Archive for the ‘Video virali’ Category

Ciak, si gira: Kickstarter e il cinema 2.0

giugno 1, 2013

In principio era la celluloide. Poi il tempo è passato, i film hanno guadagnato l’audio e successivamente conquistato anche il colore, per approdare in seguito al digitale.

Infine il cinema è diventato social. Gli attori twittano, offrono spoiler (anticipazioni) al pubblico, interagiscono con i fan e lasciano che questi sbircino nel loro quotidiano attraverso i contenuti multimediali che loro stessi pubblicano.

Il cinema si è fatto più umano, accorciando le distanze e perdendo parzialmente quell’aura mitica e idealizzata del passato, riconoscendo di fatto che senza un pubblico non avrebbe vita.

Recentemente però Hollywood ha fatto un ulteriore passo verso i suoi fedeli, cercando fondi su Kickstarter e ottenendo una partecipazione da record da parte dei fan.

logo_kickstarter

Kickstarter è una piattaforma americana di crowd funding rivolta ai progetti creativi. Nel solo 2012 più di due milioni di persone da tutto il mondo hanno sostenuto, con una cifra totale impressionante – 320 milioni di dollari – , i progetti proposti sul sito, arrivando a realizzarne diciottomila.

Il meccanismo è piuttosto semplice:  chi ha un progetto può attivare un account, aprire una pagina sul sito dedicata alla sua idea e presentarla, dichiarando la cifra che intende raccogliere e in quanto tempo. Fondamentale, in questo frangente, la componente viral dell’annuncio: l’azione passa infatti in mano agli utenti e visitatori di Kickstarter, che possono decidere di versare una cifra a loro scelta a favore di un progetto che li ha colpiti.

Ma attenzione, questi, i backers, non vengono considerati finanziatori, quanto piuttosto, secondo la filosofia del sito, sostenitori del progetto, che riceveranno un riconoscimento proporzionale all’impegno economico promesso.

La piattaforma è insomma uno strumento dalle grandi potenzialità, di cui si è appunto accorta anche l’industria cinematografica.

Se infatti fino a poco tempo fa la maggior parte dei progetti nella categoria “Film & Video” del sito riguardava la produzione di un documentario o la distribuzione nelle sale di film indipendenti, lo scorso marzo è partita la raccolta dei fondi per realizzare un film tratto dalla serie TV “Veronica Mars”, che ha infranto ogni record.

Con una campagna ben progettata e facendo leva sull’affetto dei fan, che da anni richiedevano a gran voce alle grandi case cinematografiche la giusta conclusione per la serie andata in onda tra il 2004 e il 2007, nell’arco di dieci ore l’iniziativa ha raggiunto la somma preposta di 2 milioni di dollari, concludendo la “missione” con un totale di 5,7 milioni e diventando il progetto che ha raccolto la cifra più alta e nel minore tempo.

L’evento non è passato inosservato e pochi giorni dopo la chiusura della raccolta fondi di Veronica Mars, l’attore e regista Zach Braff, conosciuto per il suo ruolo di JD nella serie tv “Scrubs”, ha visto in Kickstarter la possibilità per il cinema di produrre film indipendenti senza che gli autori debbano scendere a compromessi con il volere dei finanziatori, che spesso intervengono nel processo creativo, ostacolandolo.

L’attore ha quindi proposto il suo progetto, “Wish I was here” –  che sarà nelle sale americane nel settembre 2014, avendo raggiunto il suo obiettivo in pochi giorni –  e ha concluso il suo appello sottolineando al contempo la libertà necessaria a un progetto creativo e la bellezza di questa possibilità, promettendo un prodotto aderente al progetto iniziale, senza compromessi e curato dall’autore in tutte le sue fasi, dalla scelta del cast al montaggio finale.

Kickstarter sembra dunque aprire la strada a una sorta di arte partecipata, quasi una versione 2.0, applicabile in ogni campo della produzione intellettuale e in ogni sua forma di espressione.

Peccato solo che, per il momento, possano aprire nuovi progetti solo i cittadini americani o del Regno Unito. Nel resto del mondo la creatività dovrà aspettare, ma, nell’attesa, si può sempre andare al cinema.

Nicoletta Valentino

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Youtube e il tormentone “GanGnam Style”

febbraio 19, 2013

Un enorme successo per un video e una canzone che non significano un granché. Questo è stato ciò che ha ottenuto Gangnam Style grazie a Youtube: il singolo K-Pop del rapper sud coreano PSY, dal 24 novembre 2012 è infatti il video più cliccato in assoluto e il 21 dicembre 2012 è stato il primo a superare il miliardo di visualizzazioni.

