Archive for the ‘social network’ Category

Foursquare Time Machine: la macchina del tempo della geolocalizzazione

giugno 21, 2013

Se usare la geolocalizzazione per trovare un nuovo modello aggregativo è uno degli aspetti chiave del web 2.0, allora Foursquare è senza dubbio uno dei social network del momento.
Fondata da Dennis Crowley e Naveen Selvadurai nel 2009, Foursquare è una rete sociale che si basa proprio sulla geolocalizzazione degli utenti, vale a dire sulla condivisione della propria posizione geografica via gps attraverso un dispositivo mobile, uno smartphone come un telefonino Android, un iPhone o un Blackberry, per i quali sono disponibili apposite applicazioni gratuite. Gli utenti possono effettuare il cosiddetto check in nei locali, nei negozi, nei musei e in qualsiasi posto di interesse pubblico: maggiore sarà il numero dei check in e dei tip, i suggerimenti lasciati su un posto, e più punti otterremo per conquistare una serie di badge, una sorta di “medaglia al merito” che indica la popolarità e l’influenza di un membro. I commenti possono essere sincronizzati con un account Twitter e su Facebook, il che significa che è possibile condividerli contemporaneamente anche nei due social network.
Uno degli obiettivi più ambiti è quello di diventare major, vale a dire il “sindaco” di un posto: tutto questo si consegue effettuando il maggior numero di ingressi nello stesso luogo entro due mesi, sempre che tale carica risulti ancora libera ovviamente…
L’aspetto ludico ha decretato il successo di questo social network, ma di certo vanno considerati anche i vantaggi che ha portato al mercato e quindi l’aspetto del social marketing. Foursqure può infatti essere utilizzato dalle aziende a scopo promozionale, per pubblicizzare il proprio brand e proprio a tale proposito sta pensando di incrementare il proprio piano di partnership con alcune importanti catene di negozi e di media americani.

Le sue possibilità di utilizzo sono insomma ancora inesplorate ma ecco che proprio in questi giorni, il social network di geolocalizzazione per eccellenza, in collaborazione con Samsung, ha lanciato Foursquare Time Machine. Proprio come una vera macchina del tempo permette agli utenti di ripercorrere i luoghi visitati: ristoranti, pub, hotel, negozi, stazioni… Questo è possibile grazie ad una mappa storica, o meglio una timeline, che inizia nel momento in cui il nuovo user utilizza per la prima volta Foursquare.
Abitudini passate e possibili mete di interesse da visitare in futuro sono collegati grazie alla visualizzazione dei luoghi trend del momento. Esiste inoltre la possibilità di salvare i suggerimenti in apposite liste, per averli sempre a portata di mano.
Un’interessante elaborazione dei propri dati è stata fatta per il momento del check-in; essi infatti appaiono sotto forma di infografiche che possono essere salvate o condivise.
Tenere traccia dei propri luoghi preferiti non rappresenterà quindi  più un problema per gli utenti: il neonato Foursquare Time Machine permette di creare una vera a propria linea temporale basata sulle mappe e su ogni singolo check-in effettuato, ognuno con il proprio codici di colore. Gli utenti possono anche scoprire quali sono i check-in preferiti in determinati giorni della settimana e quali sono stati i loro periodi di attività maggiore.

A quanto pare Foursquare Time Machine è diventato rapidamente molto popolare tra gli utenti, tanto che a volte si sovraccarica e fatica a funzionare. Tuttavia, stando alle voci di chi l’ha utilizzato, sembra valga la pena di fare questo viaggio nella memoria dei nostri check -in.

Simona Chioino

#Customercare: a volte basta un tweet

maggio 25, 2013

L’utilizzo dei social media sta investendo sempre più la nostra quotidianità, ormai è un dato di fatto.

I social media, però, non consentono solo la creazione di un profilo personale alle persone fisiche, ma permettono alle aziende di portare la loro immagine sul web, alimentando la loro influenza e garantendo maggiore visibilità ai propri prodotti (o servizi) e alle proprie iniziative. La comunicazione tra azienda e utente, qualora venga gestita secondo i giusti canoni, dà la possibilità al cliente di sentirsi non solo preso in considerazione, ma spesso anche “coccolato”. La Customer Care intesa nella sua accezione, meno comune, ma più profonda di “cura del cliente” sembra diventare magicamente realtà tra le pagine web.

