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L’evoluzione del web

Ricordo quando ho ricevuto il primo modem in regalo. Di per sé l’oggetto non aveva particolare attrattiva ma mi apriva un mondo fino ad allora totalmente sconosciuto: grazie a quell’apparecchio potevo navigare su internet.

Accedevo alle pagine web e mi sembrava di avere qualunque cosa a disposizione. A pensarci ora fa sorridere, la struttura e i comportamenti di una pagina web di allora erano nulla in confronto a ciò che si può fare adesso, ma analizzando l’evoluzione di un sito si capisce bene anche come siamo cambiati noi e il nostro modo di fruire dei servizi. Quando cercavo qualcosa in passato il mio atteggiamento di fronte al monitor era in un certo senso “passivo”, io fruivo dell’informazione ma non interagivo in nessun modo con essa. Oggi invece è tutto diverso, ogni utente può modificare le informazioni, wikipedia ne è un esempio chiaro, ma non solo, chiunque può modificare il comportamento e le reazioni del sito in base a determinate scelte oltre che scambiarsi messaggi con altri utenti e lasciare feedback su praticamente qualunque cosa, acquisti online, ristoranti, alberghi, foto di altri utenti. Il passaggio da allora ad oggi è stato tutt’altro che semplice, il linguaggio di marcatura html è stato modificato in lungo e in largo e numerosi strumenti sono comparsi al suo fianco per permettere lo sviluppo di svariati servizi tanto che internet è cambiato dal mettere al centro l’informazione al porre l’utente davanti a tutto il resto. Oggi tramite il web si può fare praticamente qualunque cosa: ricerche di mercato, mantenimento di attività commerciali, guardare la tv, scaricare una canzone, incontrare altre persone, condividere interessi comuni. Ci sono dei limiti? Idealmente no, praticamente molti. Il futuro del web prevede connessioni sempre più veloci e performanti, ci sono servizi che hanno una richiesta di banda minima (sia in download che in upload) che l’Italia non è in grado di garantire nella maggior parte delle regioni, al di fuori dell’Italia esistono paesi che non hanno nemmeno copertura. E’ il problema del digital divide che in molti stanno cercando di affrontare. In questi giorni Google ha presentato un progetto che prevede l’utilizzo di palloni aerostatici per portare il segnale dove non arriva.

Sempre Google è impegnata in America nel potenziamento delle infrastrutture (Google fiber a Kansas City permette velocità inarrivabili nel resto del mondo).

Insomma qualcosa si sta facendo ma il superamento di alcuni limiti al momento sembra vincolato all’iniziativa privata. La sensazione è comunque che ci sia ancora un universo da esplorare.

Silvia Civano

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