Grazie a un tam tam internazionale la canzone è schizzata alle vette delle classifiche musicali e il video ha battuto ogni record sul più famoso portale web per il servizio di distribuzione gratuita di video online; in onore di questo grande successo Youtube ha dedicato a PSY e al suo singolo un Gif animato che ripete il ballo che il cantante fa nel video e che compare a fianco al numero delle visualizzazioni.

Nel video di Gangnam style, che si riferisce al quartiere più chic di Seoul, PSY balla fingendo di andare a cavallo. Una danza al limite del ridicolo ma che è diventato un vero e proprio tormentone tanto da favorire un pullulare di flash mob in tutto il mondo, da Atlanta a Torino, da Toronto, a Sidney, fino a Parigi e Roma.

Questo videoclip ha quindi portato grande successo e popolarità a PSY il quale ora oltre ad essere conosciuto in tutto il mondo è anche imitato dalle più grandi pop-star internazionali come Madonna, Heidi Klum, il segretario Generale delle Nazioni Unite, al sindaco di Londra Boris Johnson, e il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Ma il successo, e soprattutto il ritorno economico, lo ha avuto Google che con la potenza della sua grande piattaforma Youtube, acquistata nel 2006, ha dichiarato che la hit di Psy ha generato profitti pari a 8 milioni di dollari, tra download su iTunes, streaming e vendite su servizi online disponibili solo in Corea. Il video per ora sta generando in media 0.65 centesimi di dollaro ogniqualvolta che un utente lo guarda. Psy dunque oltre ad aver superato famose hit di Youtube, come i brani di Justin Bieber, di Jennifer Lopez e di altri artisti, ottiene da Google circa 4 milioni di dollari solo grazie a Youtube.

PSY e Eric Schimdt, presidente esecutivo di Google

Youtube, il portale web nato nel 2005 e fondato da Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim. Youtube, uno dei più famosi esempi di gestore di UGC (contenuti realizzati in modo indipendente e amatoriale dagli utenti). Youtube, punto di riferimento per lo streaming di clip video su internet. Youtube, un’azienda che ogni giorno stima 100.000.000 visualizzazioni. Youtube, un’azienda capace di rendere famoso un video musicale in cui un uomo balla la danza di un cavallo e che ci guadagna più di 8 milioni di dollari.

Veronica Raineri

Youtubers fenomenali

giugno 21, 2012

Esiste persino una voce di Wikipedia dedicata alle “YouTube personalities”. Okay, per il momento non disponibile in lingua italiana, ma è facile ovviare a questa mancanza con un minimo di padronanza dell’inglese o spulciandosi, in alternativa, tutta una serie di siti web in cui si parla anche degli Youtubers più famosi d’Italia. Immagine

Ad ogni modo, “youtube personalities are those persons or groups who have grown to prominence because of their appearance in videos on Youtube”, ci illumina Wikipedia, e io aggiungerei che alcuni di loro hanno la fortuna di ottenere un ingaggio nell’ambito per cui si erano proposti su questa vetrina virtuale di straordinaria efficacia.

Tra gli Youtubers italiani che possono dirsi fortunati, poiché hanno avuto un qualche tornaconto da questa esposizione autoimposta al pubblico ludibrio, indicati come i più famosi da WebSelecta, ho riconosciuto molti dei miei miti degli ultimi anni: Maddalena Balsamo, Willwoosh, Clio, LaMenteContorta. Il numero altissimo delle visualizzazioni e dei fan iscritti ai vari canali parla chiaro. Mancano, nell’elenco di WebSelecta, poiché non hanno ancora raggiunto la notorietà che gli spetta, i The Pills.

Immagine

Questi quattro disgraziati – mi permetto di apostrofarli così perché l’interattività del mezzo mi ha dato modo di scambiare più di due parole con Luca Vecchi, il regista – dallo scorso 5 novembre caricano su Youtube gli episodi spassosissimi di una web serie che racconta stralci di vita quotidiana.

I temi sono i più disparati. Dal momento che i nostri non lavorano e non sembrano neppure impegnarsi nello studio, si direbbe che abbiamo a che fare con un gruppo di simpatici fuori corso che non vivono con mamma e papà, per cui vicini anche alla vita dei fuori sede, alla prese con problemi esistenziali del calibro dell’Erasmus, delle bollette da pagare, dell’eventualità terribile di trovarsi un lavoro, ecc.

Di norma si tratta di video a sé stanti ma non sono mancate storie a puntate, la cui risoluzione finale ha tenuto con il fiato sospeso me e gli altri 3700 e passa adepti sul canale Youtube loro omonimo, cui vanno sommati i 230 su quello creato appositamente per la prima stagione della serie, perché ormai si sono montati la testa, e gli oltre 6500 sulla pagina fan di Facebook; tutti numeri che crescono di continuo.