Il web 2.0 ha portato con sé, oltre ad una ventata di innumerevoli novità, anche la possibilità di essere costantemente assistiti dalle aziende, attraverso quelli che ormai sono diventati i nostri strumenti preferiti: i social media.

Secondo una ricerca effettuata da Oracle – Consumer Views of Live Help Online 2012 – sono sempre più gli utenti che preferiscono ricevere supporto on line, e che ripongono nei social network le loro aspettative.

L’uso tradizionale del Servizio Clienti prevede, nella maggior parte dei casi, una chiamata ad un numero di servizio al quale ci rispondono voci non sempre cortesi, previo ascolto di melodie dal dubbio gusto. A questo punto esponiamo, finalmente, i nostri dubbi, i nostri problemi. Questo che cosa comporta? Spesso lunghe attese, vissute al solo scopo di “non perdere la priorità acquisita”, per poi spesso non risolvere totalmente i nostri problemi, e aver bisogno di una nuova chiamata, e di conseguenza di una nuova attesa.

Adesso il web ci propone altro. Le aziende più accorte, quelle che hanno saputo accogliere le novità a braccia aperte, notando il vantaggio sia per loro stesse che per il cliente, ci propongono un comodo servizio clienti a portata di click.

Il social network che sembra offrire maggiore rapidità di interscambio, e soprattutto maggior sintesi e semplicità, è Twitter. 140 caratteri per offrire assistenza, senza spreco di denaro e con pochissimo dispendio di energie da parte dell’utente, che in quel momento può persino continuare a navigare, occupandosi anche di altro.

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Basta un tweet, e spesso (dipende molto dall’azienda con la quale si ha a che fare) si viene invitati a contattare l’Assistenza tramite DM (direct message – messaggio diretto). In questo modo si espongono i propri problemi, nonché le proprie generalità, e a tutto il resto pensa l’azienda.

Più che al passaggio dello stesso servizio da un dispositivo ad un altro (il telefono prima e il pc poi) si assiste alla vera e propria evoluzione del servizio, che guadagna in cortesia, qualità e soprattutto velocità.

Questa è Customer Care!

Barbara Morello

Web 2.0 e giornalismo: mai essere eccessivamente “social”

maggio 14, 2013

Con l’avvento della nuova filosofia web e la dirompente socialità 2.0, le grandi testate sono state costrette a rompere il monumentale monopolio della carta stampata e ad addentrarsi nelle infinite “autostrade” multimediali offerte dalla Rete. Constatata la decadenza ormai irreparabile del caro, vecchio giornale, i grandi quotidiani non si sono accontentati di compiere un mero trasloco “virtuale” della notizia sui rispettivi portali ufficiali ma hanno sottoscritto la loro piena adesione al “verbo” social, accaparrandosi spazi su Facebook, Twitter, YouTube e su tutti i network 2.0. Così facendo, la news dal taccuino del redattore e dell’inviato diventa istantaneamente un pratico post/articolo da twittare, condividere e aggiornare in tempo reale. Le pagine di Repubblica, Corriere della Sera, Il Messaggero, il Fatto Quotidiano, Il Secolo XIX, L’Unità e molte altre ancora contano migliaia di iscritti su Facebook, migliaia di “Mi Piace” che possono comodamente fruire di una notizia in ogni luogo e ora della giornata utilizzando più supporti (tablet, smartphone…). Eppure la rivoluzione del giornalismo non riguarda unicamente le modalità tecniche di diffusione di una news: il nuovo approccio virale delle testate si incarna in primis nel contenuto dei servizi stessi. Proprio per il fatto di dover viaggiare su piattaforme sociali che tendono a privilegiare l’aspetto “ludico” e disimpegnato, l’immediatezza e la semplicità della filosofia 2.0, i quotidiani generalisti sono sempre più inclini a pubblicare notizie leggere, gossip, curiosità, clip e fotografie “divertenti”, articoli su recenti fenomeni web e così via. Notiziando avvenimenti (e “non avvenimenti”) di opinabile importanza, le pagine sociali delle testate pensano di venire incontro alle esigenze degli internauti e soprattutto della fascia giovanile, i cui interessi culturali sono un po’ sottovalutati e malamente bollati come poco complessi e troppo improntati al gioco e al disimpegno, e sperano di ottenere più like e, dunque, più click con informazione di rango inferiore. Ma hanno ragione a ritenere Facebook e tutti i network sociali come delle arene dove regna il gioco, la banalità e la non-serietà? (more…)

