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‘Sex, Social Web e Appliances’

settembre 21, 2013

Con l’avvento della globalizzazione e con l’evoluzione del costume, il web si è adeguato agli standard di mercato. Infatti nei tempi più recenti, anche internet, oltre al mondo televisivo attraverso i filmati, con l’ ausilio dei vari supporti che si sono evoluti sino ad arrivare al DVD, sono stati realizzati siti web e app a sfondo sessuale di cui alcuni gratuiti ma qualcuno a pagamento.

Per ciò che concerne il mondo del sesso, è uscita di recente la notizia relativa a quanto sia le riviste Penthouse e Playboy siano in crisi. La prima è sulla soglia del fallimento mentre la seconda è in forte crisi e a un passo dalla chiusura. Entrambe si sono arrese di fronte al colosso You Porn & company, cedendo a questo tipo di approccio il primato delle consultazioni e di conseguenza del profitto. Grazie alla facile accessibilità e alla loro gratuità, i siti internet pornografici hanno sfondato nel web. Infatti il prodotto editoriale è considerato obsoleto e soprattutto non risponde più alle esigenze del mercato. Come si suol dire, ormai le riviste hanno fatto il loro corso e probabilmente anche l’eros editoriale, per adeguarsi alla domanda di mercato, nel futuro radicherà le sue fondamenta nel web.

La certezza è che You Porn & company hanno rivoluzionato il mercato, offrendo agli utenti la possibilità di consultare un ricchissimo database vario e vasto.

YouPorn è un sito web di ‘pornographic video sharing’ (cioè condivisione libera di materiale video pornografico) della famiglia del Porn 2.0, simile, nella disposizione grafica, a YouTube.

youporn schermata EN oscurata

Come illustra l’immagine qui accanto, oscurata per motivi di liceità, si individuano le pagine ‘Categorie’, ‘Video Popolari’, ‘Raccomandati’, ‘I più votati’, ‘I più visti’ e per finire l’‘upload’. Alcune di queste, a loro volta sono composte da sotto pagine che includono contenuti video alquanto bizzarri e/o eccentrici. Negli ultimi tempi YouPorn ha deciso di riconvertire tutto il suo infinito parco di video hard professionali e amatoriali nel formato HTML5 per raggiungere gli utenti con iPad e incrementare ulteriormente il profitto. Nel 2012 You Porn ha pubblicato un’indagine statistica dal titolo ‘Big numbers, hard facts’ in cui si riporta la classifica dei paesi che consultano più assiduamente la piattaforma web. L’Italia è piazzata al quarto posto dietro a USA, Germania e Francia.

Il quesito che mi pongo è:

Le piattaforme web a sfondo sessuale bastano a soddisfare le esigenze degli utenti? 

La continua domanda di mercato ha offerto lo spunto agli sviluppatori per progettare nuovi prodotti da introdurre nel commercio via web: le Sex App.

Prima di parlare di queste nuove appliance, apro una breve parentesi sulle app in generale. Le APP, ovvero Appliance, consentono di interagire, comunicare e informare attraverso l’ uso dei dispositivi in grado di connettersi al web e grazie a una specifica applicazione creata ad hoc. Le app permettono di ottenere vantaggi perché, oltre a fornire il software di utilizzo, forniscono un servizio in continuo aggiornamento. Inoltre i contenuti e i servizi possono essere riutilizzati dagli utenti. Negli ultimi anni, ma in particolare nel periodo più recente, si è verificato un notevole sviluppo di applicazioni in svariati ambiti, tra cui in quello dell’ informazione, come per esempio la giornalistica, l’ internet banking oppure nel campo social di cui si può citare l’ app di Facebook.

In merito alla tematica che ho scelto di trattare, cliccando in rete ho letto diverse notizie che citano le ‘Sex APP’. Esse sono nuove appliance nate di recente e apparse da pochi mesi nel web, il cui scopo è di migliorare la prestazione sessuale utilizzando curiosi accorgimenti o più semplicemente per cercare un partner. pure-takes-the-dating-out-of-dating-apps-and-just-helps-you-get-sex-on-demand

In questo periodo in rete si parla molto dell’app ‘Pure’ ideata da due giovani russi, R.Sidorenko e A.Kuthtenko, e pensata per facilitare gli incontri a semplice scopo sessuale. Questa applicazione, ancora in fase di valutazione da parte di Apple e Google, consente di creare un profilo, inserire un’immagine, la propria città e indicare le proprie preferenze accompagnate da un  contatto personale. L’utente vedrà solo le persone che hanno espresso un gradimento nei suoi confronti, rispondendo con un semplice ‘ok’ o ‘no way’. Inoltre ‘Pure’ offre una particolare attenzione alla privacy dei suoi iscritti. Infatti le foto e le informazioni sono visualizzabili solo agli utenti iscritti e con le stesse preferenze.

Per pubblicizzare e diffondere il prodotto, i due giovani russi hanno creato un cortometraggio, visibile al seguente link:

Anche il colosso Google quest’anno ha soddisfatto la domanda degli utenti sviluppando “Sex Locator”. L’applicazione è descritta come un eccitante app in grado di localizzare i luoghi in cui le persone cercano partner disponibili per appuntamenti occasionali. Infatti, il presunto scopo di questa funzione è quella di far socializzare persone singole con altri utenti di questa particolare comunità. Sex Locator è stata progettata e realizzata per supporti che utilizzano il sistema operativo Android ed è completamente gratuita. L’app è disponibile nella libreria ‘Google Play’. Altre app riguardo al tema sono:

