20lin.es e social publishing : editoria nel Web 2.0

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Una piattaforma web che raccoglie tante storie e offre la possibilità di scriverle collettivamente, anche poche righe alla volta. Questo è 20lin.es, l’originale progetto di una startup italiana, nata quando quattro ragazzi tra i 24 e i 26 anni hanno deciso di trasformare la loro passione per la lettura e la scrittura in un progetto imprenditoriale che punta già al mercato internazionale. La United Ventures, investment  company fondata da Massimiliano Magrini e Paolo Gesess  per  sostenere nuove imprese  e scovare talenti  nel digitale italiano, ha stanziato un finanziamento di 250 mila Euro perché vede in 20lin.es l’editoria del futuro. “Esiste una generazione di giovani italiani di talento che preferisce avere l’opportunità di crearsi un lavoro piuttosto che di cercarne uno. Per farlo dovranno fondare la propria impresa  e per questo al sistema serve capitale di rischio”- dice Magrini, forte della partecipazione di investitori istituzionali come il Fondo Italiano di Investimento. Dal canto suo, Alessandro Biggi, uno dei fondatori di 20lin.es, fa notare come i numeri del sito di social publishing siano in continua crescita : più di 5.000 scrittori, dei quali il 60% scrive una seconda volta (a dimostrazione del fatto che gli utenti apprezzano la scrittura collettiva), 500 storie, 30.000 lettori, più di 1.000 visite al giorno, un sito ridisegnato e un’app per  iPhone  che ha raggiunto grandi numeri di download.  In risposta, la startup ha invitato scrittori affermati a regalare  “incipit d’autore” e a collaborare con i 20liners, sperando nell’attenzione delle grandi case editrici.

Uno dei punti di forza di 20lin.es è il fatto che nessuno ha per ora lo stesso editor di testo, ma questa è solo l’ultima delle soluzioni che il social publishing offre agli editori per la conquista di una vasta readership e di nuove opportunità di guadagno, e ai lettori per una maggiore interattività. Oggi sono infatti attive moltissime piattaforme di pubblicazione che sfruttano l’interazione tra Flash e Javascript, linguaggi per la grafica e la programmazione. Fra le più note ci sono Yudu, libreria online, vero e proprio marketplace che permette di leggere, acquistare, pubblicare, condividere e vendere  e-Book, riviste, contenuti  audio e video; Docstoc, community per la condivisione di documenti professionali che integra la sottoscrizione di un account AdWords e quindi permette di vendere i propri progetti; Vuzit Document Viewer per la creazione di biblioteche digitali e la distribuzione di documenti protetti da copyright senza il timore della pirateria online;  Scribd, social network dedicato alla scrittura e alla condivisione di e-Book, tesi di laurea, articoli, newsletter e testi musicali;  Issuu, “edicola” online con un editor che permette di pubblicare e sfogliare riviste. Le differenze fra i diversi ambienti di social publishing sono per lo più legate alle opzioni di ricerca all’interno del sito; quasi tutti offrono soluzioni per tablet e smartphone.

Gli ideatori di 20lin.es sono convinti che ci sia ancora molto da fare per educare i lettori italiani al digitale, ma ammettono la necessità di un approccio nuovo, segnato inevitabilmente dal social networking,  anche nell’editoria, settore ancora troppo aggrappato alla tradizione.

Giulia Sciola

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