Kim Kardashian, l’imprenditrice del niente

aprile 7, 2012

Ha 32 anni, è di Los Angeles, ha studiato – più o meno 😉 – in una scuola privata, amica di Paris Hilton, ha lavorato come stylist per attrici. Suo padre, morto nel 2003, di origine armena, è stato l’ex socio e uno degli avvocati di O.J. Simpson, nel processo per l’omicidio della moglie Nicole. Dalla casa di Kardashian era partita la fuga autostradale di Simpson, in diretta tv.

Kim Kardashian ha due sorelle Kourtney e Klohe e un fratello, che si chiama semplicemente Robert. Esibizionista, è una perfetta imprenditrice del niente, dopo essere apparsa in qualche telefilm americano e aver posato per Playboy nel 2007, la sua vita viene raccontata dal reality Al passo con i Kardashian (Keeping Up with the Kardashians) sul canale satellitare E! dove c’è tutta la famiglia, compresa la mamma Kris (in famiglia le “K” piacciono, le figlie avute dal secondo marito – le sorellastre di Kim – si chiamano Kendall e Kyle).

Lo scorso 29 marzo, Forbes, l’ha decretata il personaggio tra le più sovraesposte, tra televisione, internet e giornali. Ovunque la si trova, dove ci sono i gossip lei c’è.

Su Facebook piace a più di 8 milioni e 448 mila persone, su Twitter i suoi “followers”, quelli che la seguono, sono invece 14 milioni e oltre 321 mila!

Un suo tweet, uno di quei messaggi lunghi al massimo 140 caratteri che famosi e non possono scrivere, sul social network Twitter, valgono migliaia di dollari.

Dopo due matrimoni falliti, l’ultimo è durato solo 72 giorni, con un cestista del NBA Kris Humphries (…e di nuovo una “K”), ora pare abbia un flirt con il cantante Kanye West.

Unico obiettivo fare parlare di sè, per fare soldi, e nel 2011 la sua “impresa” familiare ha fruttato circa 65 milioni di dollari, ma come? Con il reality che la segue nella vita di tutti i giorni, le vacanze, lo shopping, le litigate, gli amori, le sfilate, eh, che vita stressante.
E anche l’ultimo matrimonio pare sia stata una montatura, organizzato solo per farsi pubblicità e guadagnare qualche extra, e con il finale della scorsa stagione ha raddoppiato il numero del pubblico dell’anno precedente.

Tra comparsate in telefilm come “CSI” o “90210”, pubblicità, gossip e un red carpet, la cara Kim è dappertutto. E lo show non è finito, ci rassicura lei stessa, anche dal suo sito web ufficiale  è in arrivo la stagione numero 7 del reality del fenomeno del nulla e della vanità:
i Kardashian.

Due news….particolari

maggio 22, 2011

Navigando alla ricerca di news curiose, mi sono imbattuta in queste due notizie:

La prima riguarda una nuova, “brillante” idea del creatore di Facebook per arricchire ulteriormente le sue tasche: il tag diventa marchio registrato

http://www.tecnocino.it/articolo/ora-i-tag-di-facebook-diventano-marchio-registrato-la-mossa-di-zuckeberg/29579/

Sulla seconda notizia, mi sento di dire che era questione di tempo prima che succedesse: gli ebook hanno ufficialmente scavalcato i libri cartacei per numero di copie vendute. Almeno, questo è quanto sostiene Amazon. Ma considerato il volume di vendite del portale, mi pare un dato abbastanza affidabile:

http://ehibook.corriere.it/2011/05/amazon_venduti_piu_ebook_che_l.html

Rosaria