  1. Durex Sexperiment, ideata da Durex, il noto marchio della multinazionale Reckitt Benckier che produce e distribuisce profilattici in tutto il mondo. L’app è scaricabile gratuitamente da iTunes e Play Store. L’obiettivo è  incentrato sulla scoperta di nuovi scenari e stimolanti esercizi per allenarsi.
  2. Passion, che valuta la prestazione sessuale dell’utente utilizzando i sensori di movimento del cellulare e il microfono;
  3. The Porn star guide to great sex è un’ applicazione a pagamento. L’app è un manuale/guida che offre un approccio pratico per raggiungere un elevato livello nella vita sessuale dell’utente. Inoltre suggerisce come ottenere una maggiore intimità con il partner e il modo per aumentare la creatività in ​​camera da letto.
  4. Sex drive, in grado di aumentare il desiderio sessuale attraverso il suono;
  5. iKamasutra consente di sperimentare diverse posizioni sessuali. Illustra più di cento posizioni divise in 9 categorie, ognuna elegantemente interpretata e spiegata. Inoltre l’applicazione registra i progressi dell’utente e attribuisce un livello di performance. Ultimamente l’app  ha introdotto una novità: i luoghi di sperimentazione. Oltre ai classici ambienti consuetudinari per praticare l’attività sessuale, sono presenti luoghi piuttosto strani come per esempio l’ambulanza, la tenda da campeggio, l’ aereo etc.

Con lo sbarco del sesso virtuale in rete anche la società è cambiata. Alcuni utenti delle piattaforme web prese in considerazione, non valutano i possibili rischi a cui ogni soggetto è potenzialmente esposto. Infatti uno dei probabili pericoli che l’utente può manifestare, dovuti alla consultazione costante ed eccessiva di questi siti, è la dipendenza da pornografia che si può concretizzare con lo sviluppo di altri disturbi in ambito psicologico.

Adobe abbandona Flash…anzi no

aprile 16, 2012

-MAGGIO 2011: Steve Jobs, fondatore e Guru della Apple, lancia la bomba contro Adobe, nel comunicato intitolato “Thougs the Flash” (Considerazioni su Flash): “Adobe Flash è lento, divora le batterie e non è utilizzabile per periferiche touch screen, oltre a creare problemi di sicurezza” afferma il compianto ideatore della Mela più famosa del mondo. Per la cronaca, ricordiamo la definizione di Flash Player:

Adobe Flash (in precedenza Macromedia Flash e ancora prima FutureSplash) è un software per uso prevalentemente grafico che consente di creare animazioni vettoriali principalmente per il web. Viene utilizzato inoltre per creare giochi o interi siti web e grazie all’evoluzione delle ultime versioni è divenuto un potente strumento per la creazione di Rich Internet Application e piattaforme distreaming audio/video

(fonte: Wikipedia)

Immediata la risposta da parte di Adobe, con Michael Chambers. Il progettista capo del gruppo  Flash, nella pubblicazione rivolta a Jobs, dall’eloquente titolo “Datti una regolata”, nella quale afferma che Apple continua a produrre piattaforme chiuse, al contrario di Adobe.

Risultato? Niente più Flash Player su Iphone. Non che il device non fosse in grado di supportare la tecnologia, ci mancherebbe.  D’altronde se riflettiamo, un “Melafonino” riproduce tranquillamente video da Youtube, quindi l’assenza della tecnologia flash su questi smartphone è da interpretarsi come vera e propria presa di posizione da parte dell’azienda di Cupertino.

-Portiamo adesso l’orologio a NOVEMBRE 2011: Tutti i tifosi di Adobe (o meglio, tutti gli A.A, Anti-Apple),  provano un senso di disorientamento al seguente comunicato:

“Il nostro lavoro futuro con Flash sui dispositivi mobili sarà focalizzato consentendo agli sviluppatori Flash di creare pacchetti per applicazioni native con Adobe AIR per tutti i principali app store. Non sarà più sviluppato il Flash Player per dispositivi mobili e browser di nuova versione del sistema operativo o configurazioni del dispositivo. Alcuni dei nostri licenziatari del codice sorgente possono scegliere di continuare a lavorare e rilasciarlo nelle loro implementazioni. Noi continueremo a sostenere Android e configurazioni PlayBook con bug fix e aggiornamenti di sicurezza.”

“Ve l’avevo detto” starà ridacchiando Steve Jobs.

Una delle controversie tecnologiche più accese degli ultimissimi anni iniziava a delinearsi sempre di più, e la forma ricordava tanto quella di una mela. La scelta di Adobe di investire su HTML 5 , tecnologia più aperta e leggera, va di pari passo con quella del suo dichiaratissimo ex nemico.

-Oggi (più o meno), Marzo 2012:  tramite il sito http://www.informationweek.com, l’ennesimo colpo (colpetto) di scena, tramite il quale apprendiamo che Adobe ha leggermente modificato il tiro:

“Our future work with Flash on mobile devices will be focused on enabling Flash developers to package native apps with Adobe AIR for all the major app stores.”

(Il nostro lavoro futuro con Flash sui dispositivi mobili sarà focalizzato nel consentire agli sviluppatori Flash di confezionare applicazioni native con AdobeAIR per tutti i principali app store.)

Ossia: potenziando Adobe Air e Adobe Flash player per supportare soprattutto videogiochi graficamente più intriganti. Questo perchè le attuali piattaforme non supportano ancora bene l’HTML5: Quale ottima occasione per sfruttare (per ora?) economicamente le modifiche effettuate, con un nuovo sistema di licenza?

“Make money through the App Store, Apple takes a share,make money through the Android Market, Google takes a share. Make money through Flash, Adobe takes a share”

(dal blog di Lucas Meijer)

Bel dilemma, non c’è che dire. Si tratta del canto del cigno di Flash Player? Jobs aveva ragione oppure Adobe sta rilanciando il suo prodotto?

Ai twitters l’ardua sentenza.

Francesco Colombo