La democraticità, del web in generale, di Youtube nel caso particolare, e l’interattività del mezzo Facebook non sono naturalmente le sole ragioni del successo di questi ventiseienni romani. I The Pills sono dotati di una discreta faccia tosta, all’occorrenza pure “piaciona”, perché pure l’occhio vuole la sua parte, di un innegabile talento per le gag comiche estemporanee, di una mimica facciale non da poco, di inventiva, specialmente; il tutto infarcito di citazioni cinematografiche più o meno colte e rigorosamente in un b/n-ignorante -nel senso che non avevano chi si occupasse della fotografia- di cui si fanno vanto.

Se questo fosse un mondo giusto, i The Pills lavorerebbero da un pezzo nel cinema, o magari in televisione, che sarebbe naturalmente diversa da com’è ridotta oggi. Nel mondo -mediatico- insoddisfacente che ci è toccato, perlomeno ci è data l’opportunità di goderci i nostri miti da vicino. Mi auguro che il piccolo spazio che i The Pills si sono conquistati fino ad ora con le loro capacità si allarghi sempre più e che prima o poi “du spicci” entrino in queste tasche, come incentivo a lavorare il doppio, s’intende, per un pubblico che già li adora.

Sabrina Colandrea

Mi chiamo Virgola

novembre 4, 2011

Con il termine video virale, (definizione di Wikipedia), ci si riferisce ai filmati che hanno acquisito popolarità attraverso lo scambio su internet, principalmente attraverso siti di video sharing, social media ed e-mail. I video virali spesso sono di contenuto umoristico ed includono sketch televisivi comici, come The Lonely Island’s, un gruppo di giovani che ha realizzato video come Jack Sparrow,

http://www.youtube.com/watch?NR=1&v=GI6CfKcMhjY

parodia realizzata con la collaborazione di Michael Bolton che veste i panni di protagonisti di cult movie di Hollywood.

Sempre alla loro inventiva appartengono video come Lazy Sunday o Dick in a box,

http://www.youtube.com/watch?v=WhwbxEfy7fg, realizzato con il supporto canoro di Justin Timberlake.

Alla categoria viral videos appartengono video amatoriali come Star Wars Kid  http://www.youtube.com/watch?v=HPPj6viIBmU ,

“Numa Numa”, (che detiene tutt’ora il primate assoluto di video più cliccato di sempre), The Evolution of Dance http://www.youtube.com/watch?v=dMH0bHeiRNg

e Chocolate Rain  http://www.youtube.com/watch?v=EwTZ2xpQwpA, presenti su You Tube; produzioni destinate direttamente al web come I Got a Crush… on Obama. Occasionalmente anche video realizzati durante alcuni eventi si sono diffusi a macchia d’olio e sono diventati dei video virali, ad esempio il video che riporta l’incidente mortale di Marco Simoncelli, pilota motociclistico tragicamente scomparso il 23 settembre scorso durante una gara

http://www.youtube.com/watch?v=p3NwCFiba2E.

Per definizione, il connotato di “virulenza” del video è inaspettato e spesso accidentale, e non può essere previsto al momento della sua registrazione.

Dopo essermi schiarita le idee sulla definizione di video virale, me n’è venuto in mente uno, molto divertente. Vi ricordate Virgola, il gattino che qualche anno fa era il protagonista di uno spot tv che reclamizzava suonerie per cellulari? Vi rinfresco la memoria

http://www.youtube.com/watch?v=UuT8Sw0n75w

questo video di virale ha ben poco, perché , già il vedere lo spot in tv causava dissenterie diffuse a macchia d’olio, oltre al fatto che quella fastidiosa canzoncina ti rimaneva in testa fino a che, preso dalla disperazione non la si sbatteva per almeno 3 volte contro a un muro qualsiasi. Fenomeno tormentone, che, secondo me ha un che di virale anche quello.

Questo spot e la sua spiacevolissima canzoncina, oltre a numerosissime parodie e auguri poco velati di morte caricati su You Tube, ha contagiato anche il re dei doppiaggi in livornese, l’attuale conduttore del programma comico Colorado, Paolo Ruffini che l’ha utilizzata per un suo lavoro. Da toscanaccia quale sono, considero virali i video del canale “ IO doppio-Il Nido del Cuculo”, (consistenti in doppiaggi irriverenti e parodistici tutti rigorosamente in dialetto livornese, di numerosissime scene di film e cartoni animati), anche perché, nelle mie amicizie su Facebook ho quasi tutti toscani, e nel momento in cui viene condiviso da qualcuno un doppiaggio, si diffonde a una velocità strepitosa.

