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Editoria impalpabile: la rivoluzione eBook nel mercato dell’editoria

settembre 15, 2013

La forte crisi che sta investendo il settore dell’editoria contemporanea trova nell’avvento dell’eBook uno dei settori in costante crescita. Anche se nel nostro Paese il prodotto risulta ancora limitato, rappresenta uno strumento ricco di vantaggi, decisamente più economico rispetto alla carta stampata e mai definitivo, poiché sempre soggetto ad aggiornamenti.

L’idea di un libro in formato elettronico, che si legge tramite appositi device, nasce per la prima volta nel 1971 negli Stati Uniti, dalla geniale intuizione di Michael Hart, giovane studente universitario e futuro informatico. Grazie al “Progetto Gutenberg” oggi tutte le pagine che compongono un libro possono essere racchiuse in un unico file e adattabili a ogni tipo di dispositivo, come computer, smartphone, tablet o eReader. Un eBook si presenta sotto diversi formati: l’ePub tra questi è supportato dal maggior numero di device presenti sul mercato, in quanto garantisce un formato sempre fluido nella lettura dei testi. Il Mobipocket rappresenta invece il formato storico, adoperato da Kindle, l’eReader più diffuso sul mercato, nonostante sia graficamente più povero rispetto al precedente, ma non per questo meno fluido. Esistono anche altri tipi di formati tra cui PDF, generalmente adatto a ogni dispositivo e eBook, di proprietà del colosso informatico Apple, creato esclusivamente per iPad.

Il miglior modo per acquistare un eBook risiede nelle applicazioni, soggette a vincoli poiché strettamente legate alla piattaforma per cui sono state sviluppate. Allo stesso tempo però hanno il vantaggio di poter essere vendute e comprate negli store pubblici e interni, in modo da sfruttare l’hardware per multimedialità e interazione. L’autore ha la facoltà di scegliere il metodo di distribuzione che può avvenire attraverso un editore che diffonde il prodotto mediante apposite piattaforme, store pubblici oppure store interni. Altro modo di distribuzione è il self publishing dove l’autore nel contempo utilizza due metodi di distribuzione mediante piattaforme e mediante store interni, senza passare per l’editore.

Per far fronte al problema della riproduzione illegale anche per gli eBook esistono alcuni sistemi di protezione, come il DRM che impedisce la lettura del file se non in possesso dell’autorizzazione del programma, o il watermark che inserendo informazioni sull’acquirente intimidisce, anche se non blocca la duplicazione. Il diritto d’autore a tutela della proprietà intellettuale nel digitale si può manifestare anche tramite anche altri sistemi chiusi che combattono la pirateria come le Applicazioni Edicola, nate per regolamentare la vendita e la diffusione dei testi, oppure dei blocchi detti “scuolabook”. Come per la carta stampata sono previsti abbonamenti e limitazioni temporali, che possono influire sulla commercializzazione degli scritti.

I vantaggi degli eBook sono molteplici: se in tutto e per tutto hanno le stesse funzionalità di un testo cartaceo, presentano alcune caratteristiche che solo il digitale può offrire. È possibile scegliere le dimensioni dei caratteri del testo, estrapolarne parti che più interessano, aggiungere note, segnalibri, link e rimandi multimediali. Proprio per le molteplici funzionalità l’eBook si presenta come un libro dinamico, in continua trasformazione e aggiornamento che si adatta molto bene a un certo tipo di lavoro giornalistico. Oltre a libri, riviste, periodici, quotidiani, il mondo dell’”editoria impalpabile” sta diventando la nuova frontiera del giornalismo d’inchiesta, attraverso la raccolta di articoli monotematici che andranno poi a confluire in un unico “Instant Book”. Resta da porsi la questione se il mondo dell’editoria tradizionale sarà in grado di far fronte a questo nuovo modo di concepire la lettura, non come un nemico ostile, ma integrandosi con esso. Se il pubblico italiano non ha mai avuto la fama di assiduo lettore, al di fuori dei giornali prettamente sportivi, questa nuova frontiera potrebbe rappresentare un piccolo passo per avvicinare le persone a molte opere e a firme illustri, magari attraverso la curiosità nel digitale che potrebbe catturare anche molti giovani.

Ludovica Brunamonti