta i ricettari di carta, prestigiosi e personalizzati, con ingredienti e segreti doc tramandati dalla nonna; oggi, invece, in un’atmosfera di condivisione online, ci pensano i food blogger ad appassionare a pentole e fornelli anche i più refrattari. Ma chi sono questi food blogger? Sono appassionati di cucina (che spesso trasformano la passione in lavoro), non necessariamente chef, e tantomeno necessariamente partecipanti di trasmissioni tv, semplicemente persone che attraverso blog personali o portali strutturati, “danno un assaggio” di ricette e consigli utili per esperti o meno esperti (i più diligenti lo fanno con cadenza quotidiana, altri, come me e le mie amiche, diciamo un pò più sporadicamente, tempo permettendo!) E così, in mezzo a critici gastronomici, giornalisti ed enologi, ecco farsi strada questi temerari blogger, la cui opinione è molto richiesta, forse per il taglio diverso che offrono.

Ecco alcuni dei più importanti operatori della comunicazione che utilizzano il food come leva di aggregazione:

-FOODLOKERS: il social dedicato alla gastronomia                                                    

Il social food per bloggers, ristoratori, gourmet e fotografi che vogliono condividere il loro spazio web dedicato alla cucina: “il cibo più bello da vedere, la foto più gustosa da mangiare”; è arricchito con immagini, affinchè chiunque possa cimentarsi nella realizzazione.

-GNAMMO: la community per incontrarsi a tavola                                                       

Il portale Gnammo (online da febbraio 2012), permette di organizzare o partecipare a eventi culinari che possono svolgersi in case private oppure in affascinanti location, come parchi o atelier. Il funzionamento è semplice e prevede la registrazione gratuita attraverso i social network; da una parte i cuochi , che stabiliscono la location, i posti disponibili e il prezzo, dall’altra gli gnammers, i consumatori, che selezionano le offerte di loro interesse e si propongono come ospiti.

-LETSLUNCH: la web app definita “il Linkedin della pausa pranzo”                  

L’obbiettivo è quello di ampliare la propria rete di contatti lavorativi, sfruttando appunto l’orario dei pasti: è sufficiente iscriversi, collegando i social network al proprio account e inserire posizione e disponibilità. L’app incrocia i dati degli utenti tra loro e tramite i feedback si determina la reputazione degli stessi.

-VINIX: il social dedicato all’enogastronomia                                                             

Creato con l’intento di formare una community di riferimento per è interessato al mondo del vino, della birra e del cibo; alcune delle risorse a disposizione degli iscritti sono: pubblicare annunci personali, video, archiviare pranzi o cene, inserire le proprie etichette e condividere foto.

-PEOPLECOOKS: dove mangiare genuino anche fuori dalla propria cucina!           

Il social network pensato per tutti coloro che, per necessità, si trovano spesso a dover mangiare fuori casa e vogliono consumare un pasto genuino e saporito ad un prezzo contenuto (€ 6 per un pasto completo). Prevede due tipologie di ruoli: i cookers, coloro che cucinano e aggiungono posti alla loro tavola, e i people, coloro che per necessità o piacere, gradiscono mangiare fuori casa per trascorrere un momento di convivialità a un prezzo sostenibile.

-I FOOD SHARE: il social network per evitare gli sprechi del cibo!                         

Nell’ottica sempre più diffusa della sharing economy, nasce questo social che permette a privati, rivenditori e/o produttori di offrire gratuitamente prodotti alimentari in eccedenza a persone che ne hanno invece bisogno. L’intento etico e sociale è evidente dall’homepage: “ogni anno in Italia vengono buttati via 12,3 milioni di euro di cibo”.

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