Eccovi la clip che coinvolge il gattino Virgola:

http://www.youtube.com/watch?v=tDQ2EUoZtOQ&feature=results_video&playnext=1&list=PL2AB7180C208D6392

Secondo me 115.817 visualizzazioni non sono poche, anche se non reggono il confronto con i colossi internazionali di cui abbiamo parlato sopra.

Sara Lemmetti

Freaks! : aggiornamento

maggio 30, 2011

Quasi due mesi fa veniva lanciata su YouTube la prima puntata di Freaks!, web serie che vede come interpreti alcuni dei volti italiani più noti della rete, tra cui il più volte citato sul nostro blog Guglielmo Scilla.

Mi ero riproposto di fare degli aggiornamenti per monitorare la crescita del fenomeno ed osservare il grado di viralità del prodotto.

Freaks! ha un sito web (www.freaktheseries.com) con un archivio delle puntate, una sezione di contenuti extra e foto dei protagonisti e del dietro alla quinte.

Il canale creato su YouTube invece conta 33.808 iscritti. La prima puntata è stata visualizzata 626.401 volte, minori le visualizzazioni per le puntate successive: 389.901 per la seconda, 362.407 per la terza, 369.424 per la quarta ed infine 265.747 per l’ultima che risale ad una settimana fa.

Il numero di amici della pagina Facebook è salito a 40.331. E’ qui che lo staff pubblica i contenuti extra con il backstage, le interviste, una serie di video, “Appunti di produzione”, in cui uno dei ragazzi dello staff risponde alle domande dei fan. Ovviamente ad ogni post o video corrisponde un alto numero di “mi piace” e di commenti.  La pagina è diventata un luogo in cui i seguaci della serie possono discutere su cosa avviene nelle singole puntate, sollevare critiche o quesiti.

Il cast è stato anche invitato il 18 aprile scorso alla trasmissione “Deejay Chiama Italia”, presentata da Linus e Nicola Savino su Radio Deejay.

Voi cosa ne pensate?

http://www.freakstheseries.com

https://www.facebook.com/pages/Freaks-The-series/140108282726345?sk=wall

Gabriele

Will Woosh, per farsi due risate

maggio 21, 2011

Adoro Will Woosh e credo che già molti di voi lo conosceranno! Per chi non lo conosce consiglio di vedere alcuni suoi video, oltre quello che ho postato, e sono sicura che finirete per vederli tutti! L’unica presentazione è che mi fa morire dal ridere!!!

Questo è l’ultimo video che ho visto.

Serena

Video virale Ikea

maggio 18, 2011
  1. Sicuramente un video virale molto semplice, ma soprattutto molto divertente! http://www.youtube.com/watch?v=iV70IWqATdk

Viral marketing – spot Heineken

maggio 18, 2011

Un esempio accattivante di viral marketing video

Video virale Berlusconi

maggio 16, 2011

“Se non mi dai i soldi scrivo sul tuo profilo Facebook che hai votato Berlusconi”, inizia così questo esilarante video che in pochi giorni ha raggiunto migliaia di contatti. Taglio cinematografico, bravissimi interpreti ecco come un’idea con la forza del web possa essere messa in pratica con estrema facilità ed arrivare a tutti con un semplice click.  Un video che non solo ironizza sul Presidente Silvio Berlusconi ma anche su Facebook e su quei meccanismi che rendono il reale virtuale e il virtuale reale, confini spesso labili dentro una parodia rinfrescante.

http://www.youtube.com/watch?v=G2e0afyOjJY

Moments…

aprile 16, 2011

Il motivo che mi ha indotto nella scelta di questo video è legato alla mia passione per la fotografia ed il filmmaking, ed è per questa “partigianeria” che non sono certo possa rientrare a pieno titolo nella sezione “virali”; di sicuro ha però avuto un grande riscontro di pubblico nella galassia youtube, e sono certo che alcuni di voi lo avranno già visto…

chi non é tra questi, si prepari ad un melenso ed inevitabilmente retorico clip che – ne sono certo – produrrà in ognuno una certa identificazione/empatia; la forza di questo video infatti, a parer mio, è nella precisione delle situazioni filmate, nel loro montaggio, nella musica appropriata: il tutto, unito alla semplicità delle situazioni evocate, fa di questo corto qualcosa in cui ciascuno possa in qualche modo, nel bene o nel male, vedere i momenti importanti della propria vita.

P.S.
Moments è un clip di Will Hoffman: un inno alla vita ispirato al libro Sum di David Eagleman
La colonna sonora è “Where were you?” degli Parachutes
Potete curiosare altri suoi lavori sul suo sito  oppure su quello della sua Company

Ciao

